Consiglio Comunale, nessuna commissione dopo le feste, il Pd: «Amministrazione comunale bloccata dagli impegni elettorali della giunta»

Il gruppo Dem: «Richieste di commissioni su Skymetro, Pnrr e partecipate, ma i lavori sono paralizzati». Piciocchi: «Sono nervosi, non si giustifica diversamente tanta aggressività. Le commissioni non le decide il sindaco facente funzioni, ma la Presidenza del Consiglio». Domani il primo consiglio dopo le festività con maggioranza e opposizione in parità teorica (20 a 20) dopo il trasloco nel gruppo misto di Paolo Gozzi (ex capogruppo di Vince Genova) e Umberto Lo Grasso (Liguria al Centro con Toti)

La maggioranza perde i pezzi, con altri due consiglieri che, dopo Stefano Costa, trasmigrano nel gruppo misto e altri in cerca di partito (alcuni sempre a destra, altri no) mentre naufraga in Comune l’esperienza civica di centrodestra dopo il passaggio dell’ex sindaco Marco Bucci alla presidenza della Regione e la scarsa rispondenza tra risultato elettorale reale e attribuzione delle poltrone in piazza De Ferrari, che ha penalizzato, appunto, i civici a vantaggio della Lega.


In questo quadro che in Genovese si direbbe di “bullesume”, il Pd attacca: «La paralisi che sta attraversando il Consiglio Comunale in questi giorni è motivo di seria preoccupazione. Per tutta la settimana di ripresa dei lavori, dopo la pausa natalizia, non sono previste commissioni consiliari. Una situazione che non solo compromette l’efficacia del lavoro dei consiglieri e delle consigliere, ma che evidenzia la crescente fragilità della maggioranza»
«Nei giorni scorsi il capogruppo del Partito Democratico Davide Patrone ha formalmente richiesto la convocazione di una commissione per discutere di Skymetro, per formulare osservazioni prima che il nuovo progetto venga presentato al Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici, che ha bocciato a più riprese i precedenti – dicono al gruppo Dem -. Nonostante la richiesta, ad oggi non è stata ancora fissata alcuna data per il confronto in commissione. E questo è solo l’ultimo di una lunga serie di episodi in cui le richieste di commissioni avanzate dal gruppo del Partito Democratico sono rimaste inevase: 53 su 61, per la precisione, sono le commissioni richieste dal PD e non convocate nel 2024. Commissioni che dovrebbero trattare temi cruciali quali lo stato di avanzamento dei progetti del PNRR o questioni afferenti le partecipate del Comune. Quante di queste commissioni avrebbero potuto essere convocate in questa settimana?»
Si dice che anche qualche assessore avesse sollecitato la convocazione di commissioni, ma non sia stato accontentato.
«La questione, però, va ben oltre il singolo episodio – proseguono i consiglieri del Pd -. Oggi più che mai è evidente la fragilità della maggioranza, che non solo non riesce a garantire il normale funzionamento delle commissioni, ma che continua a perdere pezzi: proprio questa mattina è arrivata la notizia dell’ennesimo consigliere di maggioranza che ha deciso di abbandonare il gruppo della Lista Toti per unirsi al gruppo misto. Un altro colpo per una Giunta che fatica a mantenere coesione e stabilità all’interno della propria maggioranza – proseguono al gruppo Pd -. In questo scenario, il vicesindaco reggente Piciocchi sembra essere più interessato a fare campagna elettorale in giro per la città con la fascia tricolore, che a garantire il corretto funzionamento delle istituzioni. Così come il suo predecessore, Piciocchi dimostra di non considerare prioritario il confronto con il Consiglio e con l’opposizione».
«Sono nervosi, prendo atto, non si giustifica diversamente tanta aggressività – risponde il vicesindaco Facente Funzioni Pietro Piciocchi, chiamato in causa direttamente -. Dovrebbero sapere che le commissioni consiliari non le fissa e non le decide il Vice Sindaco facente funzioni ma la Presidenza del Consiglio e la Capigruppo che per mesi, peraltro, hanno disertato in polemica non ho mai ben capito per cosa. Per il resto, sebbene facciano il tifo per il commissariamento della nostra Città e per la sua paralisi, si rassegnino al fatto che andiamo avanti con piena energia nel quotidiano lavoro e che non esiste alcun vuoto nell’amministrazione cittadina»
«Cosa si aspetta la maggioranza? Che l’opposizione e i cittadini genovesi accettino passivamente la sospensione della democrazia per consentire alla giunta di dedicarsi esclusivamente alla campagna elettorale? – rilanciano al Pd -. La città ha bisogno di amministratori che lavorino per il bene comune, non di figure che utilizzino le istituzioni come vetrina elettorale. Finché questa responsabilità continuerà a ricadere sulle spalle della destra, non mancheranno richiami al rispetto degli impegni presi e alla necessità di garantire il buon funzionamento delle istituzioni. Chiediamo al vicesindaco Piciocchi e agli assessori di presentarsi in aula e di assumersi le proprie responsabilità. È urgente che l’amministrazione comunale torni a lavorare nell’interesse dei cittadini, assicurando il regolare svolgimento delle attività istituzionali. Genova non può rimanere bloccata dalle divisioni interne della maggioranza, né dalle attività elettorali della giunta che la distolgono dai suoi doveri di amministrazione e di confronto democratico sui temi cruciali per il futuro della città».
Il presidente del Consiglio Comunale che è responsabile della calendarizzazione delle commissioni, Carmelo Cassibba, è anche il leader delle liste civiche legate a Bucci e in questi giorni ha dovuto far fronte sia al malcontento che si è cristallizzato con la fuoriuscita di Gozzi, sia a quello noto solo agli addetti ai lavori e relativo ad altri consiglieri, con la concreta possibilità che anche altri cambino gruppo per attestarsi in partiti veri e propri. I bene informati parlano, ad esempio, di un possibile passaggio di Tiziana Notarnicola, anche lei ex capogruppo di Vince Genova, in Forza Italia. Nel caso, resterebbe, quindi, nell’attuale maggioranza di centrodestra. Non sarebbe, però, l’unica a pensare di cambiare banco all’interno della Sala Rossa di Palazzo Tursi. Cassibba è stato anche impegnato in qualche acquisizione, quella del consigliere regionale Federico Bogliolo, un tempo fedelissimo a Toti e a Ilaria Cavo, e quella del presidente del Municipio Media Valbisagno Maurizio Uremassi.


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