Ambiente 

Isde: «Genova tra le città italiane più esposte al biossido di azoto»

Il rapporto della Società Internazionale dei Medici per l’Ambiente: 65 giorni di superamenti dei limiti dall’inizio dell’anno, oltre tre volte il massimo consentito dalla UE

La qualità dell’aria a Genova torna sotto i riflettori e i dati non sono confortanti. Secondo il rapporto di monitoraggio mensile diffuso da ISDE Italia – International Society of Doctors for Environment (Società Internazionale dei Medici per l’Ambiente) – la città si colloca tra le prime quattro in Italia per numero di giorni con superamenti del limite di biossido di azoto (NO₂), insieme a Napoli, Palermo e Messina.

Da gennaio a fine luglio 2025, le centraline Arpal hanno registrato 65 giorni oltre la soglia giornaliera di 50 microgrammi per metro cubo, fissata dalla direttiva europea 2881/2024. Il limite di legge prevede un massimo di 18 giorni di superamento all’anno: Genova lo ha già sforato di oltre tre volte. Ancora più preoccupante è il divario con la soglia raccomandata dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, che per la protezione della salute umana indica un valore massimo giornaliero di 25 µg/m³, la metà di quello stabilito a livello comunitario.

Il fenomeno non è nuovo, ma nelle ultime settimane si è aggravato per la concomitanza di più fattori: l’ondata di calore e la situazione di alta pressione hanno determinato una stagnazione dell’aria, favorendo l’accumulo di inquinanti; a ciò si è aggiunto, domenica 10 agosto, un maxi ingorgo durato 4-5 ore nelle zone di Sampierdarena, San Teodoro e nell’area degli imbarchi dei traghetti, che ha fatto impennare ulteriormente i valori rilevati.

A fronte di questi dati, il presidente di ISDE Genova, Bruno Piotti, ha scritto agli assessori comunali all’Ambiente, Silvia Pericu, alla Mobilità, Emilio Robotti, e al Welfare, Cristina Lodi, sottolineando la necessità di misure urgenti per ridurre l’esposizione dei cittadini. La lettera propone di analizzare il rapporto congiuntamente ai tecnici di Arpal e Asl 3 e di utilizzare le rilevazioni periodiche di ISDE come supporto per decisioni informate su mobilità veicolare, accesso alle banchine portuali e programmazione degli orari dei traghetti.

Il documento di ISDE, basato sui dati raccolti in 26 città e 17 regioni italiane, evidenzia come le realtà portuali siano tra le più esposte al biossido di azoto, prodotto principalmente dal traffico navale e veicolare.

La situazione descritta da ISDE mette in luce un doppio problema: da un lato l’urgenza di interventi strutturali per ridurre le emissioni nelle aree urbane più critiche, dall’altro la necessità di un coordinamento tra istituzioni locali, autorità portuali e operatori privati per gestire in maniera sostenibile i flussi di traffico. Genova, nodo strategico per la logistica e il trasporto passeggeri, paga un prezzo ambientale elevato per il suo ruolo, ma la sfida è proprio quella di conciliare sviluppo economico e tutela della salute pubblica. Le riunioni di emergenza convocate dalla Prefettura su richiesta della Sindaca Salis e del presidente dell’Autorità Portuale sono un segnale di attenzione, ma senza un piano stabile e di lungo periodo il rischio è di trovarsi ogni estate davanti agli stessi numeri e agli stessi allarmi.


Se non volete perdere le notizie seguite il nostro sito GenovaQuotidiana il nostro canale Bluesky, la nostra pagina X e la nostra pagina Facebook (ma tenete conto che Facebook sta cancellando in modo arbitrario molti dei nostri post quindi lì non trovate tutto). E iscrivetevi al canale Whatsapp dove vengono postate solo le notizie principali

Related posts