Tursi smentisce il centrodestra: «Nessun aumento della Tari». La decisione sul presunto rincaro è completamente inventata dai partiti di opposizione

Nel pomeriggio, i partiti di minoranza avevano inviato ai media una serie di comunicati, evidentemente coordinati, “indignati” per l’aumento della tassa sullo smaltimento dei rifiuti che, però, Salis, Terrile e Pericu smentiscono seccamente. D’Angelo (Pd) attacca: «Genova merita trasparenza e serietà. Non giochi di prestigio contabili né comode amnesie post-elettorali»

«Leggiamo con profondo stupore le dichiarazioni dei consiglieri di minoranza che annunciano di avere scoperto nelle carte della relazione previsionale Amiu un aumento della Tari, che sarebbe stato celato dalla giunta comunale. Il Comune di Genova non ha approvato alcun aumento della Tari. Lavoreremo in questi mesi per ristrutturare la tariffa ed evitare aumenti, pur a fronte di un evidente incremento dei costi di smaltimento negli ultimi due anni». Lo affermano la sindaca di Genova, Silvia Salis, il vicesindaco e assessore al Bilancio,Alessandro Terrile, e l’assessora al Ciclo dei rifiuti, Silvia Pericu, in merito alle presunte accuse sollevate nelle ultime ore.

Nel pomeriggio i partiti di opposizione avevano inviato ai media una serie di comunicati “indignati” (ormai è sempre così: dicono le stesse cose ma mandano 4 comunicati distinti a breve distanza di tempo l’uno dall’altro), evidentemente coordinati tra loro, che puntavano a cavalcare la protesta per aumenti secondo loro ormai certi, ma, invece, non reali, cavalcando il malcontento per l’aumento dell’Imu per le case affittate a canone concordato. Una misura, quest’ultima, che la stessa giunta ha definito dolorosa, ma necessaria per mantenere i servizi essenziali alle fasce di popolazione più deboli che, secondo la Giunta Salis, sarebbero stati impossibili da mantenere senza la manovra a causa del buco di bilancio da 50 milioni che, sempre secondo l’Amministrazione, la giunta Bucci-Piciocchi avrebbe lasciato.
«I numeri citati dalla minoranza si riferiscono al prospetto previsionale elaborato da Amiu sulla base dell’aumento dei costi sostenuti negli anni 2023 e 2024 – proseguono gli esponenti della giunta –. Si tratta di un calcolo su costi storici, come richiesto dall’agenzia Arera, che avrebbe dovuto essere approvato dalla precedente giunta di centrodestra nei primi mesi del 2025 e che, invece, è stato rinviato probabilmente per non fare emergere la realtà dei numeri molto diversi dalla narrazione della campagna elettorale».
In sostanza, secondo la maggioranza, si tratterebbe di uno dei tanti provvedimenti “rimandati” per non nuocere alla campagna elettorale del centrodestra con la doppia “utilità” per lo schieramento ora in minoranza di lasciare una serie di problemi da affrontare al centrosinistra in caso di sconfitta. Sono proprio questi che l’opposizione di centrodestra sta ora cavalcando.
“Piciocchi poco credibile nei panni di Cenerentola. Genova merita trasparenza e serietà. Non giochi di prestigio contabili né comode amnesie post-elettorali. L’ex Vicesindaco spieghi ai genovesi cosa è successo in questi 8 anni in Amiu e Amt”. Lo dice Simone D’Angelo, Segretario PD Genova, Consigliere Regionale della Liguria.
«La versione Cenerentola dell’ex Vicesindaco di Genova Piciocchi, che finge di “scoprire” un presunto aumento della TARI nella relazione previsionale di Amiu che – a suo dire – sarebbe stata oggetto di occultamento da parte della nuova Giunta non fa sorridere nessuno dopo 8 anni malagestione, e una TARI arrivata sotto la sua regia a essere tra le più care d’Italia» prosegue D’Angelo. Che aggiunge: «La verità è semplice: il Comune di Genova non ha approvato alcun aumento della TARI».
«Qualcuno dall’ex Vicesindaco Piciocchi si sarebbe aspettato in questi giorni delle scuse pubbliche, dopo la vicenda gravissima di Amt – dice, ancora, il segretario del Pd genovese -. Invece arrivano roboanti sentenze nel maldestro tentativo di nascondere la verità: oggi la nuova Giunta dovrà scongiurare aumenti, perché il consistente incremento dei costi di smaltimento registrato negli ultimi due anni è stato colpevolmente ignorato dalla precedente amministrazione, mentre si fallivano tutti gli obiettivi sulla raccolta differenziata, tra cassonetti intelligenti acquistati e sacchetti intelligenti prospettati. A guidare la precedente Giunta non era però il Bianconiglio, ma lo stesso Piciocchi. Ed è proprio questo il punto: i numeri di cui oggi Piciocchi si scandalizza non sono altro che il risultato del prospetto previsionale elaborato da Amiu, sulla base dei costi reali sostenuti nel 2023 e 2024, come richiesto da Arera. Un prospetto che, secondo il calendario previsto, avrebbe dovuto essere approvato proprio dalla Giunta guidata da Piciocchi nei primi mesi del 2025. Ma si è scelto di rinviare tutto, probabilmente per evitare che la realtà – ben diversa dalla narrazione della campagna elettorale dello stesso Piciocchi – venisse a galla».
«Una realtà, però, che il consigliere Piciocchi conosceva perfettamente. E che per anni ha ignorato, non muovendo un dito per contenere l’esplosione dei costi del servizio rifiuti a Genova – conclude D’Angelo -. Ora, a soli cinquanta giorni dalla sconfitta elettorale, tenta goffamente di scaricare le sue responsabilità su chi ha ereditato una situazione compromessa, aggravata da anni di immobilismo e scelte sbagliate. Genova merita trasparenza e serietà. Non giochi di prestigio contabili né comode amnesie post-elettorali».
Certo è che l’opposizione difende con il coltello tra i denti l’operato dell’ex vicesindaco facente funzioni e per 8 anni assessore al bilancio, Pietro Piciocchi, con una campagna che ha come filo rosso la negazione del buco da 50 milioni di euro che la giunta Salis ha detto di aver trovato nei conti del Comune. L’obiettivo è chiaramente quello di screditare la giunta Salis da appena 50 giorni al governo della città e che sta mettendo mano a una serie norme serie di questioni urgenti e roventi. Il centrodestra unito tempesta i media di comunicati e dichiarazioni e utilizza le pagine social di ciascun esponente politico per far trasmettere all’opinione pubblica una versione dei fatti diametralmente opposta a quella diffusa della giunta in carica. In questo turbine di informazioni contrastanti, il cittadino, che non è esperto di bilanci, fa un enorme fatica a capire quale sia la verità. Quello che certo è che chi sta mentendo non fa il bene della città e lavora solo per se stesso.


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