“Scuola di manganello” all’evento formativo, il video shock degli studenti del Fermi, le critiche di Anpi e di Genova Antifascista

I ragazzi dell’istituto genovese, portati all’Expo Training 2024 di Milano, hanno assistito e ripreso simulazioni di uso di manganello e taser. Anpi: «Esponenti delle forze dell’ordine impiegati per insegnare a liceali come picchiare altre persone». Genova Antifascista: «Una sorta di allenamento alla violenza che è sembrato troppo anche ai ragazzi presenti»

«Abbiamo visto con sconcerto e con fortissima preoccupazione, il video girato da alcuni studenti del liceo genovese “Fermi” durante un evento di orientamento studentesco a cui hanno partecipato a Milano – recita una nota dell’Anpi -. Nel corso di questo “evento formativo” alcuni esponenti delle forze dell’ordine hanno tenuto una “lezione” sul come si utilizza e in quali modalità usare un manganello, arrivando ad invitare alcuni studenti a mettere in pratica quanto mostrato e a “colpire” in punti precisi. Non ci risulta sia mai accaduto, nell’Italia repubblicana, che esponenti delle forze dell’ ordine siano stati impiegati per insegnare a liceali come picchiare altre persone. Poi, picchiare chi? Con quale scopo? Le battute su manifestanti (che si possono ascoltare nel video) come vanno intese? Forse potrebbero raccontare cosa accadde alla Diaz, oppure narrare chi ha ucciso l’agente Marino a Milano».

«Quanto è successo è gravissimo – proseguono all’associazione -. A.N.P.I. chiede che venga fornita al più presto e in maniera esauriente una spiegazione di quanto avvenuto. L’insegnamento della repressione non fa parte del compito istituzionale, dettato dai principi della Costituzione Repubblicana, delle Forze dell’ordine. Diventa necessario che a questi “cattivi maestri” del video degli studenti genovesi, vengano impartite lezioni sulla democrazia e sui valori democratici sanciti dalla Costituzione, per far loro comprendere che non fa parte, in alcun modo, del loro ruolo istituzionale mettere in atto comportamenti violenti e repressivi. Il costante attacco da parte di questo governo al dissenso, siano magistrati, studenti o lavoratori non potrà mai passare attraverso lo strumento del manganello, soprattutto nel momento che si accentuano le diseguaglianze sociali. Lo Stato deve essere garanzia di libertà e rispetto, altrimenti rinuncia ad essere Stato democratico».
Rincara la dose Genova Antifascista: «Sta facendo scalpore l’audio e le immagini filmati durante la visita di una classe di un liceo di Genova all’Expo Training 2024 di Milano intitolato “Il polo economico delle competenze nelle transizioni“ (che già a capire il titolo è tutto un programma…..) – spiega l’organizzazione politica -. Expo Training è un evento dove imprese e studenti si incontrano per capire le possibili future posizioni professionali richieste dal mercato, quello che si sono trovati davanti invece gli alunni genovesi è stato tutto un pullulare di stand delle forze dell’ordine, che se questo è l’unico sbocco lavorativo scoraggerebbe qualunque adolescente con sogni e passione a proseguire il proprio corso di studi e la propria formazione in Italia».
«I militari presenti in fiera – prosegue Genova Antifascista – hanno pensato, o gli sarà stato ordinato, che per rendere tutto un po’ più accattivante sarebbe stato utile prodigarsi in simulazioni di uso di manganello e taser, una sorta di allenamento alla violenza che è sembrato troppo anche ai ragazzi presenti, i quali infatti hanno ripreso alcune scene col cellulare. Anche con questo genere di “visite guidate”, insieme alla riforma degli istituti professionali che prevede percorsi sperimentali della durata di 4 anni e insegnanti sostituiti dai rappresentanti delle imprese locali a caccia di manodopera a basso costo, che si vuole, neanche troppo velatamente, instillare repressione e controllo in una generazione che non avrà più stimoli ad esprimere le proprie idee o i propri dissensi verso qualsiasi forma di autorità. Il governo Meloni ha superato i 30 miliardi di investimenti per acquisto e produzione di armi e nella legge di bilancio del 2025 sono già previsti ulteriori fondi ad uso e consumo del ministro Crosetto a discapito di sanità, istruzione e cultura».
Uno Stato che non investe nella scuola pubblica e nella ricerca scientifica sarà sempre uno Stato perdente, uno Stato che non investe nella scuola pubblica e nella ricerca scientifica non lo vogliamo!


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