Incidenti stradali, Istat: la Liguria tra le peggiori in Italia: +12,7% di vittime in un anno. Genova terza città più pericolosa dopo Roma e Milano

Crescono morti e feriti, allarme sulla sicurezza: il 21% delle vittime regionali è deceduto in autostrada. Solo a Genova si sono verificati 3.872 incidenti nel 2024, con 13 decessi e quasi 5.000 feriti. A impressionare è la crescita dei feriti, +14,2% rispetto al 2023, a fronte di un numero stabile di vittime


Incidenti stradali, Istat, In Liguria, il 2024 si è chiuso con un dato preoccupante: 7.960 incidenti stradali, un incremento del 5,7% rispetto all’anno precedente, che hanno causato 62 morti (+12,7%) e 9.767 feriti (+6,2%). Numeri che confermano un trend in peggioramento per la regione, già evidenziato nel 2023, e che collocano Genova al terzo posto tra i grandi Comuni italiani per numero di sinistri, preceduta solo da Roma e Milano, ma davanti a città come Torino, Napoli e Firenze.

Nel dettaglio, solo a Genova si sono verificati 3.872 incidenti nel 2024, con 13 decessi e quasi 5.000 feriti. A impressionare è la crescita dei feriti, +14,2% rispetto al 2023, a fronte di un numero stabile di vittime. Un dato che evidenzia la crescente densità e pericolosità del traffico urbano, spesso aggravata da comportamenti scorretti alla guida, come distrazione, mancato rispetto delle precedenze e velocità eccessiva, le cause più frequenti secondo le rilevazioni nazionali. Bisogna tenere presente, però. che a Genova la Polizia locale rileva anche gli incidenti con soli danni a cose, che pesano sul numero totale. La stessa cosa non avviene in altre città d’Italia e il confronto sul numero dei sinistri è, quindi, poco attendibile. La quasi totalità delle vittime genovesi sono motociclisti (Genova ha un’altissima concentrazione di dueruote e questo rappresenta di per sé un fattore di rischio) o pedoni, spesso anziani.
A rendere ancora più allarmante la fotografia regionale è il dato relativo alla rete autostradale: 13 delle 62 vittime liguri hanno perso la vita sulle autostrade, pari al 21% del totale, una percentuale che colloca la Liguria al primo posto in Italia per incidenza di decessi in autostrada rispetto al totale degli incidenti mortali. Un primato preoccupante per una regione che, per la sua conformazione geografica, vede nelle autostrade un asse strategico e frequentatissimo.
I dati si inseriscono in un contesto nazionale che mostra un lieve aumento degli incidenti (+4,1%) e dei feriti (+4,1%) ma una sostanziale stabilità del numero dei morti (3.030, -0,3% rispetto al 2023). A livello europeo, l’Italia mantiene un tasso di mortalità superiore alla media UE, con 51 vittime ogni milione di abitanti contro i 45 della media continentale.
Una dinamica particolarmente preoccupante riguarda gli incidenti su mezzi a due ruote: a livello nazionale crescono le vittime su motocicli e monopattini elettrici, che hanno causato 23 morti e oltre 3.700 feriti. Fenomeno che trova riscontro anche nella realtà urbana ligure, dove l’utilizzo di questi mezzi è in continua espansione, ma spesso non accompagnato da un’adeguata consapevolezza dei rischi o infrastrutture sicure.
Lo scenario ligure suggerisce con forza la necessità di interventi urgenti e mirati: miglioramento delle infrastrutture stradali, campagne di educazione alla sicurezza stradale, controlli più efficaci, investimenti su mobilità alternativa e messa in sicurezza dei tratti autostradali più esposti al rischio. Anche il traffico turistico e l’intensificarsi degli spostamenti per lavoro e svago – tornati su livelli pre-pandemici – hanno contribuito a rendere la viabilità più complessa e congestionata.
Secondo le analisi dell’Osservatorio nazionale sulla sicurezza stradale, il costo sociale degli incidenti nel 2024 ha superato i 18 miliardi di euro, quasi l’1% del PIL italiano. Una cifra che rende ancora più evidente l’urgenza di un cambio di passo, anche a livello locale.
Sul fronte delle soluzioni, le nuove tecnologie e i progetti di mobilità sostenibile restano strumenti fondamentali, ma serve anche un maggiore coordinamento tra amministrazioni, forze dell’ordine e cittadini per costruire una cultura della sicurezza che oggi, in Liguria, sembra ancora troppo fragile.
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