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Rolli verso i 20 anni Unesco, ok al restauro del Primo e Secondo Libro delle Cerimonie grazie alle donazioni

Raggiunta la cifra necessaria per restaurare i primi due Libri delle Cerimonie conservati all’Archivio di Stato di Genova: decisivi il contributo del Gruppo Banca IFIS (con IFIS Art) per il manoscritto 1588-1614 e della Fondazione Canevari per il volume 1615-1639, con il sostegno di cittadini donatori tramite Art Bonus. L’intervento arriva alla vigilia delle celebrazioni del 2026 per i vent’anni del riconoscimento Unesco ai Palazzi dei Rolli. Ora parte una nuova raccolta per il restauro del Terzo libro (1639-1658)

Genova mette al sicuro un pezzo fondamentale della propria memoria pubblica. A soli tre mesi dall’appello lanciato dalla Soprintendenza archivistica e bibliografica della Liguria – Archivio di Stato di Genova, con il supporto del Comune di Genova, è stata raggiunta la somma necessaria non soltanto per restaurare il Primo, ma anche il Secondo Libro delle Cerimonie, due manoscritti d’archivio preziosissimi e fragili, segnati dal tempo.

Il traguardo arriva in un momento tutt’altro che casuale: la città si prepara infatti alle celebrazioni del 2026, quando ricorreranno i vent’anni dall’inserimento del sistema dei Palazzi dei Rolli nel Patrimonio Unesco. E proprio mentre Genova si interroga su come raccontare (e trasmettere) la propria identità culturale, la risposta passa da un gesto concreto: investire nella tutela dei documenti che quell’identità la descrivono, pagina dopo pagina.

Un racconto lungo due secoli: dal 1588 al 1797

I Libri delle Cerimonie, compilati dal 1588 al 1797, contengono la descrizione degli eventi più importanti che si svolgevano a Genova: dalla nomina dei dogi alle feste civili e religiose, fino alle visite di sovrani, principi, cardinali, autorità ecclesiastiche e militari provenienti da contesti molto diversi. Sono pagine che restituiscono minuti dettagli su ogni aspetto della rappresentazione pubblica: dai rituali diplomatici allo splendore degli arredi, dall’abbigliamento del doge all’offerta di intrattenimenti sacri e profani. Insieme, questi elementi fanno rivivere lo splendore della Genova di Antico Regime, mostrando come la città costruisse prestigio e autorevolezza anche attraverso l’arte dell’accoglienza.

«Testimonianza viva dell’identità di Genova»

«Il raggiungimento di questo importante traguardo dimostra quanto il patrimonio culturale genovese sia ancora oggi capace di coinvolgere e unire istituzioni, imprese e cittadini attorno a un obiettivo comune», commenta l’assessore alla Cultura Giacomo Montanari. Montanari richiama il valore che va oltre la dimensione archivistica: i Libri delle Cerimonie non sono soltanto manoscritti da preservare, ma una “testimonianza viva” dell’identità della città, del suo ruolo internazionale e della civiltà dell’ospitalità che ha dato origine al sistema dei Rolli. Il restauro del Primo e del Secondo Libro, in vista del 2026, diventa così un segnale concreto di attenzione verso la tutela della memoria storica e un investimento sul futuro, affinché questi documenti possano continuare a essere studiati, valorizzati e condivisi.

Un progetto che rafforza il legame tra Archivi e cittadini

Soddisfazione anche dal Direttore generale Archivi, dott. Antonio Tarasco, che ha espresso gratitudine verso chi ha contribuito. Tarasco sta promuovendo un programma di valorizzazione del patrimonio conservato e di consolidamento del rapporto tra cittadini e Archivi, anche attraverso iniziative come “Donare alla storia. Un Totem per gli Archivi”, con l’obiettivo di rendere l’Archivio sempre più riconosciuto come bene comune.

I due manoscritti: oltre 800 carte tra usura, lacerazioni e danni diffusi

L’usura del tempo ha lasciato segni evidenti soprattutto sul Primo Libro, il più antico della serie: redatto tra il 1588 e il 1614 in oltre 400 carte da Girolamo Bordone, primo Maestro di Cerimonie della Repubblica di Genova, presenta le criticità maggiori e richiede un intervento conservativo accurato.

Il Secondo Libro, scritto da mani diverse tra il marzo 1615 e il gennaio 1639, è composto da 470 carte e mostra danni diffusi e lacerazioni da sfregamento, tipiche di volumi consultati e maneggiati per secoli. Anche in questo caso il restauro è indispensabile per garantire la stabilità dei materiali e la possibilità di studio e consultazione in sicurezza.

Chi finanzia i restauri: Art Bonus, imprese e fondazioni

Il restauro del Primo Libro delle Cerimonie sarà reso possibile grazie al generoso intervento del Gruppo Banca IFIS che, attraverso IFIS Art, ha accolto l’appello facendosi carico di coprire quasi interamente i costi dell’intervento.

Il Secondo Libro sarà invece restaurato grazie alla donazione della Fondazione Canevari, Opera Pia istituita a Genova nel 1625 dal medico Demetrio Canevari, divenuta nel tempo istituzione benefica e culturale.

A questi contributi si sono aggiunte le donazioni di privati cittadini, che attraverso Art Bonus hanno permesso di completare la raccolta: complessivamente sono stati raccolti quasi 24 mila euro (per un intervento quantificato in circa 24.400 euro) necessari a coprire l’operazione di restauro sulle carte.

Il prossimo obiettivo: il Terzo libro (1639-1658)

Chiusa con successo questa fase, l’Archivio guarda già avanti: verrà avviata, con le stesse modalità e con l’applicazione dell’Art Bonus, una nuova raccolta per il restauro del Terzo Libro delle Cerimonie, relativo al periodo 1639-1658.

Nel conto alla rovescia verso il 2026, la messa in sicurezza dei primi due volumi non è soltanto un intervento tecnico: è un modo concreto di prepararsi alle celebrazioni, custodendo le fonti che raccontano — dall’interno — la Genova dei Rolli, della diplomazia e dell’ospitalità che la rese celebre in Europa.

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