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Certosa, l’inaugurazione dei bagni pubblici logora chi non la fa. Metodo e sostanza del confronto politico in vista delle Comunali

Parafrasando “Il potere logora chi non ce l’ha”. È questo, senza alcun dubbio, l’aforisma più celebre fra quelli attribuiti a Giulio Andreotti. Anche se la frase non è sua, bensì del celebre politico e diplomatico francese del Settecento, Charles Maurice de Tayllerand. Ma nel caso specifico citare statisti e diplomatici di rango è davvero eccessivo. Perché il tema, il casus belli, è l’apertura di bagni pubblici in Valpolcevera e da questo nasce la polemica che vede l’un contro l’altro armati il presidente del parlamentino di vallata, Federico Romeo, e il vicesindaco facente funzioni Pietro Piciocchi. Ma potrebbe essere di più di una bagatella. Potrebbe essere il primo atto dello scontro tra candidati sindaci per le elezioni a sindaco di Genova

di Monica Di Carlo


La notizia è l’apertura, ieri, di bagni pubblici nello slargo tra via Garello e via Piombino, a Certosa. Chi ha qualche primavera sulle spalle sa che i vecchi vespasiani che erano sul posto sono stati occasione di ultradecennale polemica per la condizioni in cui, puntualmente, versavano, lustro dopo lustro, indipendentemente dagli interventi di pulizia, nel corso del tempo fatti o non fatti. È successo a ogni vespasiano “old style”, in qualsiasi angolo della città e non solo a Genova. In più, come tutte le strutture di questo tipo, erano accessibili solo agli uomini e non alle donne e solo ai normodotati e non ai disabili.

Così il Municipio Valpolcevera ha deciso di chiuderlo per farne un’altra cosa: dei bagni pubblici sorvegliati, spiega il presidente Federico Romeo, a capo del parlamentino di zona da due mandati. «Dietro al vecchio vespasiano c’erano dei magazzini in disuso – spiega il presidente, tra i nomi papabili per l’investitura a candidato sindaco di centrosinistra alle prossime elezioni comunali -. Abbiamo così deciso di fare del vespasiano l’accesso a locali toilette veri e propri».

Potenziale anteprima di scontro elettorale per la carica di sindaco

I fondi usati fanno parte del tesoretto lasciato al Municipio dall’allora presidente Gianni Crivello, poi diventato assessore e consigliere comunale e che ora – non essendo stato eletto all’ultima tornata di due anni fa – rientrerà nella sala rossa di Tursi per il residuo periodo di amministrazione fino all’apertura delle urne come primo dei non eletti a scorrimento a seguito delle dimissioni di Alberto Pandolfo che a sua volta andrà a sostituire alla Camera l’ex ministro Andrea Orlando, ex candidato presidente della Regione sconfitto per una manciata di voti da Marco Bucci, che ha deciso di restare in Consiglio regionale. A sua volta, Bucci ha abbandonato la guida di Palazzo Tursi per assumere quella di piazza De Ferrari e le sue funzioni, fino alle elezioni, sono ricadute sul vicesindaco Pietro Piciocchi, che oggi è a capo della giunta come “facente funzioni di sindaco”. Piciocchi è, inoltre, tra i più probabili candidati alla poltrona di sindaco per il centrodestra alle prossime elezioni amministrative insieme ad Ilaria Cavo. Certamente è il nome dell’ex sindaco Marco Bucci che, prima di accettare la candidatura alla Regione, si dice abbia ottenuto un accordo sul nome del suo delfino con la premier e leader di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni. Alla luce del potenziale ruolo futuro dei due protagonisti, tutta questa questione, sebbene appaia a prima vista come una bagatella di scarsa rilevanza, a ben vedere potrebbe essere l’anticipazione della guerra di propaganda che inevitabilmente lo scontro tra candidati della sinistra e della destra porterà con sé.

Ma torniamo alla questione attuale: il “tesoretto” lasciato da Crivello e amministrato da Romeo, in questi anni di rubinetti chiusi da Tursi ai Municipi e, quindi, di vacche magrissime per i parlamentini del territorio, hanno consentito di proseguire in Valpolcevera con quelle manutenzioni e iniziative puntuali e veloci che nel resto del territorio genovese, dove sono state accentrate e delegate alla macchina del Comune, sono mancate. Con i presidenti di centrodestra, 7 su 9, a masticare spesso amaro e qualche volta anche a sbottare, quantomeno in sede ristretta di maggioranza, per l’impossibilità di dare risposte immediate ai cittadini.

La versione del presidente Federico Romeo

Per quanto riguarda i bagni pubblici di Certosa che, come si è detto, sono stati aperti ieri, a raccontare la sua versione è il presidente Romeo: «Avevamo concordato la data con gli uffici – racconta -. Il tema è stato oggetto di una riunione in videochiamata il 22 novembre scorso con gli uffici a cui ha partecipato una dirigente della direzione Servizi per fragilità e vulnerabilità sociale dell’assessorato Politiche sociali allora retto da Lorenza Rosso, ora, nel frattempo, col rimpasto di giunta, trasferita alla Cultura».

Mercoledì 18 dicembre, il Municipio dà conferma alla dirigente che già aveva partecipato alla riunione in videochiamata di novembre della data dell’apertura con una mail ufficiale firmata dalla funzionario responsabile. «Tutto è documentato da carteggio ufficiale – spiega Romeo – e, ovviamente, in queste settimane ci sono state diverse interlocuzioni telefoniche dei miei uffici con quelli della direzione Politiche sociali».

Nel frattempo avviene il rimpasto, con la nuova nomina all’assessorato comunale ai Servizi Sociali di Enrico Costa in sostituzione di Lorenza Rosso.

Giovedì 19 ottobre, il giorno prima dell’apertura, scoppia la tempesta. Il neo assessore ai Servizi Sociali Enrico Costa contatta Romeo e gli chiede di cambiare la data di apertura perché lui dovrà partecipare alla giunta comunale e non potrà esserci. Romeo gli risponde al telefono che la cosa è concordata da molto tempo, come dimostra tutto il carteggio col Comune, e che non sposterà il “vernissage” delle toilette, anche perché sono stati chiamati a partecipare altri soggetti già impegnati per la presenza. Tra questi, la cooperativa “Il Rastrello” che si occuperà della pulizia e il comitato Liberi Cittadini di Certosa. «Sono stato poi chiamato anche dall’assessora Rosso, fino a pochi giorni fa responsabile dell’assessorato specifico – prosegue il presidente del Municipio -. Anche a lei ho detto “no”. A quel punto mi è arrivata una lettera ufficiale dal vicesindaco facente funzioni Pietro Piciocchi in cui si afferma che l’assessore non è stato preventivamente coinvolto e che riteneva necessario ricalendarizzare l’evento a data da concordarsi e mi avvertiva che i referenti del progetto Startappe dell’assessorato, che secondo gli accordi presi dovranno occuparsi di apertura e chiusura dei bagni, non sarebbero stati autorizzati a partecipare».

E, infatti, gli addetti di Startappe ieri non c’erano e quindi non hanno preso in carico le chiavi. «Noi abbiamo aperto comunque i bagni – prosegue il presidente del Municipio – e, non potendo conferire le chiavi ai responsabili del progetto come da precedenti accorsi, abbiamo dato in carico apertura e chiusura al comitato Liberi Cittadini di Certosa e ai commercianti della zona. Abbiamo provveduto a fornire i bagni di carta igienica e salviette usa e getta. Mi farò carico, a mie personali spese, di fornire i cestini. Non si è trattato di un’inaugurazione, semplicemente dell’apertura, che io nastri non ne metto. Loro con nastri e transenne sono bravissimi».

«Nell’attesa che Startappe, come da accordi con l’assessorato ai Servizi Sociali, se ne faccia carico, il bagno è stato utilizzato già ieri, dal momento dell’apertura, sarà aperto dalle 9 alle 19, con chiusura all’ora di pranzo – conclude Romeo -. Per l’estate o per particolari occasioni vedremo se sarà possibile ampliare il servizio».

La versione del vicesindaco facente funzioni Pietro Piciocchi

Ecco la versione, molto diversa, del vicesindaco facente funzioni Pietro Piciocchi: «Abbiamo appreso del tutto casualmente, da un volantino, che il presidente Romeo aveva organizzato senza concordare minimamente la data con l’Assessore ai Servizi sociali e verificare che l’Assessore fosse disponibile a questa inaugurazione che coinvolgeva il progetto Startappe – sostiene Piciocchi -. Il progetto è interamente in carico non al Municipio, ma alla Direzione comunale fa capo il progetto Startappe. Il Presidente del Municipio, a cose fatte, quindi a data fissata, ha comunicato e ha telefonato all’assessore Costa dicendo che la data era quella e non sarebbe stata cambiata. Giovedì ci è arrivato un volantino dal quale siamo venuti a conoscenza della cosa (a tal proposito, Romeo insiste che esiste tutto un carteggio avuto nel tempo con gli uffici della direzione n. d. r.). tra l’altro tutto sballato perché abbiamo degli accordi con Startappe perché venga pubblicato anche il logo del progetto. L’inaugurazione è proprio un’iniziativa fatta dal Municipio, ovviamente giocando anche un po’ sul fatto che Startappe non era conoscenza della dinamica. Abbiamo giudicato la cosa una scorrettezza istituzionale. Non è che ce l’ho con Romeo, ma ci mancherebbe altro. Quello dei bagni pubblici è un bel progetto, tanto è vero che è anche una bellissima espressione di collaborazione tra Municipio e l’Assessorato e le direzioni centrali. Però non si fa così».

«A quel punto – prosegue il Vicesindaco facente funzioni – gli abbiamo semplicemente fatto presente che, anche per un fatto di buona educazione e di buon rapporto istituzionale, gli abbiamo detto “per favore ricalendarizza” per un fatto di rispetto perché nel momento in cui è coinvolto Startup interviene l’assessore ai Servizi sociali e non è che ti organizzi tu la cosa senza dire niente a nessuno, mettendo tutti davanti al fatto compiuto, È vero che il bagno è stato finanziato con l’accordo quadro municipale, che è peraltro il bilancio del Comune di Genova perché il municipio non è una Repubblica indipendente, vorrei che fosse chiaro, però che questo progetto viene poi gestito dalla direzione centrale». Gli abbiamo detto che a questo punto, se lui aveva organizzato le cose in maniera tale da escluderci, in maniera preordinata per escluderci, l’Assessore ieri mattina non sarebbe potuto intervenire perché era impegnato in giunta comunale. A questo punto nemmeno il dirigente e Startappe sarebbero stati autorizzati a intervenire. Mi sembra molto serena la cosa: è inutile che faccia il martire e la vittima, Sarebbe bastato chiamare l’assessore, concordare la data con lui, come sempre, come fanno tutti gli altri otto presidenti, Michele Colnaghi compreso (l’altro presidente di Municipio non di centrodestra, quello del Centro Ovest n. d. r.), senza fare queste iniziative individuali, queste fughe in avanti». Per inciso, nel Centro Ovest non di rado i consiglieri, non solo quelli di centrodestra che lì è all’opposizione, lamentano di non venire sufficientemente coinvolti nelle iniziative, nelle decisioni e nelle relazioni tra il presidente pentastellato e la giunta Comunale.

La commemorazione dei caduti della Grande Guerra preambolo dello scontro sui bagni pubblici

Piciocchi aggiunge che «Non è la prima volta che il Presidente del Municipio Valpolcevera assume queste iniziative – dice -. Dieci giorni fa ha fatto un’inaugurazione di un evento a Bolzaneto sulla Grande Guerra senza dire nulla a nessuno».

Romeo suggerisce al Vicesindaco facente funzioni di sentire, sull’iter e sui tempi, la direzione coinvolta – spiega – fin dall’inizio e racconta la sua versione della vicenda “Commemorazione della Grande Guerra in occasione dei 100 anni del monumento ai caduti di Bolzaneto”, avvenuta il 16 dicembre, per iniziativa del Municipio, in piazza Rissotto, appunto davanti al monumento. Dopo i saluti istituzionali del presidente della Valpolcevera c’è stata la deposizione di una corona di alloro alla presenza dell’Istituto comprensivo Bolzaneto e di realtà del territorio.

«Pochi giorni prima, il 13 dicembre, mi aveva scritto il Capo di Gabinetto del Comune dicendo di stigmatizzare l’assenza di una previa condivisione dell’evento e la mancata richiesta di di partecipazione al Vicesindaco reggente o suo delegato e di sperare che eventuali futuri eventi del Municipio passassero per una forma istituzionale di condivisione con gli organi centrali dell’Amministrazione – racconta Romeo -. Ho risposto che nel rispetto dell’Istituzione che presiedo, non intendo rinunciare ad alcuna nostra prerogativa e autonomia. Il Capo di Gabinetto ha risposto a sua volta che a suo parere la richiesta di invitare il vice sindaco facente funzione o gli assessori risponderebbe ad un principio di reciproco rispetto istituzionale e nulla c’entrerebbe con le prerogative di autonomia riconosciute al Municipio. Immagino che parlasse dello stesso rispetto istituzionale che il Comune non ha dimostrato il 6 dicembre scorso, quando Piciocchi ha convocato alla Casa di quartiere di Certosa i cittadini per illustrare con i tecnici la riqualificazione dell’area ex Facchini. Senza invitare il Municipio».

Insomma, ricostruendo tutto si capisce che quella relativa ai bagni pubblici di Certosa è ben di più di una inconsistente bega su temi minimi come potrebbe apparire e va anche oltre l’annoso confronto (e spesso scontro) tra il Municipio di segno opposto all’Amministrazione comunale e Tursi. È pretattica per la campagna elettorale.

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