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Ancora una notte di violenza, stavolta in piazza Dante: due giovani aggrediti, denunciati quattro minorenni

A pochi giorni dalla maxi rissa di corso Italia che ha visto sei ragazzi arrestati per aver aggredito i carabinieri durante un intervento all’alba, un nuovo episodio scuote Genova e alimenta l’allarme sicurezza e l’ancor più preoccupante “allarme minori”

Ancora una notte di paura nel cuore della città. Intorno all’una e mezza del 31 maggio, piazza Dante si è trasformata nell’ennesimo teatro di un’aggressione che ha lasciato a terra due giovani feriti e una comunità sempre più preoccupata.

Dopo l’aggressione ai carabinieri intervenuti per sedare una rissa sul lungomare, questa volta è toccato a un gruppo di amici italiani ritrovarsi nel mirino. Secondo le prime testimonianze raccolte dalla polizia, i ragazzi sarebbero stati avvicinati e aggrediti senza apparente motivo da un altro gruppo, in quella che pare un’azione intimidatoria improvvisa e gratuita. Due di loro hanno riportato lesioni: uno ha avuto bisogno di 15 giorni di prognosi, l’altro di 5.

La chiamata al numero d’emergenza ha fatto scattare l’intervento delle volanti, che hanno immediatamente raggiunto piazza Dante. Nel frattempo, un’altra pattuglia ha fermato in via XX Settembre quattro minorenni italiani, corrispondenti alla descrizione fornita. Dopo i primi riscontri, i ragazzi sono stati portati in questura e denunciati alla procura per i minorenni. Successivamente sono stati riaffidati ai genitori.

Ma non è finita qui. A occuparsi dell’indagine è ora la Digos, che sta ricostruendo l’esatta dinamica di quanto accaduto. Gli inquirenti vogliono capire se ci siano collegamenti con altri episodi recenti e se dietro ci sia una regia o una spirale di violenza giovanile che rischia di esplodere.

Dopo gli scontri all’alba di corso Italia e l’aggressione di piazza Dante, la domanda sorge spontanea: cosa sta succedendo nelle notti genovesi? Le piazze, i lungomare e le vie della movida sembrano sempre più spesso sfondo di risse, minacce e violenze improvvise. E l’età dei protagonisti è sempre più bassa.

Le forze di polizia dicono che stanno intensificando i controlli, ma il problema appare più profondo, difficilmente risolvibile soltanto in maniera muscolare, anche se è indubbio che anche la repressione sia necessaria. Le istituzioni sono chiamate a interrogarsi seriamente sulle radici del disagio giovanile che si sta traducendo in un’escalation di violenza che non può più essere ignorata.

In copertina: foto di repertorio


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