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Mobilitazione a Genova dopo l’attacco alla Flotilla: assemblee e presidi in città. Alle 18:00 davanti alla prefettura. Poi corteo fino a De Ferrari

Studenti e associazioni annunciano nuove iniziative: «Se bloccano la Flotilla, blocchiamo tutto». Intanto il ministro Crosetto invia la fregata Fasan per fornire assistenza ai connazionali

La notte segnata dagli attacchi contro la Global Sumud Flotilla, colpita da droni in acque internazionali a sud di Creta, ha lasciato un segno profondo anche a Genova, dove nelle ultime settimane si è sviluppata una mobilitazione studentesca e cittadina a sostegno della spedizione umanitaria diretta a Gaza.

Il capoluogo ligure oggi diventa il centro di una giornata di protesta che intreccia assemblee, presidi e prese di posizione politiche. Alle 16, nell’aula del rettorato di via Balbi 5 occupato dal collettivo Cambiare Rotta, si terrà un’assemblea studentesca dedicata al futuro della Flotilla e alle richieste rivolte al rettore Delfino: l’interruzione di ogni accordo con Israele e con l’industria bellica e il riconoscimento formale della missione umanitaria.

Alle 18, in Largo Lanfranco, davanti alla Prefettura, è in programma un presidio cittadino che raccoglie associazioni, partiti e movimenti solidali. Sarà presente anche la Cgil, che commenta: «La Cgil condanna gli ennesimi e gravissimi attacchi avvenuti stanotte nei confronti della Global Sumud Flotilla in viaggio per consegnare gli aiuti umanitari a Gaza, dove continuano a consumarsi inaccettabili crimini nei confronti della popolazione civile. Alla luce degli ultimi avvenimenti, chiediamo al Governo italiano di adoperarsi immediatamente affinché sia garantita l’incolumità di tutte le persone a bordo delle imbarcazioni e per far sì che la missione umanitaria venga portata a termine». Music for Peace fa sapere che «Dalla prefettura alle ore 19:00 ci sposteremo in piazza De Ferrari per dare vita a un’assemblea cittadina durante la quale parleremo di quello che succederà nei prossimi giorni».

Accanto agli studenti, si muove anche il fronte sindacale. L’Unione Sindacale di Base (USB) ha diffuso una nota durissima: «Difendiamo la Flotilla con la mobilitazione permanente e prepariamoci a bloccare tutto di nuovo. L’attacco di questa notte è un atto di illegalità internazionale. Le autorità italiane non stanno facendo nulla per proteggere i nostri connazionali». L’organizzazione sottolinea che lo sciopero generale del 22 settembre, che ha paralizzato il Paese, ha dimostrato un ampio sostegno alla causa e avverte: «Se la situazione dovesse precipitare, siamo pronti a proclamare un nuovo sciopero generale. L’Italia deve diventare una sola Piazza Gaza».

Gli studenti, che da giorni presidiano il palazzo dell’Università, sottolineano come lo sciopero generale del 22 settembre – che a Genova ha portato in piazza oltre 10mila persone – abbia rappresentato un passaggio decisivo, ma denunciano l’atteggiamento “elusivo” del rettore, accusato di evitare il confronto. «Abbiamo deciso di occupare il rettorato e sospendere le lezioni finché non ci sarà una presa di posizione chiara», spiegano in un comunicato.

Parallelamente, la vicenda è approdata anche nelle aule parlamentari. La deputata ligure Valentina Ghio (Pd) ha riferito di aver bloccato i lavori dell’Aula per chiedere spiegazioni immediate al governo e garanzie per i cittadini italiani a bordo della Flotilla, tra cui i parlamentari Marco Croatti (M5S) e Benedetta Scuderi (Avs). Critiche dure arrivano alle parole del ministro degli Esteri Antonio Tajani, accusato di limitarsi a “inviti alla moderazione” rivolti a Israele.

Il ministro della Difesa Guido Crosetto, invece, ha annunciato di aver disposto l’invio della fregata multiruolo Fasan, in navigazione nell’area di Creta, per fornire assistenza ai connazionali. La decisione arriva dopo che i droni hanno danneggiato più imbarcazioni, tra cui la Morgana, dove viaggiavano proprio i parlamentari italiani, colpita alla vela principale e alla randa.

Anche i partiti locali hanno preso posizione. Il Pd ligure parla di “ennesimo attacco inaccettabile” e chiede al governo Meloni di garantire la sicurezza dei volontari italiani. La Sinistra alternativa genovese definisce l’aggressione “un attacco terroristico” e invita le istituzioni locali a prendere le distanze da Israele, sostenendo esplicitamente le mobilitazioni studentesche.

La mobilitazione, dunque, si allarga: associazioni, sindacati e studenti rilanciano lo slogan nato nei giorni scorsi – “se bloccano la Flotilla, blocchiamo tutto” – mentre l’attenzione resta alta sul futuro della missione umanitaria e sulla sicurezza dei volontari che, da 44 paesi, hanno deciso di partire per rompere l’assedio a Gaza.




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