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Genova, la piazza della solidarietà: in 5mila per il popolo palestinese con Music for Peace

Una folla variegata e intergenerazionale ha riempito De Ferrari tra canti, bandiere e testimonianze. Dal palco l’invito: «Restiamo uniti, niente vandalismi: l’attenzione deve restare su Gaza»

Piazza De Ferrari si è trasformata in un mare di bandiere palestinesi, illuminate dalle luci della sera e dal riflesso dell’acqua della fontana. Almeno cinquemila persone hanno partecipato stasera al presidio organizzato da Music for Peace a sostegno della popolazione di Gaza. Un appuntamento che, dalle prime ore del tramonto ha riunito cittadini comuni, attivisti, famiglie, giovani e anziani, tutti accomunati dalla richiesta di pace.

Il presidente di Music for Peace, Stefano Rebora, ha invitato alla coesione: «Non cerchiamo protagonismi, mettiamoli da parte. La forza siamo noi, tutti insieme». Rebora ha ricordato la sua recente esperienza con la flottiglia per aprire un corridoio umanitario, sottolineando l’importanza di mantenere il presidio pacifico: «Non cadiamo nelle trappole. Rispettiamo le nostre città, non diamo spazio a vandalismi che distoglierebbero l’attenzione da Gaza».

Accanto alla folla si sono visti anche diversi rappresentanti istituzionali. La sindaca di Genova Silvia Salis ha raggiunto il presidio per un saluto e un abbraccio a Rebora. Con lei hanno portato solidarietà Beppe Sala a Matteo Lepore, da Gaetano Manfredi a Stefano Lo Russo, fino a Massimo Zedda e Federico Basile, i primi cittadini di Milano, Bologna, Napoli, Firenze, Perugia, Bari, Torino, Cagliari e Messina, riuniti in città per l’assemblea dei sindaci metropolitani.

L’atmosfera è stata intensa: bandiere al vento, cori, cartelli, ma anche momenti di silenzio. Alcuni hanno acceso candele a terra, componendo con le fiammelle la parola “FREE” accanto a una grande bandiera palestinese, creando un colpo d’occhio suggestivo che ha commosso i presenti.

Dopo gli interventi dal palco, una parte dei manifestanti ha deciso di spostarsi in corteo verso la Prefettura. Le strade del centro si sono riempite di voci e striscioni, in un lungo serpentone umano che ha sfilato pacificamente.

La manifestazione genovese è stata la prima di una serie di iniziative in programma nei prossimi giorni. Venerdì la Cgil ha annunciato uno sciopero generale di 8 ore con almeno tre presidi mentre lunedì 22 settembre sarà la volta dell’Usb.

Il messaggio che la piazza ha voluto lanciare è chiaro: solidarietà al popolo palestinese e richiesta di cessare le violenze. Una piazza che, per una sera, ha unito storie e generazioni diverse sotto un’unica bandiera, invocando giustizia e pace.

Foto di Ludovica Schiaroli e Marina Cassani


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