Giornata Mondiale della Prematurità, al Gaslini 940 risonanze cerebrali sui nati pretermine

L’ospedale pediatrico genovese, primo in Europa a usare la tecnica SWI, monitora il cervello dei neonati sotto i 1500 grammi per intercettare precocemente le lesioni che possono influire sullo sviluppo neurologico


Ogni anno migliaia di bambini nascono troppo presto, con organi ancora immaturi ma con possibilità di cura impensabili solo pochi decenni fa. In Italia i nati pretermine rappresentano il 6-7% dei nuovi nati, ovvero tutti i bambini venuti alla luce prima della 37ª settimana di gestazione. In occasione della Giornata Mondiale della Prematurità, l’Istituto Giannina Gaslini ricorda il lungo lavoro costruito accanto a questi neonati e alle loro famiglie: dal 2012, tutti i prematuri con peso inferiore a 1500 grammi vengono sottoposti a risonanza magnetica cerebrale prima della dimissione, per una valutazione avanzata del loro sviluppo neurologico. Ad oggi gli esami effettuati sono 940.

«È bene ricordare che oggi sopravvivono anche alcuni di quelli che nascono a partire dalle 22-23 settimane di gestazione – spiega Luca Ramenghi, responsabile della Patologia e Terapia Intensiva Neonatale del Gaslini – Quanto più sei pretermine, tanto più rimani ricoverato nei nostri reparti, grosso modo fino alla data nella quale saresti dovuto nascere, a termine. Tanto più nasci pretermine tanto più sviluppi le complicanze della prematurità che possono colpire ogni organo, come l’intestino, il cuore, il polmone, gli occhi e soprattutto il cervello, o l’encefalo come lo chiamano i dottori».
La vulnerabilità di questi neonati è legata proprio all’immaturità degli organi: esposti troppo presto alla vita extrauterina, intestino, polmoni, cuore e cervello devono completare la propria crescita in un ambiente complesso, che richiede cure altamente specialistiche. «Il nostro gruppo ed il nostro ospedale da sempre si dedicano alla prevenzione, alla diagnosi ed alla cura delle complicanze più temute, in primis quelle neurologiche della prematurità – prosegue Ramenghi –. In linea con il mondo internazionale si sono ottenute, grazie al miglioramento delle cure anche ostetriche e perinatali, la riduzione delle complicanze più temute, come la leucomalacia periventricolare e l’emorragia intraventricolare da sanguinamento della matrice germinativa».
Le 940 risonanze magnetiche sono state eseguite presso il reparto di Neuroradiologia diretto da Andrea Rossi, una delle sole tre strutture italiane dedicate esclusivamente alla neuroradiologia pediatrica. Gli esami, programmati ogni martedì pomeriggio, vengono eseguiti durante il sonno spontaneo del neonato dopo la poppata, evitando sedazioni e limitando al minimo lo stress. Rispetto alla sola ecografia transfontanellare, la risonanza consente di vedere in dettaglio il cervello e di riconoscere anche piccole emorragie cerebellari o ventricolari, spesso invisibili con altre metodiche.
In questo campo il Gaslini ha avuto un ruolo pionieristico: è stato il primo centro in Europa a introdurre nei prematuri la tecnica SWI (Susceptibility Weighted Imaging), una particolare sequenza di risonanza magnetica estremamente sensibile alla presenza di sangue e micro-emorragie. «La tecnica SWI è una sequenza di Risonanza Magnetica particolarmente sensibile ai depositi di sangue – spiega Andrea Rossi, direttore della Neuroradiologia del Gaslini – Utilizza le differenze di suscettibilità magnetica dei tessuti, permettendo di evidenziare anche micro-emorragie invisibili con altre tecniche di imaging. Nei neonati pretermine questo è fondamentale, perché lesioni molto piccole, soprattutto del cervelletto o dei ventricoli cerebrali, possono avere un impatto sullo sviluppo neurologico futuro. Grazie alla SWI riusciamo a identificarle con precisione, orientando fin da subito i percorsi clinici e riabilitativi più appropriati».
Le informazioni ottenute con queste risonanze consentono di individuare precocemente i bambini a maggior rischio di esiti neurologici, indirizzandoli a programmi di follow up e riabilitazione mirata già nei primi mesi di vita. Il lavoro congiunto di neonatologi, neuroradiologi, neurologi e riabilitatori ha prodotto, in questi anni, numerose pubblicazioni scientifiche e ha contribuito a definire un modello di presa in carico riconosciuto anche a livello internazionale.
La sfida resta quella di accompagnare la crescita di un cervello che può nascere anche 15-18 settimane prima del termine fisiologico, in un ambiente che deve essere al tempo stesso tecnologicamente avanzato e umanamente accogliente.
La Giornata Mondiale della Prematurità al Gaslini
Per il 17 novembre il Gaslini ha organizzato una mattinata di incontro e condivisione tra famiglie e operatori, al centro della quale è stata la promozione del contatto pelle a pelle grazie alla Kangaroo Mother Care, metodo riconosciuto a livello mondiale per i benefici sul neonato e sulla madre. Il contatto diretto migliora la termoregolazione, stabilizza battito cardiaco e respirazione, favorisce l’allattamento e ha un importante effetto neuroprotettivo, oltre a rafforzare il legame affettivo.
Nel corso dell’evento sono stati coinvolti medici, infermieri, psicologi, volontari e associazioni di riferimento – tra cui Cicogna Sprint Onlus ed EU-BRAIN – con momenti informativi, attività condivise e spazi di ascolto dedicati ai genitori. Tra le iniziative anche un appuntamento con la “Culla Musicale”, legato al percorso di musicoterapia per i piccoli ricoverati, che utilizza suoni e musica per sostenere il benessere del neonato e della famiglia in terapia intensiva.
Una giornata simbolica, che ricorda come la prematurità non sia solo una sfida clinica ma un percorso complesso che coinvolge l’intera famiglia. E che al Gaslini viene affrontato unendo tecnologia, ricerca e umanità, per dare a ogni bambino nato troppo presto la migliore possibilità di sviluppo e di futuro.
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