Economia Sindacale 

Ex Ilva, i sindacati al Governo: «Basta parole, servono fatti». A Genova portineria bloccata per lo sciopero

Venzano (Fim Cisl Liguria): «Definire subito piano industriale e transizione all’acciaio green, con i sindacati protagonisti». Apa (Uilm Liguria): «Fallita la gara, l’unica strada è la nazionalizzazione». Mobilitazione per l’intera giornata sotto la Lanterna

Sulla crisi dell’ex Ilva i sindacati liguri alzano il tono e chiamano in causa direttamente l’esecutivo. «Questa giornata di sciopero è una risposta forte alla strategia balbettante del Governo: le lavoratrici e i lavoratori non meritano questa incertezza», afferma Christian Venzano, segretario generale Fim Cisl Liguria. La convocazione del tavolo, arrivata nelle ultime ore, «deve segnare un cambio di passo», ma per Venzano «le organizzazioni sindacali devono essere protagoniste di questa fase», mentre il rinnovo unilaterale della cassa integrazione «viola le normali relazioni sindacali».

Sul merito, la linea è netta: «Nessuno spezzatino. Non bastano i fondi: serve un soggetto industriale con competenze e capacità economiche. È finito il tempo delle parole: il Governo si prenda la responsabilità del rilancio della siderurgia come settore trainante, definisca il piano industriale e la transizione all’acciaio green, tenendo insieme occupazione, salute e ambiente».

Duro anche il giudizio di Antonio Apa, coordinatore Uilm Liguria: «Genova, ancora una volta, è a difesa della siderurgia». Nel capoluogo la mobilitazione si traduce nel blocco della portineria per l’intera giornata, nell’ambito dello sciopero nazionale indetto da Fim, Fiom e Uilm. Per Apa, il fallimento della vendita dell’ex Ilva e le manifestazioni d’interesse arrivate «solo da due fondi privi di solidità industriale e progettuale, con offerte provocatorie», certificano l’assenza di una rotta. Il gesto del Ministro «appare dettato dalla disperazione» e non evita «l’incapacità del Governo di rilanciare davvero la siderurgia». Critiche anche ai commissari, ritenuti «non all’altezza», mentre cresce il ricorso alla CIG, «scaricando sui lavoratori scelte sbagliate».

La richiesta che i metalmeccanici porteranno al vertice del 28 ottobre a Palazzo Chigi è esplicita: «Dopo la gara andata a vuoto, l’unica strada è la nazionalizzazione — sostiene Apa — per guidare la transizione e il rilancio di un’azienda ormai al collasso. Il Paese non può fare a meno di un asset strategico».

Nel frattempo, sotto la Lanterna, la protesta prosegue: presìdi e turnazioni di sciopero confermano la compattezza del fronte sindacale genovese in attesa di risposte concrete su investimenti, governance e tempi della riconversione.


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