Ambiente 

«Stop alla cabina elettrica al Righi», cittadini e comitati denunciano «lo scempio nel Parco Urbano delle Mura»

Residenti, comitati e associazioni chiedono l’immediata sospensione dei lavori per la costruzione di una cabina Enel a servizio privato. Segnalano quelle che a loro parere sarebbero «violazioni paesaggistiche e ambientali». Lunedì 25 agosto alle 10:00, incontro pubblico in loco. Sono stati invitati Sindaca, assessori, consiglieri comunali e presidenti di Municipio. Nel mirino anche la privatizzazione della terrazza della funicolare

Una mobilitazione senza precedenti al Righi per fermare la realizzazione di una cabina elettrica in cemento di circa 82 metri cubi, destinata a uso esclusivo di un soggetto privato, e collocata su una piastra di cemento armato di 30 metri quadri in piena area boscata del Parco Urbano delle Mura, a ridosso delle mura storiche. La struttura, autorizzata dal Comune di Genova, è situata nei pressi dell’uscita della funicolare Zecca-Righi, in quella che è riconosciuta come la “porta del Parco”, zona vincolata e tutelata per il suo pregio paesaggistico e storico.

Nella lettera inviata alla sindaca Silvia Salis, agli assessori competenti e alla Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio, i residenti e il Comitato di Quartiere di Oregina denunciano la violazione delle norme urbanistiche e paesaggistiche vigenti, che vietano interventi compromettenti il contesto visivo e storico e impongono l’uso di materiali e tecniche costruttive tradizionali a basso impatto.

Secondo gli abitanti, l’opera rappresenta un “forte impatto degradante” dal punto di vista visivo, acustico e naturalistico, compromettendo l’identità del paesaggio e la fruibilità dell’area. La cabina, con tettoia e pannelli sandwich, non solo stonerebbe con l’ambiente circostante, ma a loro dire sarebbe anche fonte di campi elettromagnetici potenzialmente nocivi. Starà alle autorità interpellate verificare la segnalazione.

La polemica si allarga anche all’uso privato dell’infrastruttura: la cabina servirebbe infatti un’attività economica, situata a distanza, mentre la legge prevede autorizzazioni solo per manufatti pertinenti alla proprietà dell’utente. Inoltre, è stata già installata una passerella in acciaio che collega l’edificio dell’attività alla stazione della funicolare, alterando, secondo i cittadini, le mura perimetrali e permettendo di fatto l’uso privato di terrazze pubbliche.

Gli abitanti chiedono la sospensione immediata dei lavori, l’apertura di un confronto con l’amministrazione comunale e un’analisi approfondita sull’interesse pubblico della realizzazione. Contestualmente, denunciano l’aumento di traffico, parcheggi selvaggi e disagi alla viabilità causati dall’attività del ristorante, oltre alla mancanza di interventi della polizia locale nonostante le segnalazioni.

I cittadini sostengono che l’opera avrà un impatto degradante dal punto di vista visivo, acustico e naturalistico, compromettendo l’identità del paesaggio e la fruibilità dell’area.

Le contestazioni riguardano anche la costruzione di una passerella in acciaio che collega direttamente le terrazze della funicolare Zecca-Righi a quelle del ristorante Montallegro, rendendo inaccessibile ai cittadini parte dello spazio pubblico, chiuso da un cancello e accessibile solo dal ristorante. “A quale titolo viene creato un passaggio diretto tra un edificio pubblico e un’attività commerciale? Amt ha venduto la sua terrazza apicale a un privato? Con quale compensazione?” si chiedono i comitati.

Gli interrogativi posti sono pesanti: come è possibile che un’area sottoposta a speciale tutela urbanistica e a rischio idrogeologico venga concessa per un’opera privata, con pericolo di riattivazione di una frana? Sono stati valutati gli impatti sugli alberi e sulle mura seicentesche? Sono state considerate le già critiche condizioni viarie e di sosta aggravate dall’attività commerciale?

Per questi motivi, i promotori chiedono la sospensione immediata dei lavori, trasparenza sugli iter autorizzativi, valutazioni d’impatto complete e un incontro pubblico in loco, fissato per lunedì 25 agosto alle 10:00, con Sindaca, assessori, consiglieri comunali e presidenti di Municipio.

La mobilitazione vede un’ampia adesione: oltre ai Residenti e Cittadini di Righi e al Comitato di Quartiere di Oregina, sostengono l’iniziativa il Gruppo Cittadini Righi, Comitato di quartiere Oregina, Comitato a difesa dei Forti, Associazione Italia Nostra Onlus, Comitato Liberi Cittadini, Comitato di Via Vecchia e Strade Limitrofe, Comitato Acquasola, Comitato Giardini Malinverni, Rete Spazio Libero Malinverni, Comitato Donne di Cornigliano, Gruppo Arete, Comitato Estremo Ponente, Circolo Nuova Ecologia, Associazione Liguria a Sinistra, Comitato Liberi Cittadini di Certosa, Rete Insieme per la Salute di Tutti, Comitato Sconquasse, Comitato Contro la Cementificazione di Terralba, Comitato Sì Tram, Coordinamento Ligure per la Gestione dei Rifiuti.

Gli abitanti ribadiscono che il Parco Urbano delle Mura è un bene comune e chiedono che venga rispettata la sua funzione di area protetta, storica e paesaggistica, “senza cedere a interessi privati che nulla hanno a che vedere con l’utilità pubblica”.


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