Centro Ovest, Lista Salis all’attacco del presidente: «Street Lab, progetto da 123mila euro. Dalla progettazione escluso il consiglio». Critico anche il Pd

I consiglieri (teoricamente di maggioranza) Iacopi, Passeri e Andreani: «Un progetto presentato come partecipato, ma costruito nelle retrovie del potere. Una ferita alla democrazia municipale». All’attacco anche Amedeo Lucia, capogrupo Dem. Critica la Lega

Dopo le ruggini del passato ciclo amministrativo e le polemiche all’avvio del corrente mandato, quando la Lista Salis ha contestato la decisione del presidente rieletto Michele Colnaghi (M5S) di inserire in giunta a un altro pentastellato della giunta uscente, Luciano Cavazzon, al posto di un esponente della stessa lista che porta il nome della Sindaca, un altro affondo dei tre consiglieri che criticano la condizione del Municipio Centro Ovest.

“Dietro la retorica della partecipazione, un metodo che esclude e marginalizza”. È durissima la presa di posizione della Lista Salis Sindaca del Municipio II Centro Ovest, che denuncia pubblicamente l’esclusione del Consiglio municipale dal progetto Genova Street Lab, iniziativa voluta dal Comune e co-finanziata dalla Fondazione Compagnia di San Paolo con 123.000 euro per interventi di urbanistica tattica e spazi scolastici sicuri.
Secondo i consiglieri municipali Caterina Iacopi, Mariano Passeri e Francesco Andreani, il progetto è stato portato avanti senza alcun confronto democratico con il Consiglio e le Commissioni municipali, nonostante gli atti ufficiali parlino di un processo partecipato. “Abbiamo scoperto dell’esistenza di Street Lab solo nell’ottobre 2023, in occasione di una nostra mozione per le strade scolastiche. Ci dissero che la nostra proposta interferiva con una progettualità già definita altrove. Ma nessuno ci aveva mai informato”, scrivono i consiglieri.
La Lista Salis – già Lista RossoVerde – racconta di aver cercato un confronto con il Politecnico di Milano, gli assessori comunali e i tecnici coinvolti, ma senza ottenere risposte chiare su criteri e scelte operative. “È inaccettabile che un progetto che impatta il territorio venga deciso a porte chiuse, senza trasparenza né coinvolgimento”, denunciano.
Anche in questa nuova consiliatura, secondo la Lista, il copione si ripete: una riunione convocata per presentare il progetto, ancora una volta senza che le Commissioni siano state coinvolte e senza un passaggio preventivo in Consiglio. “È un atteggiamento grave e offensivo: il Municipio viene trattato come una cassa di risonanza per scelte già fatte da altri”, accusano i tre consiglieri.
Il gruppo tiene a chiarire di non essere contrario al progetto in sé: “Crediamo nell’innovazione urbana, nella sostenibilità e nella cura dei luoghi. Ma rifiutiamo un metodo decisionale chiuso, verticistico e antidemocratico. Noi non vogliamo rapire il progetto, vogliamo solo fare il nostro lavoro: proporre, rappresentare, vigilare”.
La denuncia si chiude con un appello alla trasparenza e alla partecipazione: “Escluderci non è solo un errore politico. È una ferita alla democrazia municipale. E non abbiamo alcuna intenzione di restare in silenzio”.
Anche dal Partito Democratico arrivano forti perplessità. In una lettera firmata dal capogruppo municipale Amedeo Lucia, il PD critica il metodo e i contenuti: «Come già nel passato, vengono scelti giorni e orari degli incontri senza alcuna condivisione con il Consiglio municipale, rendendo impossibile la partecipazione di chi lavora. E non trattandosi di una seduta istituzionale, servirebbe prendersi un permesso non istituzionale, il che è assurdo».
Nel merito, i Dem si dichiarano contrari ad alcune scelte del progetto, in particolare per l’area di via Rolando: «L’inversione di marcia su via Dattilo non è applicabile e la pedonalizzazione di pochi metri porterà alla perdita dell’unico accesso da via G.B. Monti. Non si rende più vivibile un territorio chiudendo pochi metri di strada. Il progetto fu calato dall’alto dall’allora assessore comunale Mascia, senza alcun confronto con il Municipio. Il nostro parere rimane contrario».
Il PD ribadisce la necessità di discutere ogni tema progettuale in sede di Commissione municipale, «unico luogo legittimo per il confronto», e chiede che si torni a dare centralità al ruolo dei consiglieri: «Siamo forza trainante del centrosinistra – conclude Lucia – e vogliamo che i Municipi non siano semplici spettatori».
Critiche arrivano anche dall’opposizione e, più precisamente, dal gruppo della Lega. I consiglieri Davide Rossi, Andrea Ferrari e Serena Russo esprimono un profondo dissenso riguardo alla convocazione della riunione indetta dal presidente Colnaghi per discutere dell’urbanistica tattica e del progetto Genova Street Lab, prevista per oggi, venerdì 11 luglio. Pur riconoscendo l’importanza dell’argomento in discussione, riteniamo che questa riunione non rappresenti un reale momento di condivisione con il territorio e le sue istanze. Al contrario, appare come l’ennesima iniziativa solitaria del Presidente Colnaghi, che già nel precedente mandato è stato criticato per la sua mancanza di trasparenza e per non aver condiviso informazioni fondamentali con la sua maggioranza, figuriamoci con l’opposizione. Come consiglieri della Lega nel Municipio II Centro Ovest, non possiamo accettare un modo di operare che ignora la necessità di un coinvolgimento reale e costruttivo di tutte le parti interessate. Chiediamo quindi un ripensamento su questa modalità di convocazione e una reale apertura al dialogo con tutti i soggetti coinvolti, in un’apposita commissione, come da prassi. Non vorremmo, dopo aver regalato la scatoletta di tonno, dover cercare un eremo, simbolo di solitudine, per un presidente che ama agire da solo, detesta il confronto e sta rimanendo sempre più isolato. La nostra richiesta è chiara: è fondamentale lavorare per il bene della comunità, evitando fughe in avanti che non fanno altro che allontanare il confronto e la collaborazione»
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