Sanità 

Miracolo al Gaslini: separate due gemelle siamesi arrivate dal Burkina Faso

Un intervento di 12 ore, 50 professionisti coinvolti: la vita delle piccole è salva grazie a una straordinaria rete di solidarietà internazionale

Due piccole vite hanno trovato una nuova speranza grazie a un intervento eccezionale eseguito all’Istituto Giannina Gaslini di Genova. Due gemelline siamesi, nate in Burkina Faso e unite nella regione toracica e addominale, sono state separate con successo da un’équipe composta da oltre 50 professionisti dell’ospedale pediatrico ligure. L’operazione, durata 12 ore, rappresenta un capolavoro di chirurgia e collaborazione internazionale.

Le bimbe erano arrivate in Italia lo scorso 20 maggio grazie all’associazione Una Voce per Padre Pio e al supporto della Regione Liguria e dei Patrons of the World’s Children Hospitals. La missione umanitaria, resa possibile grazie al programma sanitario dedicato ai cittadini stranieri in condizioni di fragilità, ha trasformato un sogno in realtà.

Un intervento ad altissima complessità

Le gemelline, che condividevano fegato e parte del pericardio, sono state sottoposte a un lungo percorso di preparazione. Dopo simulazioni e una pianificazione logistica meticolosa, il 6 giugno i medici del Gaslini, supportati da specialisti esterni in chirurgia epatica e plastica, hanno effettuato la separazione.

«Abbiamo separato il torace, la cavità pericardica e il fegato, per poi ricostruire completamente le pareti toraciche e addominali» — ha spiegato Girolamo Mattioli, direttore della Chirurgia Pediatrica del Gaslini.

A rendere ancora più delicata la procedura sono state le sfide anestesiologiche e intensive, affrontate con successo grazie all’équipe diretta da Andrea Moscatelli.

Le bimbe ora sono stabili e assistite nella terapia intensiva dell’ospedale, dove continueranno il loro percorso di recupero e ricostruzione.

Un successo corale

L’intervento è stato reso possibile grazie alla straordinaria sinergia tra i professionisti del Gaslini e colleghi di altre strutture, come il San Martino di Genova, gli Spedali Civili di Brescia e l’Ospedale Villa Scassi. Fondamentale anche il contributo della diagnostica radiologica e della neurochirurgia, che aveva già trattato con successo una delle due piccole per un grave idrocefalo.

«Il nostro obiettivo è essere un punto di riferimento internazionale per la salute dei bambini» — ha dichiarato Edoardo Garrone, presidente del Gaslini.
«Il successo di questa operazione dimostra quanto la nostra rete sanitaria pubblica possa essere forte e umana» — ha aggiunto Massimo Nicolò, assessore regionale alla Sanità.

Un messaggio di speranza globale

L’intervento è il frutto di una catena di solidarietà che ha unito associazioni, istituzioni e operatori sanitari.
«Abbiamo creduto sin dall’inizio che questo intervento fosse possibile» — ha affermato Enzo Palumbo, presidente di Una Voce per Padre Pio.
Fabrizio Arengi Bentivoglio, presidente dei Patrons of the World’s Children Hospital, ha sottolineato:

«Vogliamo curare 500.000 bambini invisibili nel mondo in tre anni. Questo intervento è l’immagine più viva della nostra missione».

Una battaglia rara e straordinaria

I gemelli onfalopaghi, uniti nella regione ombelicale e toracica, rappresentano una condizione rarissima, con un’incidenza di 1 caso su 50.000-200.000 nati vivi. La separazione è tecnicamente e umanamente complessa: grazie al Gaslini e alla sua rete, oggi due bambine del Burkina Faso hanno davanti a sé un futuro di autonomia e vita.


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