Oggi a Genova 

Brusoni, assessora comunale ai servizi demografici, è candidata (nella lista della Lega), ma firma i manifesti dei servizi elettorali

Nonostante la legge stabilisca che “a far data dalla convocazione dei comizi elettorali e fino alla chiusura delle operazioni di voto è fatto divieto a tutte le amministrazioni pubbliche di svolgere attività di comunicazione ad eccezione di quelle effettuate in forma impersonale ed indispensabili per l’efficace assolvimento delle proprie funzioni”, sui cartelloni di Tursi, in calce a una comunicazione istituzionale sulle modalità di accesso al voto per i disabili, l’assessora-candidata della Lega, scrive nome, cognome e carica. Terzo caso (sempre “a destra”) in pochi giorni dopo quelli che hanno riguardato Alisa e l’assessore uscente alla sanità della Regione Gratarola e la Provincia di Savona

Nei giorni scorsi erano stati due (entrambi nel centrodestra come quello della candidata della Lega Marta Brusoni) i casi sanzionati dall’Agicom. Quello di Alisa e dell’assessore regionale alla Sanità Gratarola, candidato di Vince Liguria, comparso con nome e cognome in un comunicato sulle vaccinazioni, e quello della Provincia di Savona, che ha promosso sul proprio sito il “Patto per le infrastrutture”, a cui ha partecipato candidato Marco Bucci con altri esponenti del centrodestra, considerato dall’Autorità garante della concorrenza «chiara commistione tra elementi istituzioni ed elementi a scopo propagandistico».

Ci sono poi i volantini per la riapertura del teatro Verdi di Sestri Ponente con il marchio del Comune e la scritta “W Bucci” (candidato presidente del centrodestra), di cui, però, l’istituzione disconosce la paternità. Ma anche i millemila incontri con gruppi e categorie di cui sfugge l’urgenza contingente, molti dei quali vengono svolti nei locali dell’istituzione. Poi le conferenze istituzionali su questioni non proprio urgentissime e i comunicati del Comune che informano di provvedimenti le cui tempistiche a ridosso delle consultazioni regionali risultano perlomeno curiose. Già, i comunicati. Che vengono sfornati ogni giorno da palazzo Tursi a ritmo continuo attraverso i canali di informazione istituzionali e riportano le dichiarazioni virgolettate di assessori-candidati, senza nome, ma con la carica.

Agcom, nel provvedimento contro la provincia di Savona, è molto chiara.
Vi si legge

CONSIDERATO che l’art. 9 della legge 22 febbraio 2000, n. 28 stabilisce che a far
data dalla convocazione dei comizi elettorali e fino alla chiusura delle operazioni di voto è
fatto divieto a tutte le amministrazioni pubbliche di svolgere attività di comunicazione ad
eccezione di quelle effettuate in forma impersonale ed indispensabili per l’efficace
assolvimento delle proprie funzioni e che tale divieto trova applicazione per ciascuna
consultazione elettorale;


e ancora

CONSIDERATO che la Corte costituzionale, nella sentenza n. 502 del 2000, ha chiarito
che il divieto alle amministrazioni pubbliche di svolgere attività di comunicazione durante la
campagna elettorale è “proprio finalizzato ad evitare il rischio che le stesse possano fornire
[…] una rappresentazione suggestiva, a fini elettorali, dell’amministrazione e dei suoi organi
titolari”;


e anche

CONSIDERATO che la legge n. 150/2000, ove sono disciplinate le attività di
informazione e di comunicazione delle pubbliche amministrazioni, considera come tali quelle
attività poste in essere da tutte le Amministrazioni dello Stato che siano finalizzate, ai sensi
dell’articolo 1, comma 5, a: “a) illustrare e favorire la conoscenza delle disposizioni
normative, al fine di facilitarne l’applicazione; b) illustrare le attività delle istituzioni ed il
loro funzionamento; c) favorire l’accesso ai servizi pubblici, promuovendone la conoscenza;
d) promuovere conoscenze allargate e approfondite su temi di rilevante interesse pubblico e
sociale; e) favorire processi interni di semplificazione delle procedure e di modernizzazione
degli apparati nonché la conoscenza dell’avvio e del percorso dei procedimenti
amministrativi; f) promuovere l’immagine delle amministrazioni, nonché quella dell’Italia,
in Europa e nel mondo, conferendo conoscenza e visibilità ad eventi d’importanza locale
regionale, nazionale ed internazionale”;

e inoltre

CONSIDERATO che i singoli soggetti titolari di cariche pubbliche possono compiere
attività di propaganda al di fuori dell’esercizio delle proprie funzioni istituzionali, sempre
che, a tal fine, non utilizzino mezzi, risorse, personale e strutture assegnati alle pubbliche
amministrazioni per lo svolgimento delle loro competenze, in modo tale da non interferire
con l’esercizio delle funzioni istituzionali dell’Ente;

Tutte le pubbliche amministrazioni, nel periodo che intercorre tra la data di convocazione dei comizi elettorali e la chiusura delle operazioni di voto, non possono svolgere attività di comunicazione istituzionale (legge 22 febbraio 2000, n. 28). Il divieto riguarda anche la comunicazione effettuata mediante l’utilizzo dei siti web e degli account istituzionali dei social media. Fanno eccezione al divieto le attività di comunicazione “effettuate in forma impersonale ed indispensabili per l’efficace assolvimento delle proprie funzioni”. L’obiettivo è quello di evitare che l’attività di comunicazione istituzionale delle pubbliche amministrazioni si intrecci con l’attività di propaganda elettorale e che gli eletti uscenti possano utilizzare una posizione di vantaggio istituzionale, derivante dal loro ruolo di amministratori in carica, anche nel rispetto del principio, dettato dall’articolo 97 della Costituzione, dell’imparzialità dell’azione dei pubblici uffici.
Gli amministratori uscenti, se candidati alle elezioni, possono svolgere attività di propaganda elettorale, ma al di fuori dell’esercizio delle proprie funzioni istituzionali.

Insomma, ci sarebbe anche da discutere sulla marea di comunicati, pubblicati anche sui siti istituzionali oltre che inviati ai media, che vedono citati gli assessori, anche con virgolettati, non con il nome, ma con l’incarico che riconduce univocamente a loro. Su questo, la regione è molto più rigorosa mentre la Comunicazione del Comune ha prodotto in ogni giorno della Campagna elettorale parecchie comunicazioni che, pur senza nome, riportano incarichi e dichiarazioni di assessori anche candidati.

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