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Paura tra i banchi, un 16enne arriva a scuola con una scacciacani senza tappo rosso. Denunciato

All’“Attilio Odero” l’allarme è partito da una segnalazione al Numero Unico di Emergenza 112: i carabinieri hanno trovato addosso a uno studente la replica. Il ragazzo è stato denunciato e affidato alla madre su disposizione della Procura per i minorenni

C’è un momento, nelle mattine di scuola, in cui tutto sembra sempre uguale: il brusio nei corridoi, le porte che si chiudono, le voci che si accavallano prima dell’inizio delle lezioni. E poi, improvviso, qualcosa cambia l’aria. Non è un rumore forte, non è un allarme che suona: è quella sensazione sottile che corre tra gli sguardi, quando qualcuno sussurra che “c’è un’arma”. Basta una frase così per far diventare pesante anche il respiro.

È successo a Genova, all’Istituto Professionale per l’Industria e l’Artigianato “Attilio Odero”, dove questa mattina i carabinieri sono intervenuti dopo una segnalazione al Numero Unico di Emergenza 112 fatta dal dirigente scolastico. Alcuni studenti avrebbero notato che un ragazzo portava addosso un’arma e, in pochi istanti, una normale giornata di lezione si è trasformata in un’ombra di paura che attraversa classi e corridoi.

Sono arrivati i carabinieri della Stazione di Sestri Ponente e della Stazione di Sampierdarena, insieme ai militari del Nucleo Radiomobile di Genova. Hanno fatto ciò che in quei momenti serve più di ogni altra cosa: riportare la situazione sul terreno della realtà, con controlli rapidi e verifiche puntuali. E la realtà, questa volta, è stata comunque abbastanza per far tremare i polsi.

Durante gli accertamenti, i militari hanno trovato nella disponibilità dello studente una pistola scacciacani a salve. Ma con un dettaglio che cambia tutto: era priva del previsto tappo rosso, quello che serve a renderla riconoscibile e a evitare che venga scambiata per un’arma vera. Un particolare che, dentro una scuola, può bastare per far scattare il panico: perché ciò che si vede, in quei secondi, conta più di ciò che è davvero.

Il ragazzo, un 16enne, è stato denunciato in stato di libertà per porto abusivo di armi o oggetti atti ad offendere. Al termine delle formalità, è stato affidato alla madre, come disposto dalla Procura per i minorenni di Genova.

Il punto, in storie come questa, non è soltanto l’oggetto. È quello che provoca. È la paura che accende. È l’eco che lascia addosso a chi c’era: ai compagni che hanno notato qualcosa di strano, agli insegnanti che devono proteggere e tenere la classe, ai genitori che immaginano il peggio con una telefonata nel mezzo della mattina. Perché una scuola dovrebbe essere il posto dove i ragazzi imparano a stare nel mondo, non dove il mondo entra con la sua parte più buia.

E resta una domanda amara, che non si spegne quando i carabinieri se ne vanno e i cancelli tornano a chiudersi: quanto basta, oggi, per trasformare una normale giornata in un incubo? A volte è sufficiente una sola cosa in tasca. E il coraggio di chi segnala, in tempo, perché quella paura non diventi tragedia.


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