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Vibrazioni e rumori per i lavori del ribaltamento a mare, infuocata assemblea e protesta a Sestri Ponente. Fincantieri assente

Da una parte la comunicazione istituzionale del Comune («Dalla parte dei cittadini per conciliare opera strategica per lo stato con la vivibilità del quartiere»), dall’altra la rabbia dei sestresi le cui case tremano da mesi senza che le istituzioni convincano Fincantieri e far cessare il disagio che la gente teme possa trasformarsi in danno permanente per gli edifici

A comprovare quanto accade a Sestri Ponente è una serie di video trasmessi durante la serata che raccontano delle scosse che sembrano quelle di un terremoto, dei rumori continui e intollerabili, di bicchieri che tintinnano, di pavimenti che vibrano come se fosse in atto un movimento tellurico. A Sestri Ponente i nervi sono a fior di pelle perché tutto questo continua da mesi. All’assemblea pubblica la gente è andata a chiedere il rispetto per le persone, per le famiglie, per le attività economiche e per proprietari e affittuari degli immobili che teme possano essere irreparabilmente danneggiati.

Al termine, il comunicato ufficiale dell’Amministrazione Comunale

Questa sera, durante l’assemblea pubblica, abbiamo affrontato in modo diretto con i residenti i problemi, a partire dalle vibrazioni e dai rumori, che stanno interessando il quartiere di Sestri Ponente, collegati ai lavori in corso per l’ampliamento del cantiere, da parte di Autorità di sistema portuale.

La popolazione e chi ha un’attività nel quartiere ha preoccupazioni, che condividiamo, e su cui abbiamo chiesto garanzie ad Adsp: la delegazione sta vivendo disagi che non vogliamo ignorare e che vogliamo superare. Chiederemo ad Adsp una risposta sul rispetto di fasce orarie precise sulle lavorazioni di palificazione, che non impattino in modo incontrollato sulla vita delle persone. Il fatto di aver aperto un canale diretto con la cittadinanza risponde a una chiara volontà dell’amministrazione di conciliare la presenza di un’eccellenza industriale come Fincantieri, di interesse nazionale, con il quartiere di Sestri Ponente, con chi vi abita e lavora e la città in generale. Abbiamo aperto un tavolo di confronto con Fincantieri come Comune e Municipio, una sede in cui affronteremo i temi anche sul futuro del sito a partire dal reperimento delle maestranze e della formazione. Per quanto riguarda i ristori per i disagi subiti in questi mesi, valuteremo la praticabilità del Pris e sulla richiesta di eventuali danni abbiamo sollecitato il ricorso alla segnalazione sull’apposita sezione del sito dell’Autorità di sistema portuale che abbiamo richiesto nelle scorse settimane e ed è stata attivata”. Tra i temi affrontati durante l’assemblea pubblica organizzata dal Comune di Genova al Teatro Verdi, all’ordine del giorno, alla presenza dell’assessore competente Sergio Gambino, anche la sicurezza su cui l’amministrazione ha proposto un incremento della presenza della polizia locale, un’implementazione della videosorveglianza e dell’illuminazione. Il consigliere delegato al Ribaltamento a mare del cantiere Fincantieri di Sestri Ponente Lorenzo Pellerano ha, inoltre, introdotto il percorso partecipato per il quartiere a partire dal Masterplan elaborato dalla struttura commissariale per il futuro del quartiere. Presente all’assemblea anche l’assessore alle Politiche sociali Enrico Costa e la presidente del Municipio VI Medio Ponente Cristina Pozzi.

Ma ai cittadini, che si sono presentati con eloquenti striscioni, interessano poco i “chiederemo” dopo settimane e settimane di disagi, i tavoli di confronto, i “valuteremo i ristori”, i “percorsi partecipati”. I sestresi vogliono prima di tutto smettere di tremare insieme alle loro case.

All’assemblea c’erano la consigliera regionale Katia Piccardo (Pd), i consiglieri comunali Davide Patrone (capogruppo Pd a Tursi), Donatella Alfonso, Vittoria vanessa Cerchi e Rita Bruzzone (Pd), Fabio Ceraudo (M5s) e Filippo Bruzzone (Lista Rossoverde), Cristina Lodi (Azione).

«Fatevela, un’idea di cosa significhi vivere nelle case di Sestri Ponente, mentre si trivella, si martella, tutto vibra ( anche i vostri nervi), sui muri si aprono crepe e le finestre vanno fuori asse e non si chiudono più – scrive Donatella Alfonso su Fb, dove ha postato anche i video trasmessi ieri sera -, Fatevi un’idea delle mirabolanti trasformazioni di pezzi di città che vanno avanti avendo come calendario solo quello elettorale, senza pensare che le grandi opere non si fanno in un territorio vuoto, ma abitato. All’assemblea sui lavori per il ribaltamento a mare di Fincantieri, non si sente ( perché non c’è!) la voce dell’azienda, peraltro realtà statale ben salda nelle mani della destra (leghista) di governo; quasi silente l’Autorita di Sistema Portuale commissariata da mesi. Inaccettabile che il comune, per voce del vicesindaco reggente e aspirante sindaco, dica che non e’ competenza diretta di Tursi. Peccato che tocchi al Comune richiamare tutti all’ordine. E garantire ai sestresi, da troppo tempo dimenticati (e che devono far sentire la loro voce, anche per i nuovi cittadini che vengono dall’altra parte del mondo e in Fincantieri ci lavorano, chiedendo migliori condizioni e maggiore integrazione per loro e le loro famiglie) , di essere non solo risarciti con quattro spiccioli per le crepe, ma rispettati e ascoltati. Il problema non e’ piantare tutti i pali prima delle elezioni, e’ farlo senza far impazzire chi abita nel quartiere, mentre le loro case perdono valore e vivibilità».

«Una Sestri che trema ma non molla! – aggiunge Rita Bruzzone -. Una assemblea che ha dimostrato tanto dissenso e che l’esasperazione dei cittadini non si placa con un paternalistico monito verso un tecnico di Autorità Portuale. Non ci sottrae dalle gravi responsabilità di governo della città. Perché questo è accaduto. Dove erano il Commissario di Adsp, la dirigenza Fincantieri (azienda pubblica), il Rina ma soprattutto perché il Comune non ha fermato il cantiere ed ascoltato le proteste dei sestresi? Un reggente che malgrado gli sforzi forse sta sentendo tremare tutto. E già perché martedì è stato sospeso il Consiglio Comunale privo di maggioranza, oggi due consigli municipali, VII Ponente e Bassa Valbisagno, nuovamente sospesi, perché i consiglieri della sua maggioranza non hanno garantito il numero legale. Mi sembra che di terremoti in atto ce ne siano parecchi».

«Il ribaltamento a mare e la presenza di Fincantieri a Genova sono elementi strategici per lo sviluppo economico della nostra città – commenta Cristina Lodi -. Ma è evidente che le opere sicuramente devono essere fatte se servono ma devono essere fatte bene creando complicità e condivisione passo passo con la popolazione coinvolta dai lavori stessi per affrontare disagi e problemi ma soprattutto evitarli. In questo caso le vibrazioni rilevate dagli abitanti e la loro forza senza inizialmente alcune preavviso o affiancamento hanno creato paura e disagio. A partire banalmente seppur non è cosa banale per nulla dal rispetto degli orari delle emissioni delle vibrazioni che spesso non vengono rispettati. Le case tremano : da qui bisogna partire. Inoltre ogni opera deve prevedere studi evitare i disagi e per indennizzare chi subisce disagi inevitabili momentanei o permanenti ed eventualmente prevedere anche lo spostamento come è avvenuto in alcuni casi se richiesto dagli interessati ad altro luogo abitativo per tempi definiti appoggiandosi al famoso PRIS regionale e alla sua attivazione. Oppure non è chiaro perché non siano stati chiesti i testimoniali di stato prima dell’avvio dei lavori. Lo chiederò’ con forza a partire dal Consiglio Comunale. Siamo nel 2025 e tutto deve poter essere previsto, limitato e risarcito. Bisogna recuperare tutto il tempo che si può recuperare
La riunione sugli impatti e le spiegazioni si devono fare prima, in fase embrionale in modo da correggere un progetto realizzato a qualche metro dall’abitato».

In copertina: foto di Rita Bruzzone


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