Facce de Zena 

Il secolo del partigiano Giotto, Genova abbraccia il centenario Giordano Bruschi

Alla Casetta dei Filtri del Circolo Sertoli una festa tra musica, memoria e impegno civile. La sindaca Salis: «Una coscienza viva della città». Bruschi chiede che i doni diventino offerte per la Global Sumud Flotilla

Un secolo di vita, attraversato con coerenza, coraggio e passione civile. Oggi, sabato 20 settembre, Giordano Bruschi, per tutti il partigiano Giotto, compie 100 anni e Genova lo celebra con una grande festa alla Casetta dei Filtri del Circolo Sertoli, nel cuore della Valbisagno.

L’evento, organizzato dal Circolo Sertoli con il sostegno del Municipio IV Media Valbisagno, si svolge a partire dalle ore 16 con musica, testimonianze e momenti di comunità. Ad animare il pomeriggio le note di Giulia Corona e Viviana Ciccarelli, insieme alla voce di amici e compagni di una lunga militanza fatta di Resistenza, lotte sindacali e impegno politico.

Gli omaggi istituzionali

Nel giorno del suo compleanno, la sindaca Silvia Salis ha sottolineato che Bruschi «è una delle coscienze vive della nostra città. Partigiano, sindacalista, uomo delle istituzioni, instancabile difensore dei valori della Resistenza. Con il suo esempio ci ricorda ogni giorno che la democrazia non è un bene scontato, ma una conquista da preservare e coltivare».

Anche il presidente del Consiglio comunale Claudio Villa ha reso omaggio al “partigiano Giotto”: «Celebrare i suoi 100 anni non è soltanto un atto di memoria, ma un impegno verso la verità storica e i valori democratici. Giotto ha combattuto per un’idea alta di giustizia sociale e dignità del lavoro, e ha saputo trasmettere questa eredità alle nuove generazioni».

Il presidente del Municipio IV, Lorenzo Passadore, ha spiegato che l’iniziativa vuole essere un omaggio corale: «Sarà un momento di riconoscimento per una figura che rappresenta la memoria viva della città». Alle celebrazioni è attesa anche la sindaca Silvia Salis.

Non mancherà il contributo di Legambiente, che al mattino ha organizzato una pulizia dell’acquedotto storico: i volontari, al termine, raggiungeranno Bruschi per festeggiare insieme. Lo stesso Giotto ha espresso il desiderio che eventuali doni vengano trasformati in offerte a favore della Global Sumud Flotilla, iniziativa internazionale di solidarietà con i popoli in difficoltà.

La vita di Giordano Bruschi

Nato a Pistoia nel 1925 ma cresciuto a Genova tra Campasso e Certosa, Bruschi avverte sin da giovane le difficoltà del mondo operaio e sviluppa un precoce spirito critico verso il fascismo. Dopo l’8 settembre 1943 aderisce al Fronte della Gioventù per l’Indipendenza Nazionale e della Libertà, scegliendo il nome di battaglia Giotto in omaggio ai suoi rapporti con Gillo Pontecorvo. È staffetta partigiana, trasporta ordini e messaggi, rischiando più volte la vita e trovando rifugio in Piemonte per sfuggire alla repressione nazifascista.

Nel dopoguerra intraprende la carriera sindacale nella Confederazione Generale Italiana del Lavoro (CGIL), diventando protagonista delle lotte dei portuali e dei marittimi, tra cui lo storico sciopero dei 40 giorni del 1959. Politicamente milita nel Partito Comunista Italiano e successivamente in Rifondazione Comunista, fino a ricoprire ruoli istituzionali come consigliere comunale. Parallelamente dedica tempo alla scrittura e alla memoria della Resistenza.

Per il suo impegno ha ricevuto diversi riconoscimenti, tra cui il Grifo d’Oro del Comune di Genova. Ancora oggi, con conferenze e incontri nelle scuole, continua a testimoniare i valori di libertà e democrazia.

Come ha scritto oggi Luca Borzani su la Repubblica, Giordano Bruschi «è molto più di un testimone: arrivato al traguardo dei cento anni, continua a raccontare ai giovani e a lanciare idee». La sua storia personale si intreccia con quella collettiva della città operaia e industriale, dalla Resistenza al sindacato, dalle battaglie sociali agli impegni politici e culturali. Per Borzani, il “partigiano Giotto” resta una coscienza critica capace di dare voce a una memoria che non è mai solo passato, ma stimolo per il presente e per il futuro.

Il docu-film

Ugo Roffi e Ludovica Schiaroli hanno realizzato un docu-film sulle lotte operaie genovesi – e non solo – raccontate proprio da Giordano Bruschi, partigiano, lavoratore, protagonista e testimone del secolo scorso.

Il simbolo di una città

Quella di oggi non è solo una festa di compleanno, ma un’occasione per tutta Genova di rinnovare la gratitudine a uno degli ultimi testimoni diretti della Resistenza. A cent’anni, Giordano Bruschi resta simbolo di coerenza, giustizia sociale e lotta per la libertà: valori che continuano a parlare al presente e che la città non intende dimenticare.

In copertina: foto di Ludovica Schiaroli. Giordano Bruschi alla festa di compleanno per i suoi 99 anni, lo scorso anno.


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