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Presidio a De Ferrari per Hannoun: in piazza oltre cento persone tra bandiere e slogan. La Cgil: «Condannare l’attacco Usa al Venezuela»

Serata di protesta. I manifestanti hanno chiesto la liberazione di Mohammad Hannoun, arrestato nell’ambito di un’inchiesta che ipotizza una raccolta fondi a favore di Hamas. In piazza bandiere, striscioni e cori contro la guerra a Gaza e contro la politica statunitense e il blitz in Sudamerica

Oltre un centinaio di persone si è ritrovato questa sera in piazza De Ferrari, nel cuore di Genova, per una manifestazione a sostegno di Mohammad Hannoun, architetto e figura di riferimento dell’area pro-Pal, arrestato nei giorni scorsi. I partecipanti hanno scandito a più riprese gli slogan “Palestina libera” e “Hannoun libero”, trasformando la piazza in un presidio politico e simbolico.

La richiesta: “Liberarlo” dopo l’arresto

Il sit-in è nato per chiedere la liberazione di Hannoun, finito al centro di un’inchiesta che lo accusa di aver utilizzato l’Associazione benefica di solidarietà con il popolo palestinese come canale per raccogliere fondi destinati a Hamas. Un’accusa che i manifestanti contestano apertamente, presentando la mobilitazione come una risposta a quella che ritengono una criminalizzazione della solidarietà verso la Palestina.

Bandiere, striscioni e messaggi contro guerra e “imperialismo”

La piazza si è riempita di bandiere palestinesi e anche di bandiere della Repubblica Bolivariana del Venezuela. Tra gli striscioni comparsi, alcuni riportavano scritte come “La solidarietà con la Palestina non si arresta”, “Free Palestine” e “Hannoun libero”; visibile anche un cartello con la scritta “Trump terrorista”.

Dal presidio sono partiti cori e slogan contro quello che i partecipanti hanno definito “il genocidio nella Striscia di Gaza” e contro “l’imperialismo statunitense”, con una contestazione che ha unito la richiesta specifica legata all’arresto a una lettura più ampia del conflitto e dei rapporti internazionali.

“In piazza per Hannoun e per gli altri arrestati”

Al megafono un portavoce ha spiegato le ragioni della mobilitazione: la richiesta non riguarda solo Hannoun, ma anche le altre persone arrestate nell’ambito della stessa vicenda. Nel suo intervento ha sostenuto che la guerra a Gaza dimostrerebbe, a suo avviso, il peso di pressioni e interessi esterni anche in Europa e in Italia, criticando la linea del governo italiano in politica estera.

La presa di posizione della Cgil sul Venezuela

A margine del dibattito politico che attraversa queste ore, arriva anche una presa di posizione della Cgil, che in una nota condanna con fermezza l’attacco militare americano al Venezuela. Il sindacato chiede che Governo italiano e istituzioni europee esprimano una condanna netta dell’aggressione, si attivino per un cessate il fuoco e per far arrivare soccorsi alle popolazioni civili coinvolte.

La Cgil sollecita inoltre la convocazione immediata del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, con l’obiettivo di ripristinare rapidamente la legalità internazionale.

La manifestazione in De Ferrari si è svolta con toni determinati ma senza particolari tensioni, ribadendo un messaggio chiave per i promotori: la solidarietà con la Palestina, sostengono, non deve essere fermata né messa sotto accusa.


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