Addio a Robert Redford, leggenda del cinema

L’attore, regista e attivista statunitense è morto nel sonno a 89 anni nella sua casa di Provo, nello Utah. Due Oscar, un Leone d’Oro alla carriera e una vita dedicata al cinema e alla difesa dell’ambiente

È scomparso all’età di 89 anni Robert Redford, icona del cinema mondiale e volto indimenticabile di pellicole come Butch Cassidy, La stangata, Come eravamo e Tutti gli uomini del presidente. L’attore, regista e produttore è morto nella notte del 16 settembre 2025, nel sonno, nella sua casa di Provo, nello Utah.

Una carriera tra successi e riconoscimenti
Nato a Santa Monica nel 1936, Redford si affermò come interprete di straordinaria versatilità, conquistando il pubblico negli anni Sessanta e Settanta accanto a nomi come Paul Newman e Barbra Streisand. Il suo stile elegante e al tempo stesso ribelle ne fece uno dei volti simbolo della Hollywood del secondo dopoguerra.
La consacrazione arrivò con film diventati veri classici: A piedi nudi nel parco (1967), Butch Cassidy (1969), Il grande Gatsby (1974), I tre giorni del Condor (1975). Nel 1981 esordì alla regia con Gente comune, vincendo l’Oscar come miglior regista. Nel 2002 ricevette la statuetta alla carriera e nel 2017 il Leone d’Oro alla carriera alla Mostra del Cinema di Venezia.
Il Sundance e il sostegno al cinema indipendente
Con il regista Sydney Pollack, nel 1981 fondò il Sundance Institute e, poco dopo, il Sundance Film Festival, oggi uno dei più prestigiosi appuntamenti internazionali dedicati al cinema indipendente. Da lì sono passati registi come Quentin Tarantino, Christopher Nolan e Darren Aronofsky, che hanno trovato nel festival una vetrina decisiva per lanciare le loro carriere.
L’impegno civile e ambientale
Oltre al cinema, Redford ha sempre coltivato un forte impegno ambientalista e politico. Attivo contro il riscaldamento globale e sostenitore di numerose campagne ecologiste, collaborò con organizzazioni come il Natural Resources Defense Council e Sea Shepherd, producendo documentari e partecipando a campagne di sensibilizzazione.
Negli anni Settanta si oppose con successo alla costruzione di una centrale elettrica nello Utah e fino agli ultimi anni non smise di denunciare i rischi ambientali legati alle politiche industriali.
Una vita intensa, tra successi e lutti familiari
Redford ebbe una vita personale segnata da grandi passioni ma anche da dolori profondi. Nel 1958 sposò Lola Van Wagenen, con cui ebbe quattro figli, uno dei quali morì in tenera età e un altro, James, scomparve nel 2020. Dal 2009 era sposato con l’artista tedesca Sibylle Szaggars.
L’eredità di un gigante
Con la sua morte, il cinema mondiale perde non solo un attore di culto e un regista premiato, ma anche un intellettuale che ha saputo trasformare il successo in impegno civile. Dalla ribellione giovanile alla consacrazione artistica, Redford ha incarnato l’idea stessa di attore-autore, capace di attraversare generi e decenni senza mai perdere autenticità.
Il suo volto e la sua voce resteranno legati a un modo di fare cinema che metteva insieme spettacolo, riflessione e impegno. E il Sundance continuerà a rappresentare il suo più grande lascito: un luogo di libertà per i nuovi talenti del cinema mondiale.
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