Oggi a Genova 

Conferenza stampa e assemblea al CAP dopo i primi rilasci della Global Sumud Flotilla: le testimonianze degli attivisti

Lunedì 6 ottobre alle 18:00, incontro pubblico in via Albertazzi con José Nivoi e Luca Viani. Racconti diretti e denunce sulle condizioni di detenzione dei partecipanti alla missione in sostegno alla Palestina

Lunedì 6 ottobre, alle ore 18.00, il CAP di via Albertazzi ospiterà una conferenza stampa e assemblea cittadina dedicata ai primi rilasci degli attivisti della Global Sumud Flotilla – Palestina Libera.


All’incontro interverranno José Nivoi e Luca Viani, rientrati di recente, per condividere con la cittadinanza testimonianze dirette sulla missione e sulle condizioni di detenzione dei partecipanti alla flottiglia, che ha suscitato ampia solidarietà in Italia e all’estero.

Secondo il team legale internazionale che assiste gli attivisti, le persone fermate avrebbero subito trattamenti duri e condizioni di detenzione difficili. I legali riferiscono di celle sovraffollate, con alcuni costretti a dormire sul pavimento e scorte di acqua e cibo insufficienti. In diversi casi sarebbero stati negati farmaci essenziali e segnalati maltrattamenti durante gli interrogatori. Alcuni detenuti hanno riportato ferite alle mani, altri sarebbero stati bendati o ammanettati per lunghi periodi, mentre una donna ha raccontato di essere stata obbligata a togliersi l’hijab e privata di un abbigliamento adeguato.

Gli avvocati di Adalah, che seguono oltre 300 partecipanti ancora trattenuti nel carcere di Ketziot, denunciano un “trattamento disumano e intimidatorio”, ricordando anche le dichiarazioni di alcuni esponenti del governo israeliano che avrebbero giustificato la durezza delle misure. Attualmente solo due legali sono stati autorizzati a incontrare i detenuti, con tempi di accesso limitati che rischiano di rallentare ulteriormente le verifiche.

Tra i testimoni italiani rientrati, il giornalista Saverio Tommasi ha raccontato di aver subito violenze fisiche e verbali durante l’abbordaggio: colpi alla schiena e alla testa, perquisizioni e privazioni psicologiche. “Ci hanno tolto tutto e mai restituito — ha dichiarato — telefono, computer, videocamere, microfoni. Solo le fedi sono tornate indietro dopo molte insistenze”.

Durante la conferenza al CAP, gli organizzatori intendono denunciare pubblicamente le violazioni segnalate, chiedere la liberazione immediata di tutti gli attivisti ancora detenuti e rilanciare la mobilitazione in solidarietà con la popolazione palestinese.
L’incontro sarà anche un momento di confronto aperto alla cittadinanza, per discutere delle prossime iniziative di sostegno e informazione.

Sotto: l’accoglienza a José Nivoi questa sera alla Stazione Principe

Foto di Cristian Spadarotto


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