Mattarella a Genova, la denuncia del Pd: «Salis esclusa dalle celebrazioni al Teatro Nazionale»

Il deputato Pandolfo: «Grave l’esclusione in un momento in cui è importante rievocare la coesione ed evitare qualunque forma che prevedesse, nella Festa della Liberazione, l’esclusione di qualcuno». Il segretario regionale Natale: «Silvia rappresenta già oggi gran parte della politica genovese, oltre ad avere incarichi importanti nel panorama nazionale come Commendatore della Repubblica e vice presidente vicario del Coni. Sono convinto che la sua assenza non sia una svista, ma una scelta deliberata»

Monta la polemica all’esterno del Teatro ‘Ivo Chiesa’ per il mancato invito della candidata sindaca Silvia Salis alle celebrazioni per l’ottantesimo anniversario della Liberazione, alla presenza del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella.

«Sono rimasto colpito che il 25 Aprile, che deve essere una festa di tutti, non siano coinvolti i candidati a sindaco, in particolare la nostra Silvia Salis, in un momento così importante per la città come l’ottantesimo anniversario della Liberazione alla presenza del Presidente della Repubblica, un momento di gioia in un periodo delicato in cui è importante rievocare una coesione ed evitare qualunque forma che prevedesse, nella Festa della Liberazione, l’esclusione di qualcuno. Credo non sia un segnale positivo. Bisogna sempre tenere in considerazione il contesto in cui ci troviamo. Spero sempre che la Festa della Liberazione sia una festa in cui tutti sono coinvolti e possono partecipare»
Per il segretario regionale del partito Davide Natale «Non invitare Salis al Teatro Ivo Chiesa durante la visita di Mattarella, una scelta politica sbagliata e ingiustificabile. Sicuramente non una svista».
«Mi guardo intorno dentro il Teatro Ivo Chiesa per lo spettacolo ‘D’Oro’, a cui è presente anche il presidente della Repubblica Mattarella, vedo tutti: c’è chi ha un ruolo istituzionale nella società ligure e genovese ma anche chi non lo ha – dice Natale -. L’assenza di Salis è una delle scelte politiche più sbagliate che potevano essere messe in campo oggi. Silvia rappresenta già oggi gran parte della politica genovese, oltre ad avere incarichi importanti nel panorama nazionale come Commendatore della Repubblica e vice presidente vicario del Coni. Sono convinto che la sua assenza non sia una svista, ma una scelta deliberata. Anche su questi aspetti si demarca una differenza di stile sostanziale tra la destra e il centrosinistra».
Aggiornamento: è giunta anche una nota della capolista del M5S alle Comunali di Genova Tiziana Beghin: « Sgambetto di una destra in evidente difficoltà? O, peggio, incapacità di gestire correttamente un appuntamento istituzionale? – scrive Beghin – Non aver invitato Silvia Salis alla cerimonia a teatro con il presidente Sergio Mattarella, è stato peggio di uno sgarbo istituzionale: Silvia Salis è non solo la candidata sindaca, ma anche la vice presidente vicaria del CONI nonché commendatrice della Repubblica nominata dallo stesso Mattarella. La destra cittadina e regionale se ne faccia una ragione: al netto della sua candidatura, Silvia Salis a oggi ricopre ruoli apicali in un’istituzione importantissima ed escluderla dalla cerimonia del 25 aprile la dice lunga su una scompostezza che rimarrà a lungo negli annali delle posture da evitare».
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