Lavoro povero, soprattutto per donne e giovani. Oltre 16mila in cerca di occupazione a Genova

Giovedì 3 aprile 2025 alle ore 17 presso l’area degli scavi archeologici dei Giardini Luzzati a Genova, la Camera del Lavoro di Genova organizza la presentazione del libro “Lavoro povero a Genova” a cura di Luca Borzani. L’evento sarà un’importante occasione di riflessione e dibattito sui temi di attualità che riguardano il mondo del lavoro nella città di Genova

Gli ultimi dati 2024 elaborati dall’Ufficio Economico Cgil Genova e Liguria indicano in 16.463 le persone in cerca di occupazione nel Comune di Genova. Sempre su dati di fonte Istat gli inattivi a Genova erano 86.801 nel 2024 – di questi oltre il 60% erano donne -, con un tasso di inattività del 31,4%, il più elevato con Torino tra tutti i grandi comuni del Centro-Nord. Non stanno meglio i giovani dove tra i nuovi assunti il contratto a tempo indeterminato è una chimera; solo il 6,6% dei giovani under 29 anni è stato assunto stabilmente nel 2024.

Il testo che sarà presentato giovedì raccoglie dieci interventi che analizzano cosa è il lavoro povero tra i quali la precarietà del lavoro, le basse retribuzioni che colpiscono in particolare donne, giovani e stranieri, dal progressivo indebolimento del welfare nazionale alle disparità di genere, passando per l’emigrazione dei giovani laureati.
Insieme all’autore Luca Borzani interverranno Igor Magni Cgil Genova, Emanuela Traverso Nidil Cgil Genova, Mattia Rossi Legacoop Liguria, Luisa Stagi Università di Genova e Andrea Chiappori Comunità di Sant’Egidio.
“I numeri diffusi dalla Cgil sul mercato del lavoro genovese sono estremamente preoccupanti – dice Armando Sanna, capogruppo del Pd in Regione -. Quasi 16.500 persone in cerca di occupazione e un tasso di inattività che ci colloca ai vertici negativi tra le grandi città del Centro-Nord sono segnali che non possiamo ignorare” – dichiara il capogruppo del PD in consiglio comunale Armando Sanna. La precarietà dilagante, le assunzioni stabili che sfiorano appena il 6,6% per gli under 29 e l’emigrazione dei giovani laureati certificano il fallimento delle politiche del lavoro messe in campo finora. Genova non può permettersi di perdere un’intera generazione di talenti. È urgente un piano strutturale per incentivare il lavoro di qualità, attrarre investimenti e garantire opportunità concrete a chi oggi si trova senza prospettive».
«Serve un cambio di passo deciso: il Comune e la Regione devono assumersi la responsabilità di mettere il lavoro al centro della propria agenda, con misure che favoriscano la stabilità occupazionale e riducano il divario di genere, oggi ancora troppo marcato» conclude Sanna.
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