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Passaggio a livello di Pontetto, sindaci contro. Muro contro muro tra Pieve Ligure e Bogliasco

La Giunta di Pieve guidata da Paola Negro boccia il progetto di chiusura del passaggio a livello, temendo isolamento della frazione, criticità per i soccorsi e impatto sul paesaggio; il sindaco di Bogliasco Luca Pastorino replica: «Pontetto è nel nostro territorio, l’ipotesi della rampa verso l’Aurelia era stata approvata nel 2018, poi nel 2024 Pieve ha detto no»

La soppressione dei passaggi a livello lungo la linea ferroviaria costiera torna a infiammare il Levante, ma questa volta la frizione non è solo tra territorio e Rete Ferroviaria Italiana: si apre anche un confronto diretto tra amministrazioni confinanti. Al centro del caso c’è Pontetto, nodo delicato perché incrocia viabilità locale, accessi al mare e collegamenti quotidiani tra la parte alta e quella a ridosso dell’Aurelia. Da Pieve Ligure arriva una presa di posizione netta: l’attuale progetto di chiusura del passaggio a livello, così come illustrato dagli enti competenti, viene respinto senza giri di parole.

«Non è ostruzionismo ideologico», mette subito in chiaro la sindaca Paola Negro, rivendicando una contrarietà basata – nelle parole dell’amministrazione – su criticità considerate “insuperabili”. Il punto, per la Giunta, è che la soluzione oggi sul tavolo non terrebbe conto delle caratteristiche del territorio e del suo equilibrio fragile: la chiusura, priva di un’alternativa veicolare ritenuta davvero funzionale, rischierebbe di “spezzare” la continuità tra la zona a monte e quella a mare, rendendo più complicato l’accesso alla scogliera e incidendo anche sulle attività commerciali locali. L’allarme, in questa lettura, non riguarda solo i disagi quotidiani ma la tenuta stessa di un pezzo di comunità che si sentirebbe tagliato fuori.

C’è poi il tema che, in ogni confronto su infrastrutture e cantieri, pesa sempre più di tutti: l’emergenza. Paola Negro sostiene che il progetto, così com’è, non garantirebbe tempi rapidi per l’arrivo di ambulanze e vigili del fuoco. Percorsi alternativi giudicati tortuosi o sottodimensionati, aggiunge l’amministrazione, potrebbero trasformare un intervento urgente in una corsa contro il tempo, con conseguenze potenzialmente gravi sulla sicurezza dei residenti.

Un altro capitolo è quello dell’impatto sul paesaggio, che a Pieve Ligure viene descritto come un valore identitario e anche turistico: l’ipotesi di sovrappassi o sottopassi “invasivi”, come rappresentati nelle planimetrie citate nella nota, verrebbe percepita come un elemento capace di cambiare il profilo di Pontetto e di “snaturare” l’area. E, accanto a questo, si inserisce la questione della mobilità pedonale: rampe e scale previste, secondo la Giunta, rischierebbero di diventare barriere architettoniche per anziani, persone con difficoltà motorie e famiglie con passeggini, rendendo di fatto meno accessibile la frazione.

Da qui la richiesta politica: «Non accetteremo soluzioni calate dall’alto», afferma Paola Negro, chiedendo che il progetto venga sospeso e rimesso in discussione partendo da un’analisi reale dei flussi e, soprattutto, dalla garanzia che non venga cancellata la “permeabilità” tra l’abitato e il mare. Il Comune rivendica di aver avviato un dialogo con Rete Ferroviaria Italiana e con gli enti sovracomunali, ribadendo che la priorità, per l’amministrazione, resta la qualità della vita dei residenti.

Ma alla nota di Pieve Ligure risponde, con toni di puntualizzazione e non senza irritazione, il sindaco di Bogliasco Luca Pastorino, che interviene proprio per evitare – dice – confusioni. La prima precisazione è geografica e istituzionale: il Comune di Bogliasco ha firmato un accordo con Rete Ferroviaria Italiana nel 2023 per la soppressione del passaggio a livello di Bogliasco, definendo opere pubbliche sostitutive per la futura viabilità pedonale e carrabile; su quel dossier, sottolinea, «nulla c’entra il Comune di Pieve Ligure» e quindi non avrebbe senso sostenere di non essere stato consultato.

Il tema vero, per Luca Pastorino, è Pontetto, che ricade nel territorio di Bogliasco e per il quale, aggiunge, non esisterebbero convenzioni già siglate. Qui entra in gioco la ricostruzione della “soluzione tecnica” discussa negli anni: una rampa che, dalla sede del passaggio a livello di Pontetto, avrebbe consentito alle auto di raggiungere la via Aurelia nel territorio di Pieve Ligure. Un’opera impegnativa, ammette, anche per i riflessi sulla viabilità dell’Aurelia, e che avrebbe richiesto approfondimenti. Tuttavia, sostiene Luca Pastorino, nel 2018 le amministrazioni di Bogliasco e Pieve Ligure avevano detto sì, con deliberazioni delle rispettive Giunte comunali.

Il passaggio successivo colloca la frattura nel 2024: a seguito di un quesito e di un coinvolgimento da parte delle ferrovie, Bogliasco avrebbe confermato il proprio nulla osta ad approfondire la soluzione tecnica, mentre Pieve Ligure avrebbe deliberato un diniego, motivandolo – oltre che con la tutela del territorio – anche con la richiesta di vedere realizzata un’altra opera, un silos nei pressi della stazione ferroviaria di Pieve Ligure. Un intervento che, secondo Luca Pastorino, Rete Ferroviaria Italiana non potrebbe finanziare perché non collegato alla soppressione del passaggio a livello di Pontetto.

Due versioni che, in realtà, raccontano lo stesso nervo scoperto con accenti diversi: da una parte la paura di un taglio che cambi la vita quotidiana e il volto dei luoghi, dall’altra il tentativo di ricondurre la discussione a percorsi amministrativi già avviati e a decisioni formalizzate negli anni. In mezzo resta la questione concreta: come mettere in sicurezza e potenziare la linea ferroviaria senza trasformare Pontetto in un punto di rottura tra mare e collina, e senza scaricare sui residenti costi sociali e pratici difficili da assorbire. Il confronto con Rete Ferroviaria Italiana prosegue, ma ora – almeno sul piano politico – il dossier non divide solo cittadini e tecnici: divide anche i Comuni chiamati a convivere con l’opera e con le sue conseguenze.


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