Prolungamento della metro, tram o altro in Val Bisagno? Le perplessità di MetroGenova e Comitato Sì Tram: «Servono confronto e razionalità»

Il dibattito sulla mobilità torna al centro dell’attenzione con l’ipotesi, rilanciata nei giorni scorsi, di una metropolitana sotterranea verso Staglieno. Ma le associazioni chiedono un vero confronto pubblico sulle alternative: «Così si rischia di sprecare risorse senza risolvere i problemi»

È bastata una voce – il possibile prolungamento sotterraneo della metropolitana da Terralba a Staglieno – a riaccendere il dibattito sulla mobilità nella Val Bisagno. Un’ipotesi rilanciata da alcune testate giornalistiche in vista dell’incontro della sindaca Silvia Salis con il ministro Matteo Salvini, che avrebbe come scopo il tentativo di “salvare” i 398 milioni di euro destinati al controverso progetto dello Skymetro. Sindaca e ministro si incontreranno domani, 6 agosto a Roma per fare il punto sul futuro della mobilità in Val Bisagno. L’incontro, anticipato dall’assessore ai Lavori Pubblici Massimo Ferrante in Consiglio comunale la scorsa settimana, sarà decisivo per valutare l’utilizzo dei 398 milioni di euro già stanziati per lo Skymetro che secondo l’amministrazione comunale è impossibile appaltare entro fine 2025 secondo il progetto dell’ex giunta Bucci-Piciocchi, l’obiettivo è riproporre il finanziamento all’interno del bando previsto per il 2026, ma con un altro progetto.

A reagire immediatamente sono due realtà da tempo attive nel promuovere alternative sostenibili e condivise per la mobilità cittadina: l’associazione MetroGenova e il Comitato Sì Tram.
MetroGenova: “Una proposta improvvisata, le vere difficoltà sono i tempi”
Con un post ironico e tagliente, MetroGenova esprime scetticismo sull’ipotesi del prolungamento della metro, definendola un’“emozione da poco”, più estemporanea che concreta.
L’associazione riconosce che l’attuale giunta ha compiuto alcuni passi corretti, come l’abbandono del progetto Skymetro in sopraelevata e l’impegno a potenziare l’asse di forza, ma mette in dubbio l’efficacia di sostituirlo con un’opera sotterranea in Val Bisagno. In particolare, punta il dito sul vero problema della mobilità genovese: le tempistiche. “Se lasciamo Genova con i suoi vincoli micidiali e sbirciamo nell’OltrePenetema, troviamo Bologna che, con qualche fastidio per i suoi orchestrali, sta realizzando a tempo di record la sua rete tranviaria”, scrive l’associazione.
La critica riguarda non solo la fattibilità tecnica ma anche la visione: “Ci vuole un pensiero più semplice: dare priorità ai mezzi pubblici in superficie, realizzare corsie preferenziali vere, aumentare la superficie pedonale e ridurre l’uso dell’auto”. MetroGenova, in sintesi, chiede un piano più snello e più veloce, che non comporti nuove decennali attese.
Comitato Sì Tram: “Costi, tempi e mancanza di visione: la metro non è la risposta giusta”
Più tecnico l’intervento del Comitato Sì Tram, che avanza forti dubbi su costi, tempi e benefici del progetto sotterraneo. “I costi superano i 120 milioni di euro a chilometro. Con le risorse disponibili si arriverebbe forse a Piazzale Parenzo, lasciando fuori mezza valle. E i tempi di realizzazione sarebbero di almeno dieci anni”, scrivono, sottolineando anche le incognite geologiche di un tracciato sotterraneo sotto San Fruttuoso.
Il comitato teme inoltre che si tratti di un escamotage politico per non perdere il finanziamento, piuttosto che una scelta strutturata. “Così oggi si potrà dire ‘non si rinuncia al finanziamento’, e forse qualche società di costruzioni sarà contenta. Ma per i cittadini, cosa cambia?”, si legge nel comunicato.
Secondo il Comitato, la vera alternativa è già chiara: una rete di tram moderna, accessibile, sostenibile, con tempi certi e in grado di servire davvero tutta la Val Bisagno, da Brignole a Prato. Una soluzione che avrebbe anche un impatto positivo sulla vivibilità urbana, sulla socialità e sul paesaggio, in linea con gli standard delle città europee.
Una richiesta comune: confronto con la cittadinanza
Entrambe le realtà chiedono che non si impongano scelte calate dall’alto e senza confronto. “Vorremmo che non si negasse la possibilità di esplorare anche la soluzione del tram”, scrive il Comitato Sì Tram, chiedendo che qualsiasi decisione venga condivisa pubblicamente, con la partecipazione della cittadinanza e degli esperti.
“Pensare che vivresti benissimo anche senza…”, conclude MetroGenova, evocando una mobilità più semplice, razionale e realmente utile ai cittadini.
Nel frattempo, l’incontro romano della sindaca Salis sarà decisivo per il destino di questi fondi e per comprendere quale sarà la direzione concreta che la città intende prendere per il futuro della mobilità pubblica nella Val Bisagno.
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