Enti Pubblici e Politica Sindacale 

Emergenza abitativa a Genova, i sindacati: «Subito un’Agenzia per la casa»

Sunia, Sicet e Uniat lanciano l’allarme: migliaia di domande ma solo un centinaio di alloggi disponibili. «Il diritto alla casa non può più essere negato alle fasce più deboli»

A Genova il tema della casa torna al centro del dibattito. Con il nuovo bando comunale per l’assegnazione degli alloggi popolari, aperto fino al 15 dicembre 2025, il Comune mette a disposizione solo un centinaio di appartamenti a fronte delle circa 4.000 domande che ogni anno vengono presentate. Una sproporzione che rischia di lasciare fuori dal diritto alla casa migliaia di famiglie.

Le organizzazioni sindacali degli inquilini Sunia, Sicet e Uniat hanno convocato una conferenza stampa per chiedere un intervento immediato e strutturale. «L’emergenza casa deve diventare una priorità di questa Giunta – hanno sottolineato Bruno Manganaro (Sunia Genova), Stefano Salvetti (Sicet Liguria) ed Emanuele Guastavino (Uniat Liguria) – Abbiamo una serie di proposte concrete da sottoporre alla nuova Amministrazione e siamo disponibili a un confronto sul merito delle questioni, che porti finalmente la nostra città fuori dalla condizione nella quale il diritto alla casa viene negato soprattutto alle fasce più deboli della popolazione».

Il quadro attuale

Secondo i sindacati, il patrimonio immobiliare pubblico di Genova conta circa 9.000 appartamenti gestiti da Arte, metà di competenza della Regione e metà del Comune. Una parte consistente di questi alloggi, però, non è disponibile perché necessita di lavori. «Si tratta di appartamenti che prima di essere destinati necessitano di ristrutturazioni, alcuni non di grande entità, e quindi prima di ogni altra considerazione chiediamo investimenti che li possano rendere abitabili», spiegano Sunia, Sicet e Uniat.

Le proposte

Sul tavolo dell’assessore comunale alla Casa, i sindacati porteranno una serie di richieste:

  • semplificazione delle procedure per l’assegnazione delle case popolari;
  • rilancio e potenziamento dell’Agenzia sociale per la casa, rendendola realmente operativa ed efficace;
  • nuovi investimenti sul bonus affitti e sul fondo per la morosità incolpevole;
  • una revisione dell’IMU sugli affitti a canone concordato: «La sindaca – ricordano le sigle – aveva chiesto un sacrificio per il 2025, ma aveva anche assicurato una rimodulazione per il 2026. È un impegno che chiediamo venga mantenuto».

Le responsabilità di Governo e Regione

Il giudizio sui livelli istituzionali superiori è netto: «Le politiche sulla casa dovrebbero da sempre rappresentare un fronte di intervento speciale per qualsiasi Governo, purtroppo non è così», affermano Manganaro, Salvetti e Guastavino. Secondo i tre dirigenti, «l’attuale Governo ha trascurato completamente nelle poste di bilancio i finanziamenti per implementare e recuperare alloggi Erp, così come rifinanziare il fondo sostegno affitti, ovvero politiche per dare una adeguata risposta abitativa alle fasce più deboli, che mai potranno affittare una casa sul mercato neppure quello concordato».

E la Regione Liguria non viene risparmiata: «Deve prevedere ogni anno nel suo bilancio risorse per Erp e sostegno affitti», concludono i sindacati.

La richiesta è chiara: senza investimenti strutturali e senza un’agenzia per la casa realmente funzionante, il rischio è che migliaia di famiglie genovesi continuino a restare intrappolate nell’emergenza abitativa, senza prospettive di soluzione.


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