Ponte Morandi 

Memoriale del ponte/3, Possetti: «Racconterà un pezzo di storia oscura del nostro paese. Avremmo voluto presenza vertici istituzioni nazionali»

VIDEO – La presidente del comitato dei parenti delle vittime: «È un esempio di lotta al dolore di lotta alla morte di lotta all’oblio di resistenza di amore di orgoglio per non permettere che venga mai scritta la parola fine ma che rimanga sempre nelle nostre menti la parola “continua”»

«Innanzitutto volevo dirvi che oggi siete qui per inaugurazione, ma sarà molto importante visitare il memoriale con più calma perché oggi potrete avere una visuale così un primo impatto ma sarà importantissimo vederlo con meno persone quindi vi invito a venirci – ha dettola presidente del comitato dei parenti delle vittime, Egle Possetti -. Saluto tutti l’autorità presente, i parenti. Oggi è un grande giorno, un un giorno colmo di emozione, ma anche di stanchezza. È stato un percorso lungo, complesso, articolato. Per tutti c’è stato un grande lavoro per tante persone che si sono impegnate in questo progetto. Ringraziamo le varie amministrazioni comunali di Genova con sindaco e assessori competenti che fin da subito hanno accettato e portato avanti con decisione questo progetto. Ringraziamo lo studio Boeri che è riuscito a comprendere l’importanza di questo luogo, ponendosi con grande rispetto. Ringraziamo le ditte ETT e il Will Media per la loro professionalità e comprensione, ringraziamo il maestro Anzovino che è riuscito a immedesimarsi con passione e sentimento nel nostro dolore. Ringraziamo Anna Decri per il lavoro di scrupolosa ricerca, ringraziamo tutti coloro che hanno lavorato fisicamente ed intellettualmente a questo progetto un grande faticoso impegno portato avanti con serietà non potremmo citarli tutti singolarmente sono tante tante persone. È doveroso, però, un ringraziamento particolare ad alcune singole persone: Stefano Boeri, Maria Oddo, Anastasia Kucherova, Sara Gangemi e Ines Marasso per il loro ruolo determinante nella gestione e nel coordinamento del progetto».

«Oggi nasce un luogo della città, un luogo che dovrà essere un antidoto all’oblio perché con il suo candore esterno racconterà un pezzo di storia oscura del nostro paese, ricorderà le nostre famiglie, ricorderà una città ferita, ricorderà il dolore, ricorderà quando posso quanto possa scendere in basso l’animo umano. Ricorderà anche una grande sconfitta del nostro paese. Auspichiamo che possa raccontare anche un futuro riscatto speriamo che oggi sia scritta la prima pagina di un lungo percorso la prima riga di una storia di espansione della forza di questo memoriale un luogo simbolo che dovrà divenire anche un luogo di ricerca di studio di documentazione ed un presidio di verità. Speriamo che questo luogo diventi parte importante della città conosciuto visitato speriamo che si possa andare fieri di questa opera perché non è mai sufficiente costruire ponti, devono anche essere mantenuti in buono stato i ponti con il passato, perché solo si potranno assimilare nozioni e forse non si commetteranno più gli stessi errori».

«È una giornata importante per il nostro paese ed avremmo voluto una presenza delle istituzioni centrali più marcata ma ringraziamo sentitamente tutti coloro che sono presenti con sincera vicinanza ed affetto» ha aggiunto la presidente del comitato. Al contrario della presentazione dei vari stadi di avanzamento del nuovo ponte e dell’inaugurazione del Ponte San Giorgio, in cui si era sempre verificata una parata di ministri e anche di presidenti del consiglio di turno, oggi le istituzioni erano rappresentate solo dal viceministro ai trasporti, il genovese Edoardo Rixi.

«Noi immaginiamo il memoriale proprio come un ponte che avremo il piacere di percorrere tutti insieme che avremo piacere di curare manutenere correttamente dando esempio di comunità reale – ha continuato Possetti -. Questo non è solo un luogo per raccontare 43 vite spezzate, 43 famiglie distrutte, una comunità divisa e sconvolta. Non è stata una richiesta pretenziosa da parte dei familiari delle vittime. Questo è un esempio di lotta al dolore, di lotta alla morte, di lotta all’oblio, di resistenza, di amore di orgoglio per non permettere che venga mai scritta la parola fine ma che rimanga sempre nelle nostre menti la parola continua. Per questo motivo vorrei io al mio fianco dopo quando faremo il taglio del nastro qualcuno che rappresenti il futuro vorrei con me Cesare Cerulli (figlio di Andrea il portuale morto nel crollo quando aveva 47 anni n. d. r.) lui è una parte del futuro ed è giusto che sia lui a compiere questo gesto simbolico».

A Margine, Possetti ha spiegato: «Noi l’abbiamo visto pochi minuti fa il memoriale terminato pochi minuti fa – ha detto -. Abbiamo ovviamente lavorato a tutti i contenuti insieme a chi li ha prodotti. È stato molto emozionante, molto impattante ed è un po’ il senso che vorremmo che avesse per tutti i visitatori. Vedere la camera immersiva. Essere calati lì dentro con la musica del maestro Anzovino che ti avvolge è veramente toccante. Poi, chiaramente, la storia del memoriale, la storia dei soccorsi, i media come hanno raccontato la notizia, la storia di questa valle, dei suoi abitanti, cos’hanno passato e poi le macerie, il processo e infine uno spazio necessario dedicato alla storia delle vittime, dedicato alle loro vite per i parenti che hanno avuto piacere di mandare materiale. Poi da lì il passaggio alla serra, la serra come momento di luce, come momento di vita, di rinascita che speriamo possa avere un senso anche nella nostra vicenda, che ha visto arrivare così in basso tutto, il nostro Stato, i nostri controlli, chi lavorava per la sicurezza dei cittadini e speriamo che questo possa essere un momento di comprensione di quello che è avvenuto per poi fare in modo che non avvenga più».

A chi chiedeva se rivedere quelle immagini facesse arrabbiare ancora i parenti, la presidente ha risposto: «Eh beh sì, perché come dicevo l’altro giorno noi possiamo essere più sereni che sei anni fa perché logicamente la vita in qualche modo deve andare avanti, ma non saremo mai più felici e quindi quelle immagini rimarranno per sempre nei nostri cuori, nella nostra testa ogni giorno della nostra vita. Abbiamo visto il memoriale tutti assieme, tutti i parenti che so arrivati qua in tempo stamattina. Siamo entrati insieme e ci siamo abbracciati. Ci sarà uno spazio riservato solo per noi. Sarà la casa delle famiglie che sarà una specie di ufficio, un luogo dove potremo riunirci, niente di particolare, un luogo dove possiamo mettere anche i ricordi che ci hanno donato in questi anni i vari regali che ci ha fatto l’associazione Noi per Voi di Masone, eventuali documentazioni che ci hanno regalato, libri di autori che hanno scritto per noi e quindi, insomma, sarà uno spazio così, più che altro un luogo dove poter avere i nostri materiali. L’idea è che non diventi una cattedrale nel deserto, che i cittadini del luogo possano sentirlo come proprio questo spazio, che ci siano poi delle iniziative che pensiamo di fare con proiezioni, dibattiti, perché c’è una bellissima saletta al piano superiore che può essere usata per quello. Successivamente l’idea ambiziosa è che possa diventare un centro studi, un luogo dove si possano analizzare con le università, con degli studiosi quello che sono i disastri di questo tipo per fare in modo che ci sia maggior consapevolezza. Siamo stati in silenzio e poi siamo usciti e ci siamo abbracciati. Si può ascoltare anche il boato di quello che è accaduto. C’è il boato, ci sono delle immagini, ci sono dei suoni, della musica e poi ci sono le luci che si accendono che, come immaginerete, sono i nostri cari»

Video di Paolo Colombo

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