Auto di Sigfrido Ranucci fatte esplodere sotto casa. Assostampa e Ordine dei Giornalisti liguri: «Atto gravissimo». Oggi manifestazione anche a Genova

«Totale solidarietà al collega». Presidi a Roma e, oggi alle 14:30, davanti alla sede Rai di corso Europa, a Genova. La sindaca Salis: “Colpiti i valori della Repubblica”. Sostegno anche da Slc Cgil, Pd e M5S

Un attentato nella notte contro Sigfrido Ranucci e la sua famiglia. La notizia ha scosso il mondo dell’informazione e acceso una mobilitazione che da Roma a Genova si traduce in presìdi, appelli e prese di posizione nette a difesa della libertà di stampa.

Due ordigni distruggono le vetture del conduttore di “Report” e della figlia a Campo Ascolano. Danni anche a un’abitazione. Indagano carabinieri, Digos e Procura
Paura a Campo Ascolano, alle porte di Roma, dove nella notte le auto di Sigfrido Ranucci, giornalista e conduttore di Report, e quella di sua figlia sono state distrutte da esplosioni. A darne notizia è lo stesso Ranucci sui social: le deflagrazioni, racconta, sono state così violente da far tremare l’intera zona.
Sui profili ufficiali della trasmissione viene indicata la presenza di un ordigno piazzato sotto l’auto del giornalista, parcheggiata davanti all’abitazione. L’esplosione ha coinvolto anche la seconda macchina di famiglia e ha provocato danni a un appartamento vicino. Secondo quanto riferito, la potenza dell’ordigno era tale da poter causare conseguenze letali a chiunque si fosse trovato a passare in quel momento.
Sul posto sono intervenuti carabinieri, Digos, vigili del fuoco e polizia scientifica, che hanno messo in sicurezza l’area e avviato i rilievi tecnici. La Procura competente ha aperto un fascicolo e informato il Prefetto; saranno ora gli accertamenti a chiarire tipologia e innesco degli ordigni, nonché la dinamica precisa di quanto avvenuto.
L’episodio, per modalità e contesto, è già stato definito da molte voci del mondo dell’informazione come un gravissimo atto intimidatorio contro un giornalista noto per le sue inchieste televisive. In attesa degli esiti investigativi, resta alta l’attenzione sulle misure di tutela a protezione del cronista e dei familiari, mentre proseguono l’acquisizione delle eventuali immagini di videosorveglianza e la quantificazione dei danni.
La reazione di Assostampa e Ordine dei Giornalisti della Liguria: “Colpo alla libertà di informazione”
L’Associazione Ligure dei Giornalisti e l’Ordine dei Giornalisti della Liguria parlano di «atto intimidatorio vile e meschino», un attacco che «rappresenta un chiaro affondo alla libertà di stampa e a tutto il mondo dell’informazione». Le due organizzazioni annunciano l’adesione al presidio della Fnsi a Roma, davanti alla sede Rai di via Teulada, e convocano per oggi alle 14.30 un momento di solidarietà anche a Genova, davanti alla sede Rai Liguria in corso Europa, insieme alle colleghe e ai colleghi del Tgr Liguria.
Salis: “Attentato intollerabile, non si zittisce la verità con la violenza”
Parole durissime arrivano dalla sindaca Silvia Salis: «Un gesto criminale che colpisce al cuore i valori della Repubblica e riporta alla mente pagine oscure che abbiamo il dovere di non far tornare». Per la prima cittadina, «attaccare un giornalista significa attaccare uno dei cardini della democrazia. Nessuno deve pagare un prezzo così alto per svolgere con serietà il proprio lavoro». Poi l’appello a chi ricopre incarichi pubblici: «Niente ambiguità né parole che legittimino il disprezzo verso il lavoro dei cronisti: la stampa deve disturbare il potere, non compiacerlo».
Slc Cgil: “Clima ostile, serve una mobilitazione ampia”
La Slc Cgil di Genova esprime «piena solidarietà» a Ranucci e ai familiari e condanna «il clima di ostilità che troppo spesso accompagna la libertà di stampa e d’inchiesta». Per il sindacato, attentati come quello della scorsa notte mirano a «restringere il perimetro democratico». Da qui la partecipazione al presidio romano promosso da Anpi, Fnsi, Rete NoBavaglio e MoveOn Italia: «Occorre una mobilitazione a difesa della libertà di informazione, pesantemente condizionata nel nostro Paese».
PD: «Al fianco di chi difende informazione e democrazia»
Il Gruppo PD in Regione Liguria esprime «piena solidarietà a Ranucci e alla sua famiglia per il gravissimo attentato subito», definendolo «un attacco vile e inaccettabile contro la libertà di stampa e il diritto dei cittadini a essere informati», e ribadisce: «Siamo al fianco di chi ogni giorno difende l’informazione e la democrazia».
