Charlotte de Witte accende Genova, Gazzolo (Turismo Confindustria) applaude: «Eventi così fanno volare la città, ma mancano gli spazi»

Per Laura Gazzolo, presidente della sezione Turismo, Cultura e Comunicazione di Confindustria Genova, il concerto in piazza Matteotti è una promozione piena non solo per l’evento ma per l’intera città: richiamo internazionale, presenze da fuori, ritorno economico e una vetrina social potentissima. Il nodo, però, resta sempre lo stesso: a Genova mancano aree e strutture adeguate per i grandi appuntamenti

Il concerto della dj Charlotte de Witte in piazza Matteotti incassa il sì convinto degli albergatori di Confindustria Genova, che leggono l’evento come il segnale di una strada da rafforzare: più appuntamenti capaci di richiamare pubblico da fuori città, più occasioni di respiro internazionale e una programmazione che renda Genova viva tutto l’anno. A dirlo è Laura Gazzolo, presidente della Sezione Turismo, Cultura e Comunicazione di Confindustria Genova, che rivendica una linea sostenuta da tempo dal comparto turistico: «Noi siamo stati, già 15 anni fa, quelli che con gli albergatori di Confcommercio volevano questo tipo di eventi, eventi che potessero essere trasversali».

Per Gazzolo il punto è molto semplice: appuntamenti come quello di piazza Matteotti servono perché riescono a mettere insieme pubblico diverso e, soprattutto, a portare persone da fuori Genova. «Alle aziende alberghiere interessa questo», sottolinea, spiegando che il valore di iniziative del genere sta proprio nella loro capacità di trasformarsi in attrazione turistica e in movimento economico per la città. E c’è un altro elemento che, secondo Confindustria Genova, non va sottovalutato: si tratta di eventi internazionali che, se confrontati con altri format di grande richiamo, hanno anche costi più contenuti.
Secondo la presidente, il calendario estivo di quest’anno sembra andare nella direzione giusta, anche se tutto continua a scontrarsi con il limite storico degli spazi. «Noi dobbiamo sempre considerare gli spazi che abbiamo nella nostra città, che non sono così generosi per i concerti», osserva. E infatti il vero nodo, per chi guarda a Genova come destinazione turistica da far crescere durante tutto l’anno, non è tanto la voglia di organizzare eventi, quanto la possibilità concreta di ospitarli. «Quello che manca è questo, sono gli spazi per eventi così generosi. Quello che manca sono le strutture per i grandi eventi».
Da qui nasce anche la richiesta di valorizzare meglio le aree già esistenti e di allargare il ragionamento oltre il centro cittadino. Laura Gazzolo si dice infatti d’accordo con chi propone di utilizzare anche zone periferiche o aree da recuperare, trasformandole in luoghi per concerti e appuntamenti di richiamo. Sarebbe, spiega, un modo per unire promozione, intrattenimento e riqualificazione urbana. Ma anche in questo caso la questione torna sempre allo stesso punto: servono spazi veri, adatti, utilizzabili con continuità.
Nel suo ragionamento, Gazzolo richiama anche un precedente che oggi appare quasi anticipatore. Anni fa, quando nella prima giunta Bucci l’assessora era Elisa Serafini, con i ragazzi di Ops Eventi si era pensato di organizzare un festival trap sotto le festività natalizie. Un’intuizione che, col senno di poi, si è rivelata fondata. «Ora sappiamo che avevano ragione loro, perché da Genova sono usciti dei pezzi da 90 di quel genere», osserva, sottolineando come la città abbia bisogno di eventi capaci di intercettare pubblici trasversali per età e provenienza.
L’obiettivo, per la presidente della Sezione Turismo, Cultura e Comunicazione di Confindustria Genova, è chiaro: fare in modo che Genova diventi una città europea in cui andare tutto l’anno. Ed è proprio questo il motivo per cui appuntamenti come quello con Charlotte de Witte vengono giudicati positivamente. Non solo per il valore musicale o spettacolare, ma per il loro impatto sull’economia urbana. «Se una città è viva, se organizza eventi e li fa tutto l’anno, è ovvio che i primi che ne beneficiano sono i commercianti, poi gli albergatori, poi tutto il resto della città per l’economia che ingrana e per i posti di lavoro che si creano».
C’è poi tutta la partita della comunicazione, che per la presidente della sezione Turismo dell’associazione pesa moltissimo. Il ritorno dell’evento non si misura soltanto nel pubblico presente in piazza Matteotti, ma anche nell’eco prodotta online. I post pubblicati dalla sindaca Silvia Salis, nota, hanno raccolto interazioni da parte di persone molto seguite a livello nazionale, mentre la serata ha trovato spazio sulle pagine musicali e sui media specializzati. «Eventi come quello di ieri garantiscono un’eco fortissima», spiega. E aggiunge un aspetto decisivo: anche chi non ascolta la musica di Charlotte de Witte finisce comunque per sapere che a Genova è successo qualcosa di rilevante, con un ritorno d’immagine enorme per la città.
Il passaggio finale è anche quello più netto. «Non è che tutti vanno a sentire la De Witte e apprezzano la sua musica, però che si sa che a Genova c’è stata una cosa di questo genere oggi girerà sui social ed è tutta comunicazione». Una comunicazione che, per Laura Gazzolo, ha un valore enorme proprio perché si somma agli effetti turistici ed economici. «A gratis, cioè quando hai pagato il concerto. Con 100 mila euro tu hai fatto un concerto, hai fatto venire gente da fuori e hai fatto comunicazione». La promozione, insomma, è piena. Ma insieme all’entusiasmo resta una richiesta precisa: adesso Genova deve trovare gli spazi e le strutture per fare in modo che eventi come questo non restino eccezioni.
Se non volete perdere le notizie seguite il nostro sito GenovaQuotidiana il nostro canale Bluesky, la nostra pagina X e la nostra pagina Facebook (ma tenete conto che Facebook sta cancellando in modo arbitrario molti dei nostri post quindi lì non trovate tutto). E iscrivetevi al canale Whatsapp dove vengono postate solo le notizie principali



Devi effettuare l'accesso per postare un commento.