Carrefour verso l’uscita dal mercato italiano? I sindacati proclamano lo stato di agitazione. Sono diverse decine gli operatori a Genova, tra punti vendita diretti e franchising

Nessuna smentita da parte dell’azienda alimenta l’allarme tra oltre 24.000 lavoratori in Italia. Chiesto un tavolo istituzionale per avere chiarezza e tutele per i dipendenti

Le organizzazioni sindacali Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs hanno ufficialmente proclamato lo stato di agitazione per tutti i lavoratori Carrefour in Italia, dopo settimane di silenzio e risposte evasive da parte dell’azienda rispetto alle voci insistenti di una possibile uscita dal mercato italiano.

La notizia, diffusa da diversi organi di stampa a partire da metà giugno, ha generato forte preoccupazione tra i circa 10.000 dipendenti diretti dell’azienda e i 14.000 lavoratori impiegati nella rete in franchising e negli appalti. Nonostante le ripetute richieste di chiarimento rivolte all’azienda sia a livello nazionale che direttamente al gruppo Carrefour, nessuna smentita ufficiale è arrivata.
Anche durante l’ultimo incontro, tenutosi il 21 luglio 2025 alla presenza delle Rsa e Rsu, i rappresentanti aziendali non sono stati in grado di fornire risposte rassicuranti sul futuro delle attività in Italia.
I sindacati denunciano da tempo un andamento negativo dei fatturati e un conseguente peggioramento delle condizioni di lavoro nei punti vendita, aggravato dalla mancanza di investimenti nella rete commerciale. Ora la prospettiva di un possibile disimpegno dal Paese rende ancora più urgente un confronto istituzionale.
«Il silenzio dell’azienda non fa che alimentare l’incertezza e la tensione, mettendo a rischio il futuro di oltre 24.000 famiglie», spiegano i sindacati. Da qui la decisione di chiedere un incontro immediato presso il Ministero, per fare chiarezza sulle intenzioni del gruppo francese e ottenere garanzie occupazionali.
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