Violenza a Villa De Mari, paziente dà in escandescenze, minaccia il portiere con un coltello e devasta gli ambulatori

Ennesima aggressione ai danni degli operatori sanitari genovesi. I fatti si sono consumati venerdì mattina negli ambulatori di Villa De Mari, struttura territoriale dell’Asl 3: un utente abituale, contrariato dal rinvio di una prestazione, è passato in pochi minuti dagli insulti alle minacce armate

La sequenza dell’aggressione
- Fine mattinata – L’uomo, informato della necessità di spostare l’appuntamento, inizia a insultare il personale amministrativo che gli sta fornendo spiegazioni.
- Escalation di violenza – Dalle parole passa ai fatti: prende a calci le porte degli ambulatori chiusi e prova a forzare quella dell’infermieristico.
- Minacce armate – Non riuscendo a entrare, si scaglia contro l’addetto alla portineria, che nel frattempo sta chiamando i soccorsi: gli strappa la cornetta e gli punta un coltello alla gola, quindi fugge prima dell’arrivo delle forze dell’ordine.

Solo la prontezza degli operatori – sottolinea la direzione – ha evitato conseguenze peggiori. Il portiere, visibilmente scosso, è stato medicato per lievi escoriazioni.
L’allarme sindacale
«Stavamo proprio incontrando Prefettura, direzioni aziendali e forze dell’ordine per discutere il dilagare delle aggressioni quando è arrivata la notizia di questo episodio», ricorda Marco Vannucci, segretario generale Uil Fpl Genova. «Le violenze non colpiscono più solo i pronto soccorso: questo caso dimostra quanto siano esposti anche ambulatori e reparti territoriali».
Il sindacato esprime «piena solidarietà» ai lavoratori e chiede «un ulteriore incremento di vigilanza e sorveglianza interna, perché la deterrenza resta il primo strumento di difesa».
Sicurezza in sanità, un’emergenza aperta
Secondo i dati Inail, la Liguria registra in media più di un’aggressione al giorno contro personale sanitario e amministrativo. L’Asl 3 ricorda di aver potenziato i corsi di gestione delle situazioni critiche e sta valutando ulteriori misure: pulsanti antipanico, videosorveglianza estesa e guardie giurate in fascia diurna anche nei poli ambulatoriali più periferici.
Intanto sono in corso le indagini dei carabinieri per rintracciare l’aggressore, che rischia l’imputazione per violenza, lesioni e minacce aggravate.
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