«Piena solidarietà e vicinanza dal Pd Liguria al giornalista Sigfrido Ranucci e alla sua famiglia per il vile attentato subito – aggiunge il Pd Liguria -. Speravamo e pensavamo di non dover più assistere a simili atti intimidatori: colpire un giornalista vuol dire colpire la libertà di stampa e il diritto dei cittadini di essere informati. Siamo di fronte a un segnale che impone profonda attenzione e reazione immediata da parte delle istituzioni. Noi come Partito Democratico siamo vicini al giornalista e a tutta la categoria che rappresenta e saremo sempre pronti a tutelare la libertà di stampa, uno dei pilastri della nostra democrazia».
Cisl Liguria: «Solidarietà a Ranucci. La libertà di stampa non si tocca»
«Esprimiamo la più sincera vicinanza a Sigfrido Ranucci, alla sua famiglia e a tutte le colleghe e i colleghi che ogni giorno fanno informazione». Lo fa sapere la segreteria di Cisl Liguria, che prosegue: «Condanniamo senza esitazioni il gravissimo gesto intimidatorio di cui è stato vittima: atti del genere offendono l’intera comunità e colpiscono uno dei cardini della nostra democrazia, la libertà e l’indipendenza dell’informazione. Siamo al fianco di Assostampa Ligure e dell’Ordine dei Giornalisti della Liguria – conclude la segreteria Cisl Liguria -, che anche oggi hanno dato voce, con la loro mobilitazione, ai principi costituzionali di libertà di stampa e diritto dei cittadini a essere informati».
M5S: “La verità non si intimidisce. Liguria impermeabile alle mafie”
Dal Movimento 5 Stelle ligure arriva un messaggio unitario: «Difendere chi fa informazione libera e d’inchiesta significa difendere la democrazia e il diritto dei cittadini a conoscere la verità». Il capogruppo regionale Stefano Giordano richiama la necessità di tenere alta la guardia anche in Liguria, rilanciando l’idea di un controllo antimafia della Dia sui bilanci regionali. «La criminalità organizzata cerca spazi dove trova silenzio o complicità. Politica, stampa e società civile facciano luce, sempre. Chi cerca la verità non deve essere lasciato solo».
Perché questo attacco riguarda tutti
La violenza contro un giornalista non è mai un fatto “privato”: è un segnale diretto alla comunità dei lettori e dei cittadini. Intimidire chi indaga e racconta significa provare a limitare il diritto collettivo a essere informati, diritto che la Costituzione tutela come condizione della partecipazione democratica. È per questo che la risposta chiama in causa istituzioni, ordini professionali, redazioni, sindacati e opinione pubblica.
Rifondazione Comunista: «Ranucci non gradito ai poteri forti e a quelli eversivi e criminali»
L’esplosione dell’auto di Sigfrido Ranucci avrebbe potuto avere conseguenze mortali – dice Maurizio Acerbo, segretario nazionale del Partito della Rifondazione Comunista, condiviso dalla federazione Ligure -. Di fronte a questo attentato non si può tacere il fatto incontrovertibile che il governo, la destra e i vertici della RAI hanno condotto una campagna incessante contro un giornalista e una redazione considerati scomodi. La campagna di intimidazione e delegittimazione di Ranucci e di Report è segno dell’insofferenza verso il pluralismo e l’informazione libera. Il giornalismo di inchiesta non è gradito ai poteri forti e a quelli eversivi e criminali. Invece di proteggere Report si è cercato di metterlo a tacere. Questo attentato è un attacco non solo alla libertà di informazione ma anche alle istituzioni democratiche perché Ranucci è un giornalista del servizio pubblico e rappresenta il servizio pubblico. Quindi siamo di fronte a un attacco alla democrazia. Massima solidarietà a Sigfrido Ranucci, alla sua famiglia e alla redazione di Report».
Cosa accade oggi
- Roma: presidio davanti alla Rai di via Teulada promosso dalla Fnsi e da associazioni civiche.
- Genova: presidio alle 14.30 davanti alla Rai Liguria (corso Europa) convocato da Assostampa Ligure, Ordine dei Giornalisti Liguria e colleghe/i del Tgr Liguria.
L’appello finale
Dalle istituzioni locali (Comune e Prefettura) ai vertici della Rai, da Ordini e sindacati ai partiti, il messaggio che si leva da Genova è univoco: piena vicinanza a Ranucci e alla sua famiglia, rapido accertamento delle responsabilità, protezione effettiva per i cronisti sotto minaccia. Perché la libertà di stampa non è un privilegio corporativo: è una garanzia di tutti. E non può essere negoziata.



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