Oggi a Genova 

Gli studenti del collettivo “Cambiare Rotta” occupano la sede UniGe di Balbi 5

Dopo lo sciopero generale e i cortei, un gruppo di studenti ha deciso di occupare la sede del rettorato. Stamattina l’occupazione si è estesa a tutto il palazzo: il portone era sbarrato e dipendenti e studenti non coinvolti nella protesta sono rimasti fuori. Il collettivo chiede la rottura degli accordi con Israele e l’industria bellica e il sostegno alla Global Sumud Flotilla

Ieri sera il collettivo studentesco Cambiare Rotta ha occupato il palazzo del rettorato dell’Università di Genova, in via Balbi 5. Questa mattina i dipendenti hanno trovato gli ingressi sbarrati da catene, con le attività bloccate.

L’azione segue lo sciopero generale indetto dall’USB e il corteo che, secondo gli organizzatori, avrebbe visto in città oltre 10mila partecipanti. In un lungo comunicato diffuso sui social, gli studenti hanno dichiarato di non accettare il silenzio dell’ateneo “sul genocidio e sulla Global Sumud Flotilla” e di chiedere la fine degli accordi accademici con Israele e con aziende del comparto bellico.

Il collettivo ha denunciato come “antidemocratica” la decisione del Senato Accademico di spostare la seduta di ieri in modalità online, scelta che – secondo gli studenti – sarebbe stata presa per evitare il confronto diretto con le loro richieste.

Dopo un’assemblea plenaria, il collettivo ha quindi deciso di occupare gli spazi del rettorato, annunciando che l’azione proseguirà “finché UniGe non dichiarerà il sostegno alla Flotilla e non interromperà i rapporti con Israele e con l’industria bellica”.

In un video pubblicato su Instagram, una portavoce ha ribadito che la mobilitazione continuerà: “Non un passo indietro. Vogliamo un’università che si esprima chiaramente e che scelga da che parte stare”.

Durante l’occupazione, gli studenti hanno diffuso un volantino in cui rivendicano le ragioni della protesta e dichiarano l’occupazione a tempo indeterminato. Nel testo si legge che l’università viene accusata di essere “complice della guerra e dell’industria bellica” e si annunciano quattro richieste precise: la rescissione totale degli accordi tra UniGe e l’industria militare; la rescissione del bando MAECI, considerato legato alle politiche di apartheid israeliane; il sostegno formale e incondizionato alla resistenza palestinese; il sostegno all’operazione umanitaria “Global Sumud Flotilla”.

Il documento, che si chiude con slogan contro gli accordi con Israele e l’industria bellica, conferma che le lezioni nel palazzo di Balbi 5 sono sospese fino a nuova comunicazione. Gli occupanti invitano inoltre altri studenti a unirsi all’iniziativa portando tende e partecipando attivamente alla mobilitazione.

I lavoratori del palazzo sono stati mandati a casa da Unige e lavoreranno in “smart working emergenziale”.


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