Quasi Casa, il nuovo “rifugio urbano” dei giovani: in piazza San Matteo apre lo spazio gratuito contro solitudini e fragilità

Giovedì 12 febbraio taglio del nastro alle 11 con Cristina Lodi, Simona Cosso e la benedizione di Marco Tasca. Un luogo pensato da YoungCaritas per studiare, lavorare, incontrarsi e intrecciare servizi e cultura senza logiche di consumo

Un pezzo di città che rinasce nel cuore del centro storico, non come semplice inaugurazione ma come dichiarazione d’intenti: giovedì 12 febbraio 2026 Caritas Diocesana apre “Quasi Casa”, uno spazio giovanile di comunità progettato da YoungCaritas Genova per rispondere a una fragilità che non si vede sempre, ma attraversa tutti, la solitudine. L’appuntamento è alle ore 11 tra piazza San Matteo e vico Doria, con un’intera giornata di iniziative pensate per raccontare, fin da subito, la natura ibrida del progetto: un luogo insieme pubblico e intimo, aperto e abitabile, dove il tempo non è soltanto “servizio”, ma relazione.

All’inaugurazione parteciperanno Cristina Lodi, assessora al Welfare del Comune di Genova, e Simona Cosso, presidente del Municipio I Centro Est. A presenziare sarà anche l’Arcivescovo di Genova, Marco Tasca, che impartirà la benedizione ai locali e al percorso che si apre: un gesto simbolico che lega l’idea di “bene comune urbano” alla responsabilità di costruire prossimità, soprattutto lì dove il bisogno non coincide necessariamente con l’emergenza materiale, ma con l’assenza di legami, ascolto, luoghi sicuri.

Il senso di Quasi Casa sta tutto in un’immagine semplice: entrare anche solo per sostare e, senza dover spiegare nulla, sentirsi accolti. I giovani di YoungCaritas lo descrivono come un posto che non è un servizio tradizionale né un contenitore di attività preconfezionate, ma un intreccio di presenze e possibilità che si costruisce insieme al territorio, capace di cambiare nel tempo con le relazioni che lo abitano. La solitudine, del resto, non ha un’unica età né un’unica provenienza: riguarda anziani e giovani, adulti e famiglie, persone straniere e cittadini “invisibili”, spesso al di là del reddito. Quasi Casa prova a rispondere proprio a questo, offrendo occasioni di incontro e di prossimità anche a chi, per molte ragioni, non varca mai la soglia dei servizi.
La giornata di apertura seguirà un ritmo da “casa di comunità”. Alle 11, dopo la presentazione dello spazio curata da YoungCaritas, ci saranno i saluti istituzionali e la benedizione con l’intervento di Marco Tasca; alle 12 è previsto un pranzo conviviale a cura della Cooperativa Emmaus. Nel pomeriggio, alle 17, un panel pubblico dal titolo “Spazi ibridi e città” metterà a confronto esperienze e sguardi diversi, con Roberto Arnaudo e Erica Mattarella delle Case di Quartiere di Torino, la docente di Sociologia dell’Università di Genova Luisa Stagi e Emanuele Barisone, direttore della Fondazione Auxilium. Alle 19 spazio a un aperitivo palestinese, mentre la serata proseguirà con un concerto live.
Il progetto, però, non si esaurisce nel giorno del taglio del nastro. Nei primi mesi Quasi Casa sarà aperta dal lunedì al venerdì con spazi gratuiti di studio e lavoro, attività con le scuole, ginnastica sociale, sportelli di orientamento e iniziative di volontariato. La domenica pomeriggio ospiterà attività legate all’unità di strada di YoungCaritas per le persone senza dimora, mentre due venerdì al mese saranno dedicati a eventi culturali e artistici serali: l’idea è offrire un’alternativa concreta ai luoghi che chiedono sempre di consumare qualcosa per “restare”, e trasformare il tempo libero in tempo condiviso.
A dare cornice all’iniziativa è anche la riflessione interna alla Diocesi: Giuseppe Armas, direttore della Caritas Diocesana di Genova, collega Quasi Casa a una richiesta emersa dai giovani nel Cammino Sinodale, quella di spazi aperti dove far crescere cultura e socialità insieme alla cura delle fragilità, affidando ai ragazzi protagonismo e responsabilità; in questa prospettiva, Quasi Casa viene proposto come luogo per giovani diversi tra loro, invitati a condividere appartenenze e trasformarle in un bene comune.
In una città dove spesso si misura tutto in numeri e flussi, l’ambizione di Quasi Casa è più difficile da quantificare ma più immediata da capire: creare un posto in cui le persone non passino soltanto, ma si incontrino davvero. E farlo nel centro storico, in piazza San Matteo, significa anche restituire senso a uno spazio urbano che torna a essere vissuto non solo come scenografia, ma come comunità.
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