Cronaca 

La guardia costiera ferma in porto il traghetto tunisino “Carthage” per carenze sulla sicurezza

Undicesimo fermo del 2025: riscontrate gravi carenze su antincendio, prevenzione allagamenti e controlli in sala macchine. Il via libera solo dopo riparazioni, nuova ispezione e audit della compagnia

La Guardia Costiera ha disposto il fermo amministrativo della motonave Carthage, battente bandiera tunisina, nell’ambito delle attività di Port State Control. È l’undicesimo provvedimento di detenzione dall’inizio dell’anno. L’unità, in servizio da anni sulla linea Genova–Tunisi, al momento dell’ispezione trasportava circa 150 passeggeri e un numero analogo di mezzi rotabili.

Costruita nel 1998 e con una stazza lorda di 31.000 tonnellate, la nave è stata sottoposta a una visita estesa prevista dal D.Lgs. 37/2020, normativa che disciplina le ispezioni periodiche sulle ro-ro passeggeri per verificarne la conformità agli standard europei di sicurezza.

Il controllo, eseguito da un team specializzato della Guardia Costiera, ha interessato tutte le aree di bordo: plancia di comando, sala macchine, alloggi equipaggio e ponti esterni. Durante l’attività è stata svolta anche un’esercitazione antincendio per valutare il livello di preparazione del personale.

Al termine delle verifiche sono emerse numerose deficienze, alcune classificate come gravi, che hanno portato al fermo immediato della nave. Le criticità hanno riguardato la manutenzione e il corretto funzionamento dei dispositivi per evitare possibilità di allagamento, i sistemi di sicurezza antincendio e i sistemi di monitoraggio e controllo degli apparati in sala macchine.

La Carthage potrà riprendere la navigazione solo dopo aver sanato tutte le anomalie, superato una nuova ispezione di rilascio da parte del team PSC e completato un audit addizionale sul sistema di gestione della Compagnia, richiesto dall’Amministrazione di bandiera.

Sull’episodio è intervenuto l’Ammiraglio Antonio Ranieri, Comandante del porto di Genova e Direttore Marittimo della Liguria: «Le attività ispettive, come quella svolta in questi giorni, vengono condotte da personale altamente qualificato, formato attraverso un percorso nazionale e internazionale di grande impegno. Questa specializzazione garantisce professionalità e rigore nell’applicazione delle norme per assicurare trasporti marittimi sicuri, la tutela dell’ambiente e condizioni di vita dignitose a bordo».


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