Turismo in Liguria, gli hotel assumono di più nonostante meno posti letto: Confcommercio e Federalberghi rilanciano la sfida su legalità e lavoro

Al convegno emergono dati che segnano un forte divario tra alberghi e ricettività alternativa: in dieci anni negli hotel liguri i dipendenti crescono del 35,9% mentre i posti letto calano del 7,8%. Nelle altre formule, invece, i posti letto aumentano del 45% ma i lavoratori dipendenti diminuiscono del 10%. Confcommercio e Federalberghi chiedono controlli più incisivi contro abusivismo e dumping contrattuale

Negli alberghi liguri si lavora di più, e si assume di più, anche se la capacità ricettiva si è ridotta. È questo il dato politico ed economico più forte emerso dal convegno «Legalità e Innovazione: le fondamenta per il futuro del turismo in Liguria», organizzato a Palazzo della Borsa, dove Confcommercio e Federalberghi hanno messo a confronto l’andamento dell’occupazione nel comparto alberghiero con quello delle formule ricettive alternative. Il risultato, nelle parole del direttore generale di Federalberghi nazionale Alessandro Nucara, mostra un divario netto tra chi investe in lavoro e servizi e chi, invece, cresce soprattutto in offerta senza un analogo aumento dell’occupazione.
I numeri presentati parlano chiaro. Tra il 2014 e il 2024, in Liguria, negli alberghi, campeggi e villaggi turistici i posti letto sono scesi da 124.169 a 114.520, con una flessione del 7,8%, mentre i lavoratori dipendenti medi annui sono saliti da 5.968 a 8.110, pari a un aumento del 35,9%. Nello stesso arco di tempo, nelle altre attività ricettive, i posti letto sono passati da 27.546 a 39.928, con una crescita del 45%, ma i lavoratori dipendenti medi annui sono diminuiti da 1.242 a 1.118, cioè il 10% in meno. È il confronto che Federalberghi ha portato al centro del dibattito per sostenere che il turismo non può essere valutato solo sulla quantità dell’offerta, ma anche sulla qualità del lavoro che genera.

Proprio su questo punto Alessandro Nucara ha insistito, sottolineando che il sistema alberghiero ligure ha aumentato sensibilmente l’occupazione pur con una capacità ricettiva ridotta, mentre negli appartamenti in affitto e nelle formule analoghe si osserva il fenomeno opposto: boom dell’offerta e riduzione dei lavoratori. Una lettura che Confcommercio e Federalberghi collegano direttamente al tema della legalità di mercato e alla necessità di regole uguali per tutti.
Il convegno genovese ha infatti messo al centro non solo i dati occupazionali, ma anche l’impatto dell’abusivismo e delle forme di concorrenza irregolare. Secondo i dati più recenti richiamati da Federalberghi, aggiornati al 22 febbraio 2026, in Liguria risultano 44.477 strutture registrate nella banca dati delle strutture ricettive del Ministero del Turismo e 38.559 codici identificativi nazionali rilasciati, pari all’86,69% delle strutture registrate.
Per Nucara, l’introduzione della banca dati ministeriale rappresenta un passaggio importante per la trasparenza del mercato, ma non sufficiente da sola. Il messaggio lanciato al convegno è che la registrazione sia soltanto il primo passo e che gli organi di vigilanza debbano usare in modo efficace queste informazioni per colpire le situazioni irregolari e borderline. È qui che, secondo Federalberghi, si gioca una parte decisiva della credibilità del sistema turistico.
A Genova il tema ha un riflesso particolarmente sensibile nel centro storico, indicato da Confcommercio e Federalberghi come l’area in cui la turistificazione è più visibile e dove si concentra il maggior numero di criticità. Nel comunicato del convegno viene richiamata una stima di circa 4.000 appartamenti destinati alla locazione breve tra regolari e non, con una forbice tra il 20% e il 38% di strutture non ancora in regola con le nuove norme, tra mancanza di codice identificativo nazionale o mancata comunicazione alla questura. È su questo squilibrio che i presidenti Aldo Werdin e Carlo Tixe hanno insistito, ricordando che gli alberghi operano sotto obblighi molto stringenti in materia di sicurezza, personale assunto con contratto collettivo nazionale di lavoro, controlli e adempimenti fiscali e amministrativi.
Nel confronto pubblico è emerso anche il tema del dumping contrattuale, cioè l’applicazione di contratti collettivi meno rappresentativi, definiti «pirata», che prevederebbero salari inferiori fino al 30% rispetto ai contratti leader. Per Confcommercio questo meccanismo altera il mercato e penalizza le imprese che rispettano le regole, comprimendo il costo del lavoro e scaricando il vantaggio competitivo sulla riduzione dei diritti. Alessandro Cavo, presidente di Confcommercio Genova e Confcommercio Liguria, ha richiamato la necessità di puntare su contratti corretti, formazione e stabilità occupazionale, indicando anche nell’Istituto tecnologico superiore Turismo Liguria uno strumento strategico per costruire professionalità adeguate alle esigenze delle imprese.
Sul fronte istituzionale, l’assessore al Turismo di Regione Liguria Luca Lombardi ha collegato questi obiettivi al Patto per il lavoro nel turismo sottoscritto a fine gennaio con il vicepresidente e assessore al Lavoro Simona Ferro, l’assessore alla Programmazione del Fondo sociale europeo Marco Scajola, le organizzazioni sindacali e le categorie datoriali. Nella ricostruzione dell’assessore, il Patto è lo strumento con cui la Regione incentiva la legalità e la stabilità contrattuale nel settore, con una dotazione di 6 milioni di euro per il 2026.
Luca Lombardi ha spiegato che, in continuità con l’anno precedente, sono previsti bonus da 2.500 euro per assunzioni di durata pari o superiore a 8 mesi nelle imprese private dell’accoglienza e dell’ospitalità, e pari o superiore a 7 mesi negli stabilimenti balneari, oltre a bonus da 8.000 euro per le assunzioni a tempo indeterminato. A questi si aggiunge un sostegno da 8.000 euro per il comparto della ristorazione, ma esclusivamente in presenza di contratti a tempo indeterminato. L’obiettivo dichiarato è spingere la stabilizzazione del lavoro per sostenere la destagionalizzazione e migliorare la qualità dei servizi.
Sempre secondo l’assessore, l’edizione 2025 del Patto ha risposto a circa 2.500 richieste, con 270 domande per assunzioni a tempo indeterminato, in crescita del 21% rispetto al 2024. Lombardi ha inoltre collegato la misura ai risultati turistici dei cosiddetti mesi spalla, indicando un aumento delle presenze a maggio e a ottobre, e ha ricordato che dalla prima edizione del 2018 il Patto per il lavoro nel turismo ha sostenuto oltre 17mila contratti.
Il quadro che esce dal convegno di Genova è quindi duplice. Da una parte, Confcommercio e Federalberghi rivendicano il modello alberghiero come sistema che, nonostante una riduzione dei posti letto, continua a creare occupazione e a investire in qualità del lavoro. Dall’altra, chiedono un salto di qualità nei controlli su abusivismo e irregolarità, perché la crescita dell’offerta turistica, senza regole uniformi e tutele adeguate, rischia di trasformarsi in concorrenza squilibrata. Sullo sfondo resta una sfida che riguarda tutta la Liguria: consolidare i flussi senza abbassare gli standard, facendo della legalità e del lavoro stabile non uno slogan, ma una condizione di sviluppo.
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