diritti e sociale 

Asilo di Sera torna nel centro storico: la “serata libera” per i genitori e un piccolo mondo per i bambini

Dal 14 febbraio riparte a Genova, col sostegno di Asef, il progetto che ha già riscosso un grande successo: un asilo serale vero, con educatrici qualificate, per lasciare i bimbi in un luogo sicuro mentre mamma e papà si concedono teatro, cinema o anche solo una cena senza ansia

Genova si riappropria di un’idea semplice e, proprio per questo, dirompente: trasformare la sera in un tempo possibile anche per chi ha figli piccoli. Dal 14 febbraio riprende “Asilo di Sera: il tuo tempo libero, la loro serata speciale”, il servizio pensato per i bambini dai 3 ai 10 anni che consente ai genitori di uscire sapendo di lasciarli in un ambiente protetto, accogliente e progettato su misura. Il progetto è promosso da Stradanuova Teatro Centrale e nasce dentro una logica di welfare di comunità: non un “favore” occasionale, ma un tassello stabile di conciliazione tra vita familiare, sociale e culturale, capace anche di dare energia al centro storico, perché una città viva la sera è una città che fa girare relazioni, cultura e lavoro.

La ripartenza arriva dopo una fase sperimentale che ha fatto numeri e, soprattutto, ha messo a fuoco un bisogno reale. Tra metà febbraio e l’11 aprile 2025 si sono svolte 13 serate di apertura, con accoglienza dei bambini dalle 19 alle 23: in quel periodo sono passati 87 bambini e circa uno su cinque è tornato più di una volta, segnale che non si trattava di una curiosità “una tantum”, ma di un servizio che le famiglie hanno riconosciuto come utile e replicabile. Anche l’età racconta un aspetto interessante: la fascia più rappresentata era quella dei 3 anni, ma il quadro complessivo mostrava un equilibrio tra le varie età, con un beneficio spesso citato da chi lo ha vissuto, cioè la socialità tra bambini: non attesa passiva, non babysitting solitario, ma gioco, relazioni e attività condivise, con quella mescolanza controllata che spesso aiuta a crescere senza trasformarsi in confusione.

Nel 2026 il servizio riparte con il sostegno di A.Se.F. Srl, onoranze funebri del Comune di Genova, e con la collaborazione della Cooperativa Sociale Tagesmutter-Arcobaleno, che mette a disposizione professionalità educative e spazi nel pieno centro storico, in Salita del Prione. L’obiettivo dichiarato è offrire un prezzo calmierato e un modello organizzativo chiaro, perché la fiducia, quando si parla di bambini, si costruisce anche con regole semplici e orari certi: l’apertura è prevista dalle 18:30 alle 23:30 nelle serate indicate, con un numero massimo di 25 bambini per volta, proprio per garantire attenzione e cura. Maurizio Barabino, amministratore unico di A.Se.F., riassume il senso dell’operazione con una frase che punta dritta all’impatto sociale: «ci schieriamo dalla parte delle giovani famiglie genovesi», spiegando che l’alleanza con Stradanuova e Tagesmutter-Arcobaleno vuole essere un esempio di “welfare reale” utile alla collettività.

Il funzionamento passa da un portale online, dove i genitori scelgono giornata e fascia oraria, registrano i dati e consultano il regolamento: la prenotazione è obbligatoria su https://www.asilodisera.it, con accesso consentito solo a chi effettua la prenotazione e si occupa anche di accompagnare e ritirare il bambino. L’ingresso è previsto tra le 18:30 e le 19:30, l’uscita tra le 22:30 e le 23:30, e un dettaglio pratico dice molto dello spirito “familiare” del progetto: non vengono serviti pasti, quindi i bambini possono arrivare già cenati oppure portare una cena al sacco.

C’è poi il calendario, che scandisce il ritmo di questa ripartenza e che, nelle intenzioni, può crescere nel tempo: le date indicate sono sabato 14 febbraio 2026, venerdì 27 febbraio 2026, venerdì 13 marzo 2026 e venerdì 27 marzo 2026. Per informazioni e contatti restano attivi l’email info@asilodisera.it e il telefono +39 010 4551294, mentre per i riferimenti di Stradanuova Teatro Centrale e dell’organizzazione si rimanda anche a https://www.teatrostradanuova.it.

In un’epoca in cui le città chiedono alle famiglie di restare, ma spesso non offrono strumenti concreti per farlo senza rinunciare a tutto, “Asilo di Sera” prova a rovesciare la prospettiva: non è il genitore a doversi arrangiare, sono le comunità a doversi attrezzare. E il centro storico, che di sera è pieno di luci ma anche di fragilità, diventa il luogo simbolico per dimostrare che cultura, cura e vita quotidiana possono stare nella stessa frase, senza chiedere a nessuno di scegliere tra essere genitore ed essere persona.


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