Cronaca 

Uomo morto dopo un colpo di taser, Axon: «Nessuna evidenza scientifica di correlazione». Per accertarlo, la Procura ha aperto un’inchiesta

L’azienda produttrice: «Nessuna correlazione scientifica con i decessi. Necessario attendere l’esito delle indagini e degli esami autoptici prima di formulare qualsiasi valutazione sulle cause dei singoli casi»

La Procura di Genova ha aperto un fascicolo per omicidio colposo dopo la morte di un uomo di 47 anni avvenuta a Manesseno, frazione di Sant’Olcese, colpito da un taser durante un intervento dei carabinieri. Secondo i primi accertamenti, l’uomo – già in cura per problemi psichiatrici – avrebbe subito un arresto cardiaco poco dopo la scarica elettrica. La pm Paola Calleri ha disposto l’autopsia per chiarire le cause del decesso, valutando se il colpo possa essere stato determinante, concausa o del tutto estraneo alla morte. Sono stati indagati i due carabinieri che hanno colpito l’uomo con alcune scariche elettriche.

Mentre proseguono le indagini, la vicenda alimenta un acceso dibattito sull’utilizzo dei Ttser da parte delle forze dell’ordine. Proprio nelle ultime ore è arrivata la replica ufficiale di Axon, l’azienda produttrice del dispositivo.

In una nota, la società ha sottolineato che “non esistono evidenze scientifiche che dimostrino una correlazione diretta di causa-effetto tra l’utilizzo del TASER® e il decesso dei soggetti colpiti”. Axon ricorda che il dispositivo è stato progettato come strumento non letale, alternativa alle armi da fuoco, e che funziona attraverso impulsi elettrici a basso amperaggio che inducono una temporanea incapacità neuromuscolare, con effetti che cessano immediatamente al termine del ciclo.

Secondo la ricerca condotta dalla Wake Forest University School of Medicine, citata dall’azienda, nel 99,7% dei casi non si registrano danni permanenti, se non lievi lesioni dovute a cadute. “Axon conferma la propria massima collaborazione con le autorità competenti – si legge nella nota – e sottolinea l’importanza di attendere l’esito delle indagini e degli esami autoptici prima di formulare qualsiasi valutazione sulle cause dei singoli decessi”.

Il caso di Manesseno arriva a pochi giorni da un altro episodio analogo in Sardegna, dove un uomo di 36 anni è morto a Olbia dopo essere stato immobilizzato con un Taser dalla polizia. Due decessi ravvicinati che rilanciano interrogativi sull’uso di questa tecnologia, tra chi la considera uno strumento indispensabile per la sicurezza degli agenti e chi teme possibili rischi per la salute delle persone colpite.


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