Viadotto di Genova Pra’: inaugurata la nuova infrastruttura strategica per il porto e il traffico merci

Collega direttamente il casello autostradale all’area terminal: migliora l’accesso, riduce il traffico urbano e apre alla logistica del futuro

Da oggi è operativo il nuovo viadotto di collegamento tra il casello autostradale di Genova Pra’ (A10) e il bacino portuale: un’infrastruttura moderna e strategica che segna un passaggio chiave nella trasformazione logistica e urbana del Ponente genovese. L’opera, lunga 450 metri e articolata in 11 campate, è stata progettata per migliorare l’accesso al terminal container e alleggerire il traffico pesante sulle strade cittadine, innestando i flussi di mezzi direttamente nel sistema autostradale.

Un’opera da 32 milioni
Realizzato con struttura mista acciaio–calcestruzzo e un design snello per minimizzare l’impatto visivo, il viadotto dispone di tre corsie: due in ingresso porto e una in uscita, aumentando la capacità rispetto al vecchio tracciato. Il costo dell’intervento è pari a 32,4 milioni di euro, e i lavori, avviati nel 2021, sono stati condotti garantendo la continuità operativa del porto e riducendo al minimo i disagi per i residenti, anche grazie all’impiego di tecniche di varo notturno.
L’opera è dotata di barriere fonoassorbenti di ultima generazione e innovativi giunti a lamelle che riducono il rumore del traffico pesante, migliorando la vivibilità del quartiere. Particolare attenzione sarà data ora alla demolizione del vecchio viadotto — prevista tra agosto 2025 e il primo semestre 2026 — con interventi calibrati sullo scavalco ferroviario e via Pra’.
L’inaugurazione ha visto la presenza del viceministro alle Infrastrutture Edoardo Rixi, del presidente dell’Autorità Portuale Matteo Paroli, del presidente della Regione Liguria Marco Bucci e dell’assessore comunale Massimo Ferrante. Una bandiera italiana ha sorvolato simbolicamente l’opera, a sottolinearne il valore strategico per la rete nazionale della logistica.
«È un simbolo della volontà del Governo di investire sul futuro della logistica italiana», ha dichiarato Rixi. «L’opera si inserisce in un piano di rilancio più ampio, che guarda anche al Terzo Valico, alla digitalizzazione dei porti e al rafforzamento dell’intermodalità».




