Cultura 

Genova 2026, un anno per raccontare la città che cambia: mostre, anniversari e grandi eventi tra memoria e futuro

Il Comune lancia il programma “Genova e le trasformazioni urbane”: un intero anno di mostre, incontri, visite guidate e progetti diffusi per ripercorrere l’evoluzione della città e immaginarne i prossimi sviluppi. Al centro tre anniversari simbolici – 20 anni dal riconoscimento Unesco dei Rolli, 400 anni dalle Mura Nuove e 100 anni dalla Grande Genova – con il coinvolgimento di musei, teatri, università, biblioteche e Municipi

Genova si prepara a vivere un 2026 interamente dedicato al racconto della propria metamorfosi. Il tema scelto dal Comune, “Genova e le trasformazioni urbane”, diventerà il filo conduttore di un ampio palinsesto culturale che accompagnerà cittadini e visitatori lungo un viaggio nella storia e nel futuro della città, intrecciando urbanistica, architettura, economia, società e identità collettiva.

Non una semplice rassegna di eventi, ma un grande racconto corale, pensato per restituire l’immagine di una città che, lungi dall’essere immobile, si è trasformata nei secoli attraverso scelte politiche, visioni strategiche e cambiamenti economici profondi. L’assessore alla Cultura Giacomo Montanari sottolinea come le trasformazioni urbane rappresentino la chiave per comprendere la Genova contemporanea: dalle stratificazioni rinascimentali alla dimensione policentrica attuale, la città è il risultato di mutazioni successive che ne hanno ridisegnato il volto e il ruolo nel Mediterraneo e in Europa.

Il 2026 incrocia tre ricorrenze di forte valore simbolico. Vent’anni fa il sito “Le Strade Nuove e il Sistema dei Palazzi dei Rolli” veniva riconosciuto Patrimonio dell’Umanità UNESCO, sancendo l’importanza della grande stagione rinascimentale che trasformò Genova in una capitale europea. Quattro secoli fa prendevano forma le imponenti Mura Nuove, infrastruttura militare e urbanistica che per secoli ha delimitato lo sviluppo cittadino. E cento anni fa nasceva la “Grande Genova”, con l’unificazione dei Comuni dell’area metropolitana in un unico corpo urbano: un passaggio non privo di tensioni, ma decisivo per l’identità policentrica di oggi.

Il programma, coordinato dall’architetta Clelia Tuscano, si articolerà in mostre, conferenze, visite guidate, progetti editoriali ed eventi diffusi in musei, biblioteche, teatri, piazze e Municipi, con un calendario in continuo aggiornamento. L’idea di fondo è che la città, apparentemente stabile, sia in realtà un organismo in trasformazione continua, plasmato non solo da decisioni politiche ed economiche ma anche da desideri, visioni e sogni collettivi.

Tra gli appuntamenti di punta figurano le mostre del sistema museale civico. All’Archivio Storico comunale, da marzo a luglio, sarà allestita “Genova e l’innovazione tecnologica: una storia di quattro secoli”, mentre al Museo di Archeologia Ligure, tra giugno e settembre, “Sotto la città” racconterà la scoperta della necropoli preromana del 1898. A Palazzo Rosso, in autunno, il DocSAI proporrà “Genova muta forma”, un percorso tra fonti e immagini della trasformazione urbana tra Ottocento e Novecento. Le Collezioni tessili di Palazzo Bianco ospiteranno invece, tra il 2026 e il 2027, una mostra dedicata alla moda del secondo Novecento, mentre i Musei di Strada Nuova ripercorreranno la storia espositiva cittadina attraverso fotografie d’epoca.

Dal 18 al 29 marzo il Palazzo della Borsa accoglierà “Il futuro di ieri”, esposizione dedicata alle mappe storiche di Genova, con la presentazione per la prima volta al pubblico della carta a colori realizzata nell’Ottocento da Ignazio Porro. L’iniziativa, promossa insieme al Dipartimento di Architettura e Design dell’Università di Genova, sarà affiancata da laboratori e conferenze.

Sempre a Palazzo Ducale, dal 24 aprile al 13 settembre, la mostra “Mimmo Rotella 1945–2005” racconterà sessant’anni di sperimentazione visiva dell’artista, mentre in autunno prenderà avvio il ciclo “Di terra, di mare e dell’aria”, dedicato al ruolo delle infrastrutture nello sviluppo cittadino, con visite guidate curate dall’associazione inGE. Nello stesso periodo, il Sottoporticato ospiterà anche la mostra fotografica “Genova appena ieri”.

Un altro tassello simbolico sarà la riapertura al pubblico della Torre Grimaldina, restaurata con fondi PNRR, che tornerà accessibile con una terrazza panoramica rinnovata. Intanto, tra maggio e novembre, alcune piazze cittadine diventeranno spazi espositivi a cielo aperto con “Mare nostrum” dell’artista Andrea Roggi, in un dialogo tra arte contemporanea e paesaggio urbano.

Le biblioteche civiche proporranno cicli di incontri e percorsi tematici sulla Grande Genova, sulle fortificazioni e sulle metamorfosi urbane nella narrativa italiana. La Biblioteca De Amicis coinvolgerà bambini e ragazzi nel progetto “This is Genova”, con la realizzazione di un grande plastico evolutivo della città. Accanto a questo, iniziative come “Biblioteca Vivente” e “Semi di cultura” metteranno al centro la partecipazione dei cittadini e la cura del verde urbano.

Anche i teatri saranno protagonisti. Il Teatro Nazionale celebrerà il 75° anniversario della fondazione e il 35° del Teatro Ivo Chiesa, nato nell’ambito di una significativa trasformazione urbana. Il Teatro Carlo Felice e il Teatro della Tosse proporranno iniziative che intrecciano scena e città, con visite guidate e spettacoli in sedi decentrate. Nei Municipi, tra cui il Centro Ovest, saranno organizzate passeggiate e rievocazioni storiche dedicate alla storia urbana dei quartieri.

Le grandi manifestazioni cittadine si inseriscono nel racconto complessivo: i Rolli Days di ottobre celebreranno il ventennale UNESCO, affiancati dagli Staglieno Days dedicati alle trasformazioni urbanistiche e sociali dell’area del cimitero monumentale. In calendario anche “Maledetti Architetti” e un nuovo fumetto dedicato a Rubens e ai Palazzi dei Rolli, firmato da Enzo Marciante, per raccontare la Genova del Cinquecento attraverso il linguaggio del graphic storytelling.

Il progetto coinvolge una vasta rete di soggetti culturali e istituzionali, dall’Università alla Soprintendenza, dall’Accademia Ligustica ai Musei Nazionali, fino alla Fondazione Ordine Architetti e all’Arcidiocesi, con il sostegno di sponsor e fondazioni che contribuiscono alla realizzazione del palinsesto. Il programma completo sarà progressivamente pubblicato sui canali istituzionali del Comune e dei partner.

Nel 2026 Genova non si limiterà dunque a celebrare la propria storia: proverà a leggerla come strumento per orientare le scelte future, trasformando memoria e anniversari in un laboratorio collettivo sul destino della città.


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