Film filorusso a Tursi, tra gli ospiti l’organizzatore della petizione contro Mattarella pieno di firme false: Ciolanka Sbilenka, Vagina Quasinova e Galina Kocilova

Secondo la deputata di Azione Federica Onori «Oggi, a tre anni dall’invasione su vasta scala, presentiamo l’ennesima interrogazione sui tentativi della propaganda russa di inquinare il dibattito pubblico italiano, riproponendo le narrative di Putin». In Comune interrogazioni di Rita Bruzzone ed Elena Manara. L’assessore Corso spiega che per regolamento non si può negare lo spazio ai gruppi

Dopo le critiche di Cristina Lodi (Azione), due interpellanze sono state presentate oggi nella Sala Rossa di Tursi da Rita Bruzzone (Pd) ed Elena Manara (Vince Genova). L’assessore Francesca Corso richiama una vecchia delibera secondo la quale se un gruppo politico chiede la sala non la si può negare. Il film è stato prodotto da una tv russa soggetta a sanzioni europee per la propaganda filorussa piena di falsità e invenzioni. La differenza di prospettiva tra l’Amministrazione comunale e i consiglieri che criticano la concessione della sala all’interno degli spazi civici sta nel considerare o non considerare il lungometraggio vietato come la televisione che lo ha prodotto.

La proiezione è prevista per venerdì 28 febbraio nell’ambito di un evento organizzato dal gruppo consiliare “Uniti per la Costituzione” nel Salone di rappresentanza di Palazzo Tursi. Il titolo è “Guerra in Ucraina, possibili iniziative di pace dei Comuni italiani” ed è, appunto prevista la proiezione di un lungometraggio di propaganda filorussa, prodotto da Russia Today, emittente sanzionata dall’UE sin dall’inizio della guerra. Rita Bruzzone ha anche evidenziato la prevista la partecipazione del giornalista Vincenzo Lorusso, promotore di una raccolta firme contro le parole del presidente della Repubblica Sergio Mattarella che il 5 febbraio scorso, durante la consegna dell’onorificenza di dottore honoris causa all’università francese di Aix-Marseille, Mattarella ha paragonato l’aggressione della Russia contro l’Ucraina al «progetto del Terzo Reich in Europa», ossia alla Germania nazista. Lorusso ha consegnato le firme, teoricamente 10mila, nelle mani di Maria Zakharova, direttore del dipartimento informazione e stampa del Ministero degli esteri della Russia.
Ma alcuni screenshot circolati sul social dimostrano come la raccolta contro le dichiarazioni del presidente della Repubblica sulla Russia sia piena di nomi palesemente falsi. Tra questi: Ciolanka Sbilenka, Vagina Quasinova e Galina Kocilova. Le famose “diecimila firme” consegnate alla portavoce del ministero degli Esteri russo rischiano di trasformarsi in un clamoroso boomerang per la propaganda filorussa. È probabile che, per gonfiare il numero delle adesioni, qualcuno, usando un bot per firmare la petizione, abbia creato nomi inventati da inserire, ispirandosi anche alla cultura pop.
Il creatore della petizione online ha disabilitato la visualizzazione dell’elenco dei firmatari, ma grazie a screenshot e copie cache facilmente reperibili, i nomi falsi sono inevitabilmente finiti sui social, accompagnati da commenti divertiti da parte degli utenti che prendono in giro la petizione.
Al di là di questo siparietto da cabaret (se non si parlasse di una questione tragicamente seria), c’è l’affidamento della sala comunale. «Si chiede di sapere – ha scritto Rita Bruzzone nella sua interpellanza – con quali criteri il Comune di Genova valuti la disponibilità del palazzo civico e se intenda confermare la disponibilità accordata anche alla luce delle informazioni esposte» . Mentre Elena Manara ha presentato una «richiesta di precisazioni circa le modalità di concessione per eventi istituzionali e per proiezioni».
«Partendo dall’assunto che “la mia libertà inizia dove finisce quella altrui”, voglio precisare innanzitutto che il Salone di Rappresentanza non rappresenta l’unico spazio che l’Amministrazione può concedere in uso ai gruppi consiliari – ha risposto l’assessore Francesca Corso in Consiglio -. Tale concessione è normata da una delibera del 2000 firmata dall’allora sindaco Giuseppe Pericu che sancisce il diritto, da parte dei gruppi consiliari, di richiedere ed ottenere l’uso di alcuni spazi come estensione della propria attività istituzionale attraverso la firma di un modulo ad hoc, prendendosi la responsabilità di quello che avverrà nel Salone stesso. Pertanto, con riferimento al convegno organizzato a Palazzo Tursi da un gruppo consiliare, non essendo prevista una discrezionalità politica nella concessione di uno spazio, essendo stata vietata dall’Unione Europea la trasmissione dell’emittente e non la trasmissione del film contestato, e per il fatto che l’evento viene svolto nel rispetto delle leggi e dei regolamenti del Comune, non ci sono motivi ostativi alla possibilità di utilizzare il Salone per il convegno in questione».
Tutta la questione sta nel capire se la produzione evidentemente propagandistica di una tv sanzionata dalla Ue e le cui trasmissioni sono vietate nei paesi membri sia diffondibile, visti che è uno dei prodotti usati per diffondere proprio quella propaganda fatta di disinformazione per cui la televisione è stata vietata e di fatto ne è lo strumento.
La deputata Federica Onori di Azione, sulla scia delle proteste della sua compagna di partito consigliera comunale genovese Cristina Lodi, ha depositato un’interrogazione a Presidente del Consiglio dei ministri e al Ministro dell’Interno.
Onori scrive che: «Venerdì 28 febbraio 2025, presso il salone di rappresentanza di Palazzo Tursi, sede del Comune di Genova, è prevista la proiezione del documentario Maidan, la strada verso la guerra, prodotto dall’emittente russa RT, precedentemente nota come Russia Today. La trasmissione di RT, e di conseguenza la proiezione del documentario, è stata vietata in tutti i Paesi dell’Unione Europea con la Decisione (PESC) 2022/351 del Consiglio dell’Unione Europea e il Regolamento (UE) 2022/350 – normative attuate in tutta l’UE a partire da marzo 2022. La proiezione del documentario è stata organizzata nell’ambito di un convegno promosso dal consigliere comunale Mattia Crucioli. Tuttavia, nonostante le polemiche sollevate da diverse forze politiche locali e nazionali tramite vari mezzi di informazione, il Comune di Genova ha dichiarato che l’evento non violerebbe le normative comunali; pertanto, non ci sarebbero motivi per impedirne la realizzazione in uno spazio pubblico. Il documentario in questione è prodotto da un’emittente russa soggetta a sanzioni europee, il che rende evidente che l’autorizzazione della proiezione contravviene alle decisioni adottate a livello europeo. In altre città italiane, come Bologna e Torino, sono stati già presi provvedimenti per fermare la proiezione di documentari simili in spazi pubblici, in risposta alle preoccupazioni riguardo alla diffusione di messaggi che potrebbero essere interpretati come veicoli di propaganda. Questo evento si colloca in un contesto internazionale complesso, in cui la guerra in Ucraina è ancora in corso. La diffusione di contenuti che riflettono la visione russa del conflitto solleva interrogativi sulla responsabilità delle istituzioni pubbliche italiane nel garantire che non vengano legittimati contenuti propagandistici o disinformativi, che potrebbero minare gli sforzi di diplomazia e coesione europea».
Alla luce di tutto questo Onori chiede «quali iniziative intendano adottare per garantire che gli spazi pubblici italiani non vengano utilizzati per la diffusione di messaggi percepiti come veicolo di propaganda proveniente da entità soggette a sanzioni europee?».
«Oggi, a tre anni dall’invasione su vasta scala, presentiamo l’ennesima interrogazione sui tentativi della propaganda russa di inquinare il dibattito pubblico italiano, riproponendo le narrative di Putin – commenta la deputata di Azione -. Questo in merito alla proiezione del documentario “Maidan, la strada verso la guerra”, in programma il 28 febbraio a Palazzo Tursi, sede del Comune di Genova. La trasmissione di contenuti prodotti da Russia Today è vietata nell’Unione Europea per il loro ruolo di megafono dei messaggi propagandistici del Cremlino, volti a distorcere la realtà del conflitto in corso. Ho presentato l’interrogazione ai ministri competenti chiedendo come il Governo intenda applicare e monitorare l’implementazione delle sanzioni europee, con particolare riferimento all’evento in programma in una delle sale comunali di Genova nei prossimi giorni».
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