Polizia locale, i numeri del 2025: sono stati 19 gli incidenti mortali, quasi il doppio dell’anno prima

L’emergenza: crescono gli investimenti di pedone. Intanto i servizi antidegrado intensificano i controlli con migliaia di presìdi e centinaia di arresti, mentre cambiano anche i canali con cui i cittadini contattano gli agenti, sempre più spesso attraverso sportelli e segnalazioni dirette


Il consuntivo 2025 della polizia locale di Genova mette insieme, in una fotografia unica, ciò che spesso si percepisce solo a frammenti: come cambiano le richieste di intervento, quanta presenza c’è sulle strade e nei quartieri, quali fenomeni si riducono e dove invece la città mostra segnali più preoccupanti. Il dato che spicca, e che obbliga a una riflessione immediata, è quello della sicurezza stradale: l’incidentalità complessiva cala nettamente, ma gli incidenti mortali aumentano e arrivano a 19, contro gli 11 dell’anno precedente. È un “chiaroscuro” che nel report emerge con forza, perché da un lato i numeri raccontano una diminuzione generale dei sinistri, dall’altro ricordano che basta un incremento delle conseguenze più gravi per ribaltare la lettura di un anno.

Nel dettaglio, gli incidenti totali scendono da 8.127 nel 2024 a 6.560 nel 2025 (fondamentalmente a seguito della decisione di lasciare alle constatazioni amichevoli gli incidenti senza feriti e meno gravi, che quella di Genova era rimasta l’ultima PL a rilevare), con una contrazione importante sia dei sinistri senza feriti, che passano da 4.504 a 3.161, sia di quelli con feriti, che scendono da 3.612 a 3.380. Ma nello stesso quadro cresce il numero dei casi con esito fatale, che salgono a 19, quasi il doppio rispetto al 2024, e aumentano anche gli investimenti di pedone, da 592 a 625. Qui i numeri entrano nel dettaglio delle dinamiche e disegnano una criticità che non riguarda soltanto chi guida: aumentano gli attraversamenti fuori dalle strisce in modo non regolare, che balzano da 82 a 153, e crescono anche i casi di attraversamento sulle strisce con semaforo pedonale rosso, da 57 a 82. È un quadro che, letto senza edulcorazioni, parla di una strada più “tranquilla” in quantità di sinistri, ma più dura nelle conseguenze e più fragile nei comportamenti, soprattutto quando entrano in gioco pedoni e distrazioni.
«Sul fronte della sicurezza stradale, i dati sono in chiaroscuro – afferma il comandante Fabio Manzo -: da un lato abbiamo una riduzione dell’incidentalità complessiva, ma dall’altro lato abbiamo purtroppo avuto un incremento degli incidenti mortali. Sono dati da cui dobbiamo partire per mettere in campo ulteriori attività di prevenzione sul territorio, garantendo sempre più presenza e visibilità: nel 2026 il nostro obiettivo è di migliorare i risultati continuando a lavorare su azioni preventive, per garantire sicurezza sia ai pedoni che ai guidatori attraverso azioni mirate e campagne informative volte a sensibilizzare gli utenti della strada».
Sul fronte del controllo e della prevenzione, la polizia locale segnala più attività “pretest”, cioè controlli su strada non legati a incidenti, con un incremento di 2.057 accertamenti, mentre diminuiscono i casi di guida in stato di ebbrezza, in calo di 188. La ripartizione per tasso alcolemico fotografa 247 sanzioni nella fascia amministrativa tra 0,0 e 0,8 grammi per litro e 325 nella fascia penale, con 202 casi tra 0,8 e 1,5 grammi per litro, 106 oltre 1,5 grammi per litro e 17 rifiuti di sottoporsi agli accertamenti. In questa cornice vengono richiamati anche i servizi mirati di prevenzione come “Estate Sicura 2025”, pensati per intervenire nei periodi e nelle aree di maggiore aggregazione, lavorando prima che il rischio si trasformi in incidente.
La seconda grande direttrice del consuntivo riguarda il rapporto con i cittadini e i canali di contatto. Qui i numeri raccontano un cambiamento che, di fatto, sposta l’asse dal pronto intervento verso una relazione più “diretta” e strutturata. Le richieste arrivate alla centrale operativa sono state 73.300, in calo di 9.737 rispetto all’anno precedente, mentre quelle provenienti dal Numero unico di emergenza 112 sono state 27.700, con una diminuzione di 2.919. In parallelo crescono gli accessi ai canali di prossimità: il front office arriva a 16.437 accessi, con un aumento di 6.737, e le segnalazioni tramite SegnalaCi raggiungono 6.431, con 777 in più. È una fotografia che suggerisce due letture complementari: meno chiamate “di emergenza” e più contatto continuo, anche per questioni di decoro, viabilità e sicurezza quotidiana.
Questo cambio di relazione si appoggia, secondo il rendiconto, a una presenza più capillare sul territorio. Nel 2025 sono state impiegate 78.942 pattuglie in servizio esterno, un dato che viene tradotto anche in media giornaliera, 216 pattuglie al giorno, e che combacia con l’incremento complessivo già evidenziato, pari a 9.942 pattuglie in più rispetto al 2024. È una macchina che, nel racconto del report, ha retto anche la gestione straordinaria della città, tra manifestazioni, eventi sportivi e fiere, ma soprattutto durante le 35 allerte meteo registrate nel 2025, con un lavoro di coordinamento operativo che spesso resta invisibile finché non si traduce in chiusure, deviazioni e presidi.
Il capitolo dei servizi di prossimità, che il Comune indica come uno degli elementi caratterizzanti dell’anno, entra poi nel dettaglio con numeri che parlano di una presenza “a piedi” e di presìdi mirati: oltre 4.800 pattuglie appiedate di quartiere e più di 3.800 presìdi antidegrado, inclusi quelli realizzati con ufficio mobile. In questa strategia rientra anche l’avvio della campagna “Sicurezza in movimento” su bus e metropolitana, partita tra fine novembre e dicembre, descritta come già efficace nel primo mese sul piano della prevenzione e del controllo, perché intercetta in modo diverso luoghi e orari dove si concentrano criticità, dalla mobilità serale alle linee più utilizzate.
Se la sicurezza stradale è il punto più difficile da raccontare, la sicurezza urbana è il settore in cui il bilancio rivendica un miglioramento più omogeneo, soprattutto per quanto riguarda i fenomeni di degrado. I numeri dei presìdi antidegrado parlano di 17.458 persone sottoposte a controllo e 1.563 denunce o segnalazioni all’autorità giudiziaria, con 233 arresti complessivi, ripartiti in 61 per reati predatori, 68 per stupefacenti e 104 per altri reati. Gli ordini di allontanamento risultano 157, con 11 violazioni degli stessi. Sul centro storico viene rivendicato un nuovo assetto di intervento, con aree prioritarie come Pré, Darsena, via Gramsci, ex ghetto, Vigne e Maddalena, e l’obiettivo di un presidio costante che punti su conoscenza del territorio e contrasto alle situazioni più ricorrenti, dallo spaccio al degrado urbano fino all’abbandono di rifiuti.
Il rendiconto indica inoltre una riduzione di diversi fenomeni tipici delle aree più sensibili: le violazioni delle ordinanze anti-alcol calano del 50%, l’ubriachezza manifesta del 60%, i disturbi della quiete pubblica del 58% e la questua molesta e gli atti contrari alla pubblica decenza del 45%, mentre i servizi dedicati aumentano del 104%. È un passaggio che il Comune lega direttamente all’incremento dei presìdi di prossimità, come se la presenza continuativa, più che l’intervento “a chiamata”, avesse avuto un effetto dissuasivo e di contenimento.
Il capitolo sanzionatorio è un altro elemento su cui il report insiste perché, nel suo insieme, mostra un calo che viene interpretato come segnale di un cambio di paradigma verso la prevenzione. Le sanzioni complessive del 2025 sono 428.812, con un calo del 19%, per un totale economico di 38.126.000 euro, in diminuzione del 14%. Dentro questo dato generale c’è la mappa delle violazioni più diffuse: la sosta irregolare guida la classifica con 150.006 contestazioni, seguita dal superamento dei limiti di velocità con 131.065, poi 11.041 violazioni semaforiche e 10.099 contestazioni per mancata revisione. Seguono 4.249 casi di mancata precedenza ai pedoni, 2.761 per mancata assicurazione, 2.577 per mancato uso della cintura e 2.054 per uso dello smartphone alla guida. Nel racconto dell’amministrazione, proprio l’eccesso di velocità e il mancato rispetto delle precedenze ai pedoni diventano i punti su cui far leva per ulteriori attività di prevenzione, perché si legano direttamente alle dinamiche più pericolose e ai numeri degli investimenti.
Accanto a viabilità e degrado, il consuntivo richiama anche altri fronti che nel 2025 hanno visto un rafforzamento dell’attività. Il Nucleo Fasce Deboli, impegnato nel contrasto alla violenza di genere, registra 330 pratiche trattate, in aumento rispetto alle 234 del 2024, con 207 persone indagate contro le 170 dell’anno precedente e 10 misure cautelari, rispetto alle 8 del 2024. Sul versante ambientale crescono le sanzioni per abbandono rifiuti, che arrivano a 1.002, con 393 interventi legati agli ingombranti e 609 ad altri rifiuti, mentre i relitti, cioè veicoli abbandonati, raggiungono 917 e le rimozioni passano da 766 a 792. Sul fronte della sicurezza commerciale vengono indicati 1.208 controlli sulle attività economiche, con 58 diffide e 952 sanzioni, e viene monitorata anche la vendita di alcolici ai minori, con casi che passano da 6 a 7, mentre si sottolinea la continuità dell’investimento nell’educazione stradale, che nel 2025 ha coinvolto 44 istituti e 4.379 alunni, per 292 ore di lezione.
In definitiva, il 2025 della polizia locale viene raccontato come un anno di maggiore prossimità e presidio, con contatti più diretti con i cittadini, più pattuglie esterne e una riduzione significativa di diversi indicatori di degrado urbano, ma allo stesso tempo con un campanello d’allarme che pesa più di tutto il resto: gli incidenti mortali, quasi raddoppiati, e l’aumento degli investimenti di pedone. È su questo doppio binario che si misura la sfida del 2026: consolidare i risultati sul territorio e, soprattutto, invertire la tendenza più dura, quella che lascia sul terreno il prezzo più alto.
«I dati che emergono – dice l’assessora Viscogliosi – ci restituiscono un quadro in cui il rapporto tra cittadini e Polizia locale è cambiato, è diventato più diretto e consapevole. Questo è frutto del grande lavoro di prossimità che è stato fatto, con le pattuglie di quartiere, l’ufficio mobile, con la presenza degli agenti nei luoghi della movida e nei grandi eventi con stand informativi, un lavoro importante che stiamo proseguendo anche con il nuovo servizio Sicurezza in Movimento, che sta già dando importanti risultati. Il rendiconto 2025 restituisce dunque l’immagine di una Polizia Locale sempre più integrata nella vita della città, capace di coniugare presidio, prevenzione e ascolto, contribuendo in modo concreto alla sicurezza e alla qualità della vita dei cittadini genovesi, una strada che siamo intenzionati a proseguire e implementare anche per il 2026».
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