Infiltrazioni mafiose nell’edilizia pubblica: la DIA sottopone a controllo giudiziario una società genovese

Operazione della Direzione Investigativa Antimafia, nel mirino una S.p.A. con oltre 4,5 milioni di fatturato, ritenuta a rischio di condizionamento da parte della cosca ‘ndranghetista Grande Aracri

La Direzione Investigativa Antimafia ha eseguito un provvedimento di controllo giudiziario nei confronti di una società per azioni genovese attiva nel settore degli appalti pubblici, ritenuta esposta al rischio di infiltrazione mafiosa. Si tratta della Brc Spa, ditta di costruzioni genovese, fondata fondata nel 1978 da Lorenzo Romis e da lui amministrata, L’azienda, con sede nella città della Lanterna e un fatturato annuo superiore ai 4,5 milioni di euro, operava su scala nazionale nel campo dell’edilizia.

Il provvedimento è stato emesso dal Tribunale di Genova – Sezione Misure di Prevenzione – ai sensi dell’articolo 34-bis del Codice Antimafia (D.Lgs. 159/2011). Le indagini, condotte inizialmente dal Gruppo Interforze Antimafia dell’UTG di Genova, avevano già portato all’adozione di interdittive antimafia da parte del Prefetto a carico della società.
Particolare attenzione è stata rivolta al ruolo di due ex dipendenti della società, entrambi condannati in via definitiva per associazione mafiosa e legati alla cosca Grande Aracri, gruppo criminale originario di Cutro (KR) con ramificazioni in diverse regioni del Centro-Nord Italia.
Il Tribunale, pur nel rispetto della presunzione di innocenza e riservando le valutazioni definitive al procedimento in corso, ha rilevato la presenza di indizi sufficienti a ritenere che la gestione dell’impresa abbia, in passato, favorito soggetti collegati alla criminalità organizzata calabrese. Di conseguenza, ha disposto il controllo giudiziario per un anno, con l’obiettivo di introdurre programmi di compliance e monitoraggio sotto la supervisione dell’autorità giudiziaria.
L’intervento mira a tutelare un settore delicato come quello degli appalti pubblici, oggi più che mai vulnerabile a tentativi di infiltrazione, anche alla luce dell’ingente afflusso di risorse economiche legato a progetti infrastrutturali e fondi straordinari.
In copertina: foto di repertorio
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