Il centrosinistra a Piciocchi: «Non accettiamo che le istituzioni utilizzino una dialettica inquinante, svilendo l’intelligenza collettiva. Confidiamo nel lavoro della magistratura»

La risposta dei consiglieri e delle consigliere comunali di opposizione alla lettera del Vicesindaco facente funzioni a proposito della morte della donna schiacciata dalla palma: «Si è trasformata in un attacco molto duro e dai toni apertamente elettorali, contro le associazioni ambientaliste, contro i cittadini che da anni hanno a cuore il verde urbano, e contro le formazioni politiche che più si sono spese su questo argomento»

La lettera, indirizzata al Secolo XIX a cui il vicesindaco facente funzioni aveva affidato le sue elucubrazioni a seguito della tragedia in cui ha perso la vita la cinquantasettenne Francesca Testino, aveva già suscitato le feroci critiche delle associazioni chiamate in causa. Nel mirino, le frasi: «Nel mio attuale ruolo istituzionale non posso più tacere su tutto quello che ho sperimentato in questi anni e che rende una tragedia come questa praticamente inevitabile. Parlo del clima di sistematica intimidazione che accompagna ogni decisione sullo stato di salute degli alberi. Il fanatismo verde con tutti i suoi addentellati e complicità in alcuni partiti ha grandi responsabilità nell’averci portato spesso a scelte dissennate, illogiche e dispendiose – si legge nella lettera -. E alla fine fonte di grave pericolo pur di risparmiare a tutti i costi la vita di alberi già gravemente malati e compromessi. Gli agronomi sono ormai condannati a vivere in un vero e proprio stato di terrore perché ad ogni taglio corrispondono uno o più denunce penali con plateali manifestazioni pubbliche di dissenso da parte dei cittadini e comitati, esperti improvvisati che ottengono sempre grandi spazi di visibilità».

I partiti, gli stesso del campo largo del centrosinistra, fino a quel momento, avevano rispettato il lutto evitando commenti e attribuzioni di responsabilità, per rispetto alla famiglia della donna. Oggi i 18 consiglieri e consigliere della minoranza del consiglio comunale hanno inviato al quotidiano una lettera di risposta, poi diffusa a tutti i media alla luce dell’ampia polemica che la missiva di Piciocchi ha generato. Si tratta di Donatella Anita Alfonso, Lilia Bonicioli, Mariajosè Bruccoleri, Filippo Bruzzone, Rita Bruzzone, Fabio Ceraudo, Vittoria Canessa Cerchi, Gianni Crivello, Davide Patrone, Stefano Costa, Ariel Dello Strologo, Francesca Ghio, Paolo Gozzi, Si Mohamed Kaabour, Cristina Lodi, Monica Russo, Claudio Villa, Arianna Viscogliosi.
Ecco il testo

Abbiamo letto con stupore e sconcerto la lettera pubblicata su questo giornale domenica 16 marzo, che partendo dal lutto condiviso per la tragica morte di una nostra concittadina, si è trasformato in un attacco molto duro e dai toni apertamente elettorali, contro le associazioni ambientaliste, contro i cittadini che da anni hanno a cuore il verde urbano, e contro le formazioni politiche che più si sono spese su questo argomento.
La lettera di chi in questo momento si trova al vertice dell’amministrazione comunale, ci lascia sbalorditi per l’inadeguatezza dimostrata proprio da chi sta governando la città. Capiamo il vicesindaco quando parla della responsabilità che sente su di sé. Troviamo però inaccettabile, dopo aver fatto atto di contrizione, gettare su altri la responsabilità che dice di sentire. La nostra società non può subire tentativi di divisione, e non accettiamo che le massime cariche delle nostre istituzioni cittadine utilizzino una dialettica inquinante, avvelenando il dibattito pubblico e svilendo l’intelligenza collettiva. Confidiamo nel lavoro della magistratura, in cui rinnoviamo la nostra fiducia. L’amministrazione pubblica dovrà impostare un nuovo metodo sulla cura del verde e prendere concretamente i provvedimenti necessari affinché una tragedia simile non si verifichi più, senza puntare il dito contro la società civile o le formazioni politiche. Come rappresentati delle istituzioni del Comune di Genova ci stringiamo al dolore della famiglia di Francesca e a tutta la cittadinanza, oltre ogni colore politico. Genova merita cura, ma soprattutto le genovesi e i genovesi meritano rispetto.
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