Un tassello nel piano da 3 miliardi del porto ligure
Il viadotto rappresenta il secondo intervento completato nel 2025 all’interno del Programma straordinario dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Occidentale, che prevede 34 opere per oltre 3 miliardi di euro. Tra le prossime in consegna: la sopraelevata portuale di Sampierdarena, la Torre Piloti e il nuovo bacino di carenaggio a Sestri Ponente.
«Non è solo un’opera funzionale, ma un segnale concreto di cambiamento», ha sottolineato Paroli. «Migliora l’accessibilità, separa il traffico urbano da quello pesante e contribuisce a restituire qualità al tessuto urbano circostante. È il risultato di una pianificazione strategica e condivisa».
Anche il presidente della Regione Marco Bucci ha evidenziato la valenza dell’intervento: «È parte di un programma che sta facendo crescere la Liguria, migliorando le connessioni e la qualità della vita. La sfida è costruire infrastrutture che servano ai cittadini e rafforzino la nostra centralità logistica in Europa».
Il nuovo viadotto consente un accesso diretto ai mercati del Nord-Ovest attraverso la A26 e la A7, rafforzando il ruolo di Genova nel corridoio europeo Reno-Alpi e Mare del Nord-Mediterraneo. Ma è anche un intervento a favore del territorio: «Sarà un sollievo per la viabilità urbana e per i residenti del Ponente -, ha aggiunto l’assessore Ferrante -. È un passo avanti nel costruire una città più vivibile e meglio connessa».
“Quello che inauguriamo oggi è una parte di quel programma straordinario che abbiamo avviato, dopo la tragedia del Ponte Morandi, per dare a Genova una accessibilità migliore e più efficiente, via mare e via terra. Vogliamo fare in modo che le navi più grandi arrivino in porto e per questo c’è la nuova diga e che ogni area portuale, oserei dire ogni molo e ogni banchina, sia collegata con i sistemi di comunicazione via ferro e via gomma, senza interferire con la città. E’ questo l’obiettivo, la linea guida principale di tutto il programma. Questo viadotto fa parte del programma straordinario approvato dal 2020 al 2022 che comprende anche la Diga e la sopraelevata portuale, e consentirà al traffico su gomma di andare dal porto all’autostrada, senza passare dalla città. Un grande valore aggiunto perché dà la possibilità di non influire sul traffico e consente di avere un rapporto positivo tra porto e città”. Lo ha detto il presidente della Regione Liguria Marco Bucci in occasione dell’inaugurazione del nuovo viadotto che collega direttamente il Porto di Genova Prà al casello autostradale A10 a cui hanno preso parte, tra gli altri, il viceministro alle Infrastrutture e ai Porti Edoardo Rixi, il presidente dell’Autorità di Sistema del Mar ligure Occidentale Matteo Paroli, il consigliere regionale delegato allo sviluppo economico Alessio Piana e l’assessore comunale ai Lavori Pubblici Massimo Ferrante.
“La sopraelevata portuale di Levante, quella di Sampierdarena, sarà terminata a fine anno – ha continuato Bucci – Il viadotto che inauguriamo oggi è terminato e concluso ed è un grande risultato. Voglio ringraziare ovviamente le imprese, l’Autorità portuale, i tecnici, ma soprattutto coloro che qui hanno lavorato fisicamente, con le mani, con l’intelligenza e con la tecnologia. Sarebbe bello se su un pilone venisse apposta una targa, come abbiamo fatto sul ponte Genova – San Giorgio, con tutti nomi delle persone che hanno contribuito a rendere possibile quest’opera: sarebbe un grande segno di riconoscimento”.
“Il concetto di avere tutta la parte portuale, in e out, che non tocca la città – ha concluso Bucci – ma contribuisce al suo sviluppo dal punto di vista economico e occupazionale è assolutamente prioritario al giorno d’oggi. La blue economy è una risorsa straordinaria per il presente e per il futuro della Liguria, vogliamo che continui a crescere, ma nello stesso tempo dobbiamo realizzare infrastrutture. Tutte le grandi aree portuali della nostra regione, come La Spezia e Savona, devono poter avere infrastrutture all’altezza dell’importanza che la blue economy ha per la nostra regione. Per questo stiamo lavorando per far sì che tutta la parte portuale della Liguria sia allineata con i programmi strategici della regione, tenendo conto che in Liguria ci sono più di 200mila persone che lavorano per la blue economy per questo continueremo ad andare avanti assieme incluso il piano regolatore portuale”.
“L’inaugurazione del nuovo viadotto di Genova Pra’ rappresenta un passaggio strategico per la crescita del nostro porto, prima economia della Liguria e snodo fondamentale per la competitività del sistema produttivo regionale – ha commentato – il consigliere delegato allo Sviluppo economico, ai Porti e alla Logistica della Regione Liguria, Alessio Piana – Si tratta di un’infrastruttura moderna, efficiente e sostenibile, che garantisce un collegamento diretto tra il terminal portuale e l’autostrada, riducendo i tempi di percorrenza e i costi logistici per le imprese. È un asse viario che favorisce una migliore integrazione tra le attività portuali e il contesto urbano, grazie a soluzioni progettuali attente alla mitigazione dell’impatto ambientale e acustico, come le barriere fonoassorbenti e l’attenzione alla qualità paesaggistica. Inoltre – conclude Piana -, quest’opera offre nuove opportunità di sviluppo per la rete ferroviaria e per la futura metropolitana di superficie, semplificando i collegamenti tra il ponente genovese, da Voltri verso il centro città, e aprendo prospettive concrete per il prolungamento della fascia di rispetto da Palmaro verso Voltri”.
Il presidente del Municipio Frulio: «Ora accelerare sulla demolizione del vecchio viadotto per prolungare la fascia di rispetto»
«Ora bisogna accelerare sulla demolizione del vecchio viadotto e dare quindi il via ai progetti di riqualificazione che sono bloccati ormai da tempo – dice il presidente del Municipio Ponente Matteo Frulio -. Con lo spazio creato dalla campata del nuovo viadotto possiamo iniziare a pensare seriamente al progetto di prolungamento della Fascia di Rispetto verso Palmaro e Voltri. Faremo alcuni incontri propedeutici con cittadini, comitati e con l’Università di Genova per idee di progetto concretamente realizzabili e realistiche. Aspettiamo inoltre che venga definitivamente potenziato il collegamento ferroviario con la linea metropolitana e con la stazione di Palmaro che sembra scomparsa ma che, come territorio, chiediamo con forza».
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