Comunali 2025 

La statistica secondo Piciocchi: «Genova non ha perso 15mila residenti, ma solo 5.237». I dati Istat dicono -17.141 (-2,94%)

Il candidato sindaco del centrodestra attacca l’avversaria, la candidata progressista Silvia Salis, che, riferendosi ai dati Istat (cioè quelli dell’istituto nazionale di Statistica), ha parlato di una sensibile decrescita della popolazione e dell’aumento delle diseguaglianze. Calcolatrice alla mano abbiamo voluto capire quali sono i numeri reali

Salis aveva parlato di 15mila residenti in meno da quando governa il centrodestra, aggiungendo che, sempre secondo i più recenti dati Istat, «un giovane su tre lascia la città dopo il diploma» e che «Nel frattempo, oltre il 50% degli over 65 segnala difficoltà ad accedere ai servizi di base».

Piciocchi invia un comunicato di risposta piuttosto veemente e, in cui sciorina i suoi conti. Dopo la curiosa interpretazione della paga oraria dei lavoratori degli appalti (quando aveva pubblicato sulla propria bacheca Facebook quanto il Comune paga alle aziende appaltatrici ogni ora di lavoro garantita presentandolo come salario dei lavoratori che a suo parere avrebbero paghe fino a 35 euro l’ora) abbiamo deciso di verificare le sue affermazioni, che riportiamo testualmente con note che rimandano ai numeri reali verificati sul sito Istat e, per i dati al 31/12/2017, sull’annuario statistico comunale, che riprende ed elabora dati Istat.

Questo il comunicato di Piciocchi con le nostre note che rimandano ai dati Istat e ad alcune considerazioni

Altro che 15.000 residenti in meno: a Genova la popolazione torna a crescere.
C’è chi continua a raccontare frottole e chi preferisce guardare i numeri con onestà. Secondo quanto affermato dalla candidata del centrosinistra, Genova avrebbe perso 15.000 abitanti sotto la guida del centrodestra.

Peccato che i dati ufficiali raccontino tutt’altra storia. Dal 2018, primo anno con la nuova amministrazione (1), il trend di crollo demografico inizia a rallentare. Poi, se Silvia Salis non se n’è accorta, il Covid (2). Nel 2023 e nel 2024 Genova torna a crescere. Non succedeva da vent’anni (3).
+1.231 residenti nel 2023, +1.525 nel 2024 (4): due anni consecutivi di crescita dopo una pandemia devastante, soprattutto per una città “anziana” come la nostra.
Dal 2018 a oggi, la perdita netta è di 5.237 abitanti. Non 15.000. (5).
E se proprio vogliamo fare confronti, basta guardare Firenze – con metà della nostra popolazione – che nello stesso periodo ha perso 7.532 residenti.(6)
Ma la notizia vera non è solo nei numeri. È nei segnali positivi: nella fascia 15-35 anni, Genova ha guadagnato oltre 5.000 giovani dal 2020 al 2024. Genova ha una percentuale di diplomati (75,3%) più alta del Nord Ovest e dell’Italia. Stessa cosa per i laureati (34,7%), e dei ragazzi che non lasciano gli studi dopo le superiori (58,6%). Cresce il numero di chi sceglie di restare qui. (7)
Dati empirici, inoltre, evidenziano come il dato della popolazione effettiva che vive la città ogni giorno è in costante crescita oltre le 750mila unità. (8)
Il futuro ha scelto Genova. Altri, evidentemente, hanno scelto di restare ancorati al passato e ai soliti slogan.


Siccome non siamo avvezzi a fare copiaincolla di comunicati politici in maniera acritica dandoli in pasto ai lettori come se fossero verità assoluta (è per questo che ne pubblichiamo pochi, perché bisogna controllarli uno per uno e lo facciamo solo quando la cronaca ce ne lascia il tempo e, altrimenti, non pubblichiamo), siamo andati a cercare i numeri Istat, cioè quelli ufficiali dell’l’Istituto Nazionale di Statistica, ente pubblico nazionale che produce e diffonde informazioni statistiche.

Il risultato (5)

Al 31 dicembre 2017 (quando la prima giunta Bucci era insediata ormai da 6 mesi) i residenti in città erano 581.088
Al 31 dicembre 2024 i residenti in città erano 563.947.

Siccome la matematica non è un’opinione, che che ne pensino i politici, la differenza tra la popolazione della fine del 2017 e quella del 2024 è di -17.141 unità che, in percentuale, fa -2,94%., cioè quasi il -3%. Francamente, non si evince dove Piciocchi abbia pescato il numero -5.237, che è pari a meno di un terzo di quello reale.

(1) Partiamo, esattamente come fa Piciocchi, dal 2018, “abbonandogli” i primi sei mesi di amministrazione di centrodestra, cominciata alla fine di giugno 2017, appunto 6 mesi prima.

Ecco le tabelle ufficiali

Fonte: annuario statistico Comune di Genova su dati Istat

Fonte Istat. Cliccate sulle tabelle per vederle più grandi

Il peso reale dei morti di Covid sulla statistica a 7 anni (2)

Morti a Genova

2019 (pre covid): 12.096
2020: 14.501
2021: 12.106
2022: 12.032
2023: 11.615
2024: non sono ancora disponibili i dati definitivi, ma la tendenza è in ulteriore calo.

In Italia il numero dei morti (per qualsiasi motivo) è salito fino al 2023, a Genova l’aumento è numericamente ristretto al 2020, quando i deceduti (compresi quelli per Covid) sono stati 2.500 in più della media. I numeri sono tornati in media già nell’anno successivo, il 2021, e sono crollati nel 2023, scendendo addirittura sotto la media degli anni pre covid. Il fenomeno delle morti per Covid negli anni di picco, che ha ovviamente aumentato i dati totali (per Genova, fondamentalmente, solo nel 2020) nella nostra città è statisticamente già riequilibrato da tempo. La valutazione si fa sul medio periodo e bisogna ricordare che una consistente parte delle morti durante la pandemia ha riguardato persone anziane o malate una parte delle quali non sarebbe sopravvissuta fino ad oggi e sarebbe comunque morte nel frattempo.
Nel 2021 il numero dei decessi era già di sole 10 unità superiore a quello del 2019, per poi risultare inferiore nel 2022 e inferiore di ben 481 unità nel 2023. In sostanza, i decessi Covid sono quasi ininfluenti sulla statistica a 7 anni. Insomma, non si possono addurre come scusa per il calo sensibile della popolazione. Vero è il contrario e, cioè, che il maggior numero di morti tra gli anziani e i malati gravi che si è concentrato nel 2021 fa sì che quei decessi anticipati non vadano a pesare sulle statistiche anno per anno degli anni immediatamente seguenti.

Numeri, percentuali e cause del piccolo aumento dei residenti (4)

Ecco i numeri della popolazione negli ultimi 4 anni

2021 561.203

2022 561.191 (-12)

2023 562.422 (+1.225, pari allo 0,21%) (

2024 563.947 (+1.552, pari allo 0,27%)

Corrisponde al vero la crescita ma, come vedete, è percentualmente molto contenuta (+0,21 nel 2023 rispetto al 2022, +0,27 nel 2024, con dati ancora da consolidare perché l’Istat lo farà solo nei prossimi mesi, rispetto al 2023). Basta andare a cercare i dati relativi all’immigrazione per capire che il segno positivo vede come causa l’arrivo di stranieri, nella stragrande maggioranza, extracomunitari, e non quella di altri liguri o italiani residenti in altre regioni.

(3) Una piccola imprecisione (una iperbole dialettica, che non è peccato mortale, intendiamoci) è anche nell’affermazione che la crescita non si vedeva da vent’anni. Sono, in realtà 16. Una crescita, a interrompere la lunga serie di cali anniali più o meno corposi, c’era stata nel 2008.

(6) Il confronto con Firenze è del tutto inopportuno e strumentale. Questo perché il capoluogo toscano è un caso molto particolare nel panorama italiano. È una delle città dove la gentrificazione è stata più prepotente. Al 31/12/2024 Firenze aveva 362.582 abitanti (un po’ di più della metà di Genova) e il 31/12/2017 ne aveva 382.258, quindi ne ha persi 19.676, cioè ben il 5,1% Questo perché tantissimi alloggi sono diventati case vacanze, quindi senza residenti. Molti abitanti sono stati espulsi per via degli affitti, pochi e a prezzo esorbitante. È per questo che è urgente governare a Genova – dove siamo ancora in tempo, anche se il fenomeno è già iniziato, il fenomeno degli affitti turistici.

Ha più senso il confronto col dato nazionale.

Popolazione italiana 31/12/2017: 60.483.973 abitanti

Popolazione italiana 31/12/2024: 58.934.177 abitanti, -1.549.796 (-2,5%)

Il calo di Genova (-2.9%) è quindi superiore di (-)0,4% punti rispetto al dato nazionale.

Non si confrontano le mele con le pere (7)

Uno dei principi fondamentali dell’analisi della società è quello di non confrontare mai dati che nulla hanno a che vedere l’uno con l’altro. Salis dice riportando dati Istat (cioè ufficiali) che «un giovane su tre lascia la città dopo il diploma», magari per frequentare l’università altrove pur rimanendo residenti qui. Piciocchi risponde con i dati della scolarizzazione che non c’azzeccano nemmeno per sbaglio. Poi aggiunge, senza fornire dati, però, che «cresce il numero di chi sceglie di restare qui». Buon peso, aggiunge il suo dato sui residenti nella fascia 15-35 anni che sarebbero aumentati di «oltre 5.000» tra il 2020 al 2024. Bene, questo è, appunto, l’effetto immigrazione che si fa sentire in tutta la sua potenza. Sono, infatti i più giovani a tentare la carta dell’emigrazione dagli stati d’origine, spesso attraverso percorsi difficili e durissimi anche a chi ha piena prestanza fisica.

La statistica delle linee telefoniche (8)

Per fortuna, Piciocchi fornisce il dato della «popolazione effettiva che vive la città ogni giorno» come “empirico” e non come “scienza esatta”, così come lo proponeva Marco Bucci. Al netto dei genovesi che hanno due o più linee, il numero fornito, quello di 750 mila unità tra residenti e quelli che vengono in città a lavorare (per lo più dai paesi della riviera e dell’entroterra), è verosimile. Chissà che numero fantastico sarebbe risultato se negli anni dell’industria di Stato fossero esistiti i telefoni mobili. All’epoca sì che la popolazione (che tendeva verso il milione di abitanti già con i soli residenti) veniva consistentemente aumentata dai trasfertisti e dagli uomini d’affari.


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