Autopsia su Emanuele Galeppini: a Genova si parte il 19 gennaio con incarico e Tac, esame il 20

La Procura di Genova, su delega dei magistrati di Roma che indagano sulla tragedia di Capodanno a Crans-Montana, ha fissato i passaggi per l’accertamento medico-legale sul sedicenne genovese. Il 19 gennaio verrà formalizzato l’incarico al professor Francesco Ventura e sarà eseguita una Tac per verificare eventuali lesioni da schiacciamento, Il 20 gennaio è previsto l’esame autoptico. L’obiettivo è chiarire la causa della morte: inalazione di fumo, ustioni o altre cause

Un calendario definito, due passaggi tecnici ravvicinati e un obiettivo che, oltre al dolore, ha il peso della verità. Per la morte di Emanuele Galeppini, sedicenne genovese considerato una promessa del golf, deceduto nella tragedia di Crans-Montana nella notte di Capodanno, l’accertamento medico-legale entra nella fase decisiva: a Genova l’autopsia è stata programmata per lunedì 20 gennaio, preceduta il giorno prima da un esame radiologico e dalla formalizzazione dell’incarico.

A seguire la procedura è la pubblica ministero Silvia Saracino, che ha aperto un fascicolo per la parte genovese su delega della Procura di Roma, titolare dell’inchiesta complessiva. Sarà lei, secondo quanto filtra, a conferire l’incarico al professor Francesco Ventura, docente universitario, chiamato a effettuare l’esame autoptico.
Il doppio step: incarico e Tac il 19 gennaio, autopsia il 20.

La sequenza è già tracciata: il 19 gennaio verrà formalizzato l’incarico al consulente e, nello stesso giorno, sarà effettuata una Tac sul corpo del ragazzo. L’esame radiologico è finalizzato in particolare a verificare la possibile presenza di lesioni da schiacciamento, un elemento che gli inquirenti vogliono chiarire prima dell’autopsia vera e propria. L’indomani, 20 gennaio, si procederà con l’esame medico-legale completo.
Sono passaggi tecnici che hanno un senso preciso: non solo stabilire la causa della morte, ma farlo in modo documentato e inattaccabile, perché gli esiti confluiranno nel fascicolo principale e verranno trasmessi ai magistrati romani che coordinano l’indagine.
Che cosa deve chiarire l’esame: fumo, ustioni o altro
Il punto centrale è la causa del decesso. L’autopsia dovrà indicare se la morte sia stata determinata dalle ustioni, dalle esalazioni del fumo o da altri fattori collegati all’incendio e alla concitazione della fuga. Ed è proprio la dinamica, così come emerge dagli atti finora disponibili agli inquirenti, ad aver reso necessari approfondimenti mirati.
Da quanto risulta, nella tragedia sarebbero stati rinvenuti tre ragazzi all’esterno del locale “Le Constellation”, mentre le altre 37 vittime sarebbero state trovate all’interno, in larga parte sulle scale o in prossimità delle scale. In questo quadro non viene escluso che Emanuele possa rientrare nel gruppo dei tre trovati fuori: un dettaglio che, se confermato, potrebbe aiutare a collocare le ultime fasi della sua corsa verso l’uscita.
I primi riscontri e l’ipotesi del travolgimento durante la fuga
C’è poi un elemento che rende l’autopsia particolarmente importante: ai primi riscontri, il corpo non avrebbe mostrato ustioni evidenti, mentre sarebbero state rilevate escoriazioni ed ecchimosi. Segni compatibili con una possibile caduta o con il travolgimento nel caos della fuga, quando in pochi istanti il locale si è trasformato in una trappola e molte persone hanno cercato contemporaneamente una via di uscita.
Proprio per questo l’ipotesi che prende forza – almeno sul piano investigativo – è che la morte possa essere dovuta più verosimilmente all’inalazione di fumo o a un evento traumatico legato alla calca, piuttosto che alle ustioni. Sarà la Tac, insieme all’autopsia, a stabilire se ci siano indizi di schiacciamento o altre lesioni interne e a collegarle, eventualmente, a una causa di morte certa.
Sul fronte giudiziario, la Procura di Roma avrebbe aperto al momento un’inchiesta a carico di ignoti, ma il quadro resta in evoluzione anche per ragioni procedurali. Non si esclude infatti che, nel frattempo, possano essere iscritti nel registro degli indagati i titolari del locale, un passaggio che in questi casi può servire anche a garantire la partecipazione dei consulenti di parte agli accertamenti irripetibili.
L’autopsia su Emanuele Galeppini è un passaggio tecnico, ma anche simbolico: è il punto in cui la ricostruzione dei fatti prova a farsi precisa, misurabile, verificabile. Stabilire se la morte sia arrivata per il fumo, per un trauma durante la fuga o per altri fattori non è soltanto una questione medica: significa collocare il decesso dentro la dinamica dell’incendio, e dunque contribuire a definire con maggiore chiarezza eventuali responsabilità. secondo Alessandro Vaccaro, l’avvocato della famiglia, il corpo di Emanuele non presentava ustioni. Le scarpe erano coperte di fuliggine.
Il 19 e il 20 gennaio, a Genova, si giocherà quindi una parte importante di questa ricostruzione. Per la famiglia, per chi indaga e per una città che continua a cercare risposte dopo una notte che ha lasciato ferite profonde.
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