Palazzo di Giustizia, nuovo stop al traffico: via Bosco chiusa per verifiche dopo i crolli di novembre

Tecnici al lavoro sulla facciata del tribunale: marciapiedi transennati, accessi limitati e controlli sulla sicurezza di un edificio già segnato da distacchi di traversine metalliche arrugginite

Traffico rallentato e deviazioni, questa mattina, in via Bartolomeo Bosco: l’area intorno al Palazzo di Giustizia è stata parzialmente chiusa per consentire i lavori di verifica e messa in sicurezza della facciata, dopo il distacco di alcune traversine metalliche arrugginite avvenuto in due episodi ravvicinati nei giorni scorsi. I pezzi, staccatisi dai piani alti, erano finiti sui marciapiedi che circondano il tribunale senza fortunatamente colpire nessuno.

Le nuove ispezioni arrivano a poche settimane dal primo allarme: già a novembre si erano verificati distacchi di calcinacci e materiali dalla parte alta dell’edificio, con la necessità di chiudere via V Dicembre, far intervenire i vigili del fuoco e transennare la zona per le verifiche di stabilità. Anche in quell’occasione non si erano registrati feriti, ma il cedimento aveva acceso i riflettori sulle condizioni complessive del Palazzo di Giustizia.
Dopo gli episodi del 18 e del 20 novembre, il perimetro pedonale attorno al tribunale è rimasto off limits: chiusi i marciapiedi più vicini alla struttura, interdette le aree di passaggio laterali e serrato l’ingresso destinato alle persone con disabilità e al personale. L’accesso al palazzo continua così a concentrarsi interamente sul portone principale, con inevitabili disagi per chi ogni giorno lavora o deve recarsi negli uffici giudiziari.
Il complesso è uno dei simboli dell’architettura pubblica degli anni Sessanta-Settanta: inaugurato nel 1974, sorge sull’area dell’antico ospedale Pammatone, devastato dai bombardamenti del 1943. Nella ricostruzione furono salvati il grande cortile settecentesco, il colonnato e lo scalone monumentale, inglobati nella nuova struttura caratterizzata dalla griglia in acciaio brunito che avvolge le facciate esterne.
Proprio questa combinazione di elementi storici e superfici moderne rende oggi più delicata la fase di controllo: tecnici e operai stanno passando in rassegna la facciata e le parti metalliche più esposte, con piattaforme aeree e mezzi specializzati. L’obiettivo è individuare eventuali altri punti critici, sostituire gli elementi ossidati e scongiurare nuovi distacchi, mantenendo per quanto possibile in funzione l’attività del Palazzo di Giustizia.
Fino al termine delle operazioni resteranno in vigore transenne, divieti di sosta e restringimenti di carreggiata attorno al tribunale, con ripercussioni sul traffico tra via Bartolomeo Bosco e via V Dicembre. Per automobilisti e pedoni si prospettano ancora alcuni giorni di pazienza: la priorità è garantire che uno degli edifici più frequentati della città torni ad essere pienamente sicuro.
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