Gli studenti del Bergese in sciopero: «Riscaldamento non sufficiente e punizioni per un intero piano per le colpe di pochi»

La lettera dei rappresentanti di classe denuncia anche problemi strutturali, a cui, però, si sta lavorando e «Scarsi rifornimenti per la sezione alberghiera». I ragazzi aggiungono: «La nostra richiesta non è quella di una soluzione immediata e miracolosa, ma di essere ascoltati. La situazione che stiamo vivendo è insostenibile e non più tollerabile»

La lettera dei rappresentanti di istituto


Sciopero degli studenti dell’IIS Bergese: Le motivazioni di un disagio insostenibile
Noi studenti dell’IIS Bergese abbiamo deciso di intraprendere uno sciopero che inizierà lunedì 9/12/2024 all’orario di entrata a scuola e durerà qualche ora, il tempo necessario per farci sentire dal Preside, che ci auguriamo ci riceverà e ascolterà le nostre richieste. Abbiamo deciso di alzare la voce e protestare contro una situazione di disagio che quotidianamente viviamo nelle nostre aule e nei corridoi. Con questo gesto, vogliamo portare all’attenzione di tutta la comunità educativa e delle istituzioni locali un insieme di problematiche che da anni non trovano soluzione e che mettono a serio rischio la nostra salute, la nostra sicurezza e il nostro diritto a un’istruzione dignitosa.
Le motivazioni alla base di questa decisione sono molteplici e riguardano situazioni quotidiane che, nonostante le continue segnalazioni, continuano a persistere senza risposte concrete. Tra i principali disagi denunciati:
Inadeguate condizioni termiche: Le aule sono frequentemente sotto la soglia di temperatura minima, creando un ambiente insostenibile per lo studio e il benessere degli studenti.
Restrizioni ingiustificate: Un piano in particolare dell’edificio è stato immotivatamente punito e agli studenti è vietato uscire dalle proprie aule durante l’intera giornata, per un totale di sette ore consecutive nella stessa stanza senza modo di muoversi. In particolare, la ragione è il comportamento di pochi ragazzi che fumano nei bagni e che puntualmente non vengono puniti direttamente. L’intero piano è stato privato del diritto agli unici 20 minuti utili a muoversi. I ragazzi sono costretti a rimanere in aula per l’intera giornata, con l’unica possibilità di uscire a turno per andare in bagno, limitando ulteriormente la loro libertà.
Gli studenti maggiorenni, anche se si prendono piena responsabilità delle loro azioni e dichiarano di voler uscire prima per qualsiasi ragione, sono costretti a restare a scuola contro la loro volontà fino alla fine delle lezioni.
Scarsi rifornimenti per la sezione alberghiera: I materiali e gli alimenti destinati alla sezione alberghiera capita varie volte che arrivino in ritardo, a volte scadenti o inutilizzabili, compromettendo la qualità della formazione pratica.
Gravi problemi strutturali: Le condizioni dell’edificio sono sempre più precarie. Le porte tagliafuoco sono inutilizzabili o non a norma, i muri e l’intonaco rischiano di crollare e ogni tanto effettivamente cadono, mettendo in pericolo la sicurezza di tutti. Aule e bagni sono privi di porte, creando una condizione di estremo disagio e insicurezza. Per fortuna questo problema sta venendo risolto dagli attuali lavori; ma riteniamo impensabile che a causa di questi lavori i disagi stiano addirittura aumentando e che anche i più semplici non vengono mai risolti nonostante sia possibile farlo.
Le problematiche strutturali e organizzative che affrontiamo quotidianamente vanno ben oltre il semplice disagio: sono un pericolo concreto per la nostra sicurezza. Non possiamo più accettare che la nostra voce venga trascurata in questo modo. Ogni giorno siamo costretti a convivere con queste condizioni senza che vengano prese misure reali per migliorarle.
In questo contesto, la nostra richiesta non è quella di una soluzione immediata e miracolosa, ma di essere ascoltati. La situazione che stiamo vivendo è insostenibile e non più tollerabile. Ci rendiamo conto che i problemi strutturali non possono essere risolti in un giorno e che ci si sta lavorando, ma è inaccettabile che anche i più semplici vengano affrontati solo quando si minaccia di attuare o si attua uno sciopero. Il nostro istituto, che ospita più di mille studenti, deve basarsi su un principio fondamentale: l’ascolto reciproco. Questo è l’unico modo per risolvere, passo dopo passo, le problematiche che riguardano la vita scolastica di tutti noi.
Purtroppo, da anni i problemi di comunicazione e organizzazione sono estremamente radicati in questa scuola e non sembrano migliorare. Per questo motivo, chiediamo un cambiamento profondo nella gestione dell’istituto, un’apertura reale verso le esigenze degli studenti e una maggiore attenzione verso le problematiche quotidiane che affrontiamo.
Concludiamo ribadendo che la nostra protesta non è contro il corpo docente o la dirigenza, ma contro una gestione che troppo spesso ha ignorato le necessità di chi vive la scuola ogni giorno. Siamo determinati a proseguire la nostra lotta finché non verranno presi provvedimenti concreti per garantire un ambiente sicuro, sano e adeguato alla nostra formazione.
I rappresentanti d’istituto dell’IIS Bergese


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