Ambiente Animali 

Travolta all’uscita dell’autostrada di Pra’, muore nonostante le cure. L’associazione Una cerca il proprietario

La povera micina, di circa tre mesi e mezzo, è stata travolta ed aveva subito un forte trauma al muso. il grido di dolore del Canile di Monte Contessa dopo l’ennesima tragedia evitabile

Il suo corpicino martoriato raccontava una storia troppo frequente, troppo ignorata. Una storia che, stavolta, non ha avuto lieto fine. La gattina soccorsa e portata d’urgenza in clinica dal Canile di Monte Contessa – gestito dall’associazione Una – non ce l’ha fatta. Il trauma facciale riportato era troppo grave. Era senza microchip. Non aveva un nome. E nessuno l’ha cercata.

«Ogni settimana ci arrivano gatti investiti, o caduti da finestre e balconi», scrive l’associazione in un post toccante su Facebook, accompagnato da una foto volutamente tagliata, “per non urtare i più sensibili” e che comunque noi non pubblicheremo, usando una foto di repertorio. Eppure il dolore che trasmette è già sufficiente a squarciare l’anima.

Molti dei gatti che arrivano in clinica sono domestici. Vivi, forse amati, ma lasciati liberi di aggirarsi in mezzo al traffico o di vivere in case non messe in sicurezza. Alcuni vengono reclamati. Altri spariscono nel nulla, dimenticati. Come questa piccola gatta, anonima e invisibile fino all’ultimo respiro.

È a questo punto che l’associazione si rivolge con fermezza e dolore a chi, ancora oggi, critica i criteri con cui i volontari valutano le adozioni. «Chiediamo che le case siano in sicurezza, che gli animali non possano vagare liberamente tra le auto. Non è un capriccio, è una necessità. Guardate questa gattina, e capirete».

Il messaggio è chiaro: accogliere un animale è una scelta che implica responsabilità, consapevolezza e tutela. Non bastano le coccole o il buon cuore. Serve prevenzione, attenzione quotidiana e rispetto per una vita fragile, preziosa, che dipende totalmente dalle nostre decisioni.

«Le adozioni devono essere consapevoli – conclude il post – e gli animali che si decide di accogliere nella propria casa devono essere tutelati». Perché ogni gatto che finisce sotto una macchina, ogni cane che scompare senza microchip, ogni piccolo abbandono quotidiano, è una ferita alla nostra umanità.

E forse, se imparassimo davvero a guardare, quella gattina senza nome avrebbe qualcosa da insegnarci.


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