Picchiato da un altro clochard, muore dopo due anni di coma. Ora l’aggressore rischia il processo per omicidio volontario

Il 49enne indiano Singh Harjit è deceduto ieri nella struttura dove era ricoverato. Condannato per tentato omicidio dopo pestaggio durante una rissa senza fissa dimora, avvenuto nel 2002 a San Fruttuoso, ora il sessantenne Giovanni Meduri rischia di finire di nuovo alla sbarra per il più grave reato

Era il 22 agosto del 2022 quando Singh Harjit era stato pestato a sangue in piazza Manzoni, tra il ponte di Sant’Agata e piazza Giusti, a San Fruttuoso. Una piazza dove molti clochard hanno sempre trovato rifugio, una delle prime dove, nel 2016, sono comparsi i divisori per le panchine, installati per impedire alle persone senza casa di stendersi.

Il provvedimento, approvato da alcuni e criticato da altri, non è bastato, però, per convincere gli homeless a traslocare. Tanto che la loro presenza aveva finito per aumentare nel corso degli anni, con frequenti episodi di scontri tra i vari soggetto presenti, non di rado in preda all’alcol. Quel giorno si erano scontrati due gruppi di senza fissa dimora. Nel corso della rissa era stato l’indiano a colpire per primo Meduri con un oggetto. Questi era caduto a terra, ma si era rialzato e aveva cominciato a picchiare selvaggiamente il contendente, prendendolo prima a pugni poi, quando questi era caduto a sua volta, a calci in testa, infierendo con particolare ferocia.
Era stato un passante a chiamare il 112 e sul posto erano arrivate alcune volanti di Polizia. Harjit aveva appena fatto in tempo a dire agli agenti di essere stato picchiato, aggiungendo che non sapeva chi fosse stato. Poi era svenuto. Soccorso dal 118 con un’ambulanza, era stato intubato dai militi, quindi era stato trasportato all’ospedale Villa Scassi. Dopo un po’ di tempo era stato trasferito in una struttura specializzata dove era rimasto in coma quasi due anni e tre mesi, lottando tra la vita e la morte fino a ieri.
Ora la pm Gabriella Marino ha indagato Meduri e disposto l’autopsia del corpo dell’indiano deceduto, per escludere errori sanitari. Se l’autopsia proverà che la morte è avvenuta per le conseguenze del pestaggio, anche se avvenuto più di due anni fa, Meduri sarà processato per omicidio volontario. Per il tentato omicidio era già stato condannato, in via definitiva, a cinque anni e cinque mesi.
In copertina: a sinistra Singh Harjit, a destra Giovanni Meduri